
La Russia ricorre al Wto per contestare la tassa imposta dall'Ue su una serie di importazioni russe, accusando Bruxelles di violare alcune delle disposizioni dell'accordo "antidumping". Lo ha riferito il ministero dell'economia russo spiegando che nel mirino di Mosca c'è "il correttivo energetico", la 'tassa' cioè imposta da Bruxelles sull'import russo di alcuni prodotti in ragione del fatto che i costi di produzione nel paese, per il minor costo dell'energia, sono più bassi di quelli europei. Si tratta della prima procedura avviata dalla Russia dalla sua adesione al Wto nell'agosto 2012, e arriva sullo sfondo di rapporti tesi Mosca-Bruxelles dopo la vicenda Ucraina e l'arresto di attivisti di Greenpeace. Il ricorso è stato trasmesso alla rappresentanza dell'Ue presso le Nazioni Unite, ha precisato il Ministero dell'Economia russo in una nota.
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