
Con una rapida foto di gruppo dei leader, tutti sorridenti, si è aperto oggi il 23/o vertice Russia-Ue a Khabarovsk, città dell'estremo oriente russo ad oltre 10.000 km da Bruxelles, scelta dal Cremlino per far vedere all'Europa l'estensione del Paese più grande del mondo. Il summit segue quello del 20 maggio a Praga tra Ue e Cina, altro gigante dell'economia sempre più legato al vecchio Continente. La delegazione russa è guidata dal presidente Dmitri Medvedev, che ha sottolineato in apertura l'importanza della cooperazione reciproca, e dal ministro degli esteri Serghiei Lavrov. La troika Ue è composta dal presidente ceco Vaclav Klaus, il cui Paese detiene la presidenza di turno della Ue, dal presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso e dall'alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza Javier Solana, che è stato il primo ad essere ricevuto dal leader del Cremlino. Della squadra europea fanno parte anche i commissari Benita Ferrero-Valdner (Relazioni esterne) Catherine Margaret Ashton (Commercio) e Andris Piebalgs (energia). Nell'agenda del vertice, il cui slogan è 'Russia-Ue: un dialogo di interessi', molti dossier spinosi: rinnovo della partnership scaduta a fine 2007, crisi mondiale, energia, sicurezza, questioni commerciali (protezionismo, accesso di Mosca al Wto) e regionali, tra cui la Georgia e la Moldova. Alcuni dossier sono stati resi di ancora maggiore attualità dagli sviluppi di ieri: come la sicurezza europea, dopo la decisione di Washington di installare i missili Patriot in Polonia a prescindere dal futuro dello scudo antimissile, e quella energetica, dopo il monito russo sul rischio di una nuova crisi del gas con Kiev per le difficoltà finanziarie della società energetica statale ucraina Naftogaz. La conclusione dei lavori è prevista a metà pomeriggio con una conferenza stampa comune ma senza firma di documenti. ATS
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