
La polizia di Mosca ha sventato il sequestro della figlia di un ricco imprenditore armeno, sostituendola nel giorno previsto per il rapimento con una agente "sosia", che ne ha imitato il look, anche con l'aiuto di una parrucca. La banda, secondo gli investigatori, era guidata da un ufficiale della polizia della capitale, ritenuto la "mente" del piano, e composta da un manager di una grande ma non meglio precisata società e da due caucasici disoccupati. L'obiettivo era un riscatto di 10 milioni di euro. L'imprenditore armeno in questione, come riferisce la stampa russa, si chiama Artur Varzhapetian ed è titolare della "Luding", uno dei maggiori distributori di alcolici d'importazione nel mercato russo. La polizia, grazie ad una soffiata, ha saputo lo scorso novembre del piano per rapire sua figlia, una ragazza di 18 anni. Così ha messo sotto controllo tutti i membri della banda e, nel giorno del blitz, ha teso il tranello vicino ad un centro commerciale della periferia moscovita. I rapitori, quando sono intervenuti gli agenti, non hanno opposto alcuna resistenza, sbigottiti per tanta tempestività. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

