
Il premio Nobel per la letteratura Aleksandr Solzhenitsin ha accusato le autorita' ucraine di "revisionismo storico" per il tentativo di far riconoscere la carestia degli anni trenta come un genocidio russo contro l'Ucraina. Il famoso scrittore russo, in una intervista al quotidiano "Izvestia", sostiene che la carestia fu causata dai corrotti ideali del regime comunista, sotto il quale tutti soffrirono allo stesso modo. Non fu un'aggressione del popolo russo contro quello ucraino, spiega, e la volontà di vederlo come tale è solo uno sviluppo recente. Secondo Solzhenitsin, l'idea del genocidio sostenuta dai politici ucraini sembra aver superato le selvagge suggestioni della macchina propagandistica bolscevica. In Ucraina si usa la parola "Holodomor", che significa infliggere la morte attraverso la fame, per descrivere il genocidio attribuito al governo sovietico, durante il quale, secondo le stime degli storici, morirono dai 7 ai 10 milioni di ucraini, di cui il 50% bambini, e che rientrava nell'ambito della politica di collettivizzazione agricola forzata, con cui i contadini non ricevevano un salario, bensì una quota dei beni prodotti. ATS
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