
PuDopo Mosca, San Pietroburgo. La polizia russa ha represso oggi una marcia contro il presidente Vladimir Putin nell'antica capitale imperiale, fermando circa 200 manifestanti, fra cui il leader dell'opposizione liberale Boris Nemtsov, a una settimana dalle elezioni politiche. La protesta era stata organizzata da 'Altra Russia', una coalizione di gruppi di opposizione il cui leader, l'ex campione di scacchi Garry Kasparov, ieri è stato arrestato e condannato a cinque giorni di reclusione per aver sfidato il divieto di marciare nelle strade di Mosca. Oggi, prima di essere caricato su un furgone della polizia, Nemtsov, ex vice primo ministro e uno dei leader dell'Unione delle forze di destra (Sps), aveva arringato la folla. "Ci hanno impedito di contestare Putin, ma noi oggi siamo qui per chiedere al signor Putin e alle autorità perché c'è tanta corruzione nel Paese", ha detto Nemtsov, che è in lizza per le elezioni del 2 dicembre. Alla marcia di San Pietroburgo hanno partecipato tra 300 e 500 persone, molte meno delle circa 3.000 di Mosca, secondo quanto riferiscono i media internazionali. Attivisti con in mano garofani bianchi per sottolineare il "carattere pacifico" della manifestazione, si sono radunati vicino al quartier generale del partito Yabloko e poi si sono messi in marcia. Come quella di ieri a Mosca, la manifestazione non era stata autorizzata e le strade del centro erano state bloccate. Gli agenti anti sommossa - i famigerati Omon - hanno picchiato i manifestanti con i manganelli, prima di caricarli sui furgoni. Tra i fermati, oltre a Nemtsov, anche Nikita Belykh, l'altro leader del Sps, anch'egli candidato alle politiche. Entrambi sono stati poi rilasciati. Secondo le agenzie internazionali, gli agenti hanno fermato in totale circa 200 persone, gran parte dei quali sono tornati a piede libero. Rilasciato oggi anche Sergei Kostantinov, uno dei due militanti del Partito radicale transnazionale arrestati ieri a Mosca, si è appreso a Roma. ATS
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