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Russia: Putin premier e probabile leader partito
Redazione
18 anni fa

Prima ancora di essere nominato premier con una convocazione del parlamento a tempo di record, all'indomani del cambio della guardia al Cremlino con il suo delfino Dmitri Medvedev, il presidente uscente Vladimir Putin diventerà con ogni probabilità leader del partito Russia Unita, il partito di maggioranza assoluta. Una carica che lo blinderà ulteriormente come premier forte, il più forte in Russia dalla caduta dell'Urss, controbilanciando i poteri del nuovo presidente. Lo scenario è stato confermato ufficialmente oggi da Boris Grizlov, presidente della Duma (il ramo basso del parlamento) e attuale leader di Russia Unita. Da un lato ha confermato che la Duma si riunirà l'8 maggio, dopo il giuramento di Medvedev, per votare la candidatura di Putin premier: "non c'é alcuna necessità di parlare con i gruppi parlamentari e di parlare del suo programma", ha spiegato. Dall'altro Grizlov ha ribadito l'intenzione sua e della dirigenza del partito di chiedere a Putin di diventare il leader di Russia Unita, dopo averla trascinata al trionfo alle elezioni del 2 dicembre scorso come capolista, pur non essendo un iscritto. "Sarebbe la scelta migliore", ha assicurato Grizlov, che formalizzerà la proposta al congresso del partito, in programma il 14 e 15 aprile a Mosca. Finora Putin non ha lasciato trapelare la sue intenzioni, ma é difficile immaginare che Grizlov si spinga in una direzione non ispirata dal Cremlino. Analisti e politici sono pronti a scommettere in chiave positiva e lo stesso Serghei Mironov, presidente del Consiglio della federazione (il senato) e leader del partito Russia Giusta, ha detto che non resterebbe sorpreso da una tale scelta. In tal caso la Russia conoscerebbe una apparente rivoluzione democratica perché per la prima volta il governo sarebbe guidato da chi ha vinto le elezioni e il premier sarebbe anche il leader del partito di maggioranza, come nei Paesi occidentali. Ma, a parte i discutibili meccanismi di potere che hanno garantito la continuità nel cambio della guardia al Cremlino, resta il fatto che Russia Unita, con i suoi 315 seggi, controlla i due terzi della Duma e da sola potrebbe cambiare la costituzione, modificando anche i poteri del presidente. Un partito monstrum, che ricorda il vecchio Pcus, in un parlamento senza una vera opposizione, a parte quella non certo irriducibile dei comunisti. In tal modo, secondo molti osservatori, Putin avrebbe una rete di sicurezza e una carta da giocarsi in un eventuale, futuro braccio di ferro con Medvedev, dal quale potrebbe essere licenziato come premier. Ma il doppio incarico garantirebbe a Putin anche un rapporto più efficace tra esecutivo e legislativo, consentendogli di affrontare meglio i problemi socio-economici del Paese e lasciando a Medvedev la politica internazionale, come ha già dichiarato di voler fare nel vertice di Soci. L'arrivo di Putin alla guida di Russia Unita, inoltre, potrebbe contribuire a dare al partito un'identità e un'immagine diversa da quelle attuali, che lo associano al partito della burocrazia e ad un guscio ideologicamente vuoto al servizio del Cremlino. Anche lo sbarco di Putin alla testa dell'esecutivo dovrebbe imprimere una svolta, con una gestione del potere più verticistica e un maggior controllo dei risultati, per non perdere quel consenso sociale su cui si fonda la popolarità del leader russo. Un governo in stile Cremlino, insomma, come fa presagire l'odierna decisione di rendere off limits per i giornalisti la Casa Bianca, la candida sede del governo che si specchia nelle acque della Moscova. ATS

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