
Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha annunciato oggi che, in vista del 20 anni della costituzione russa (12 dicembre prossimo), sottoporrà personalmente al parlamento una legge di amnistia. Un provvedimento dal quale però, ha precisato, saranno esclusi coloro che hanno commesso crimini gravi o legati ad azioni violente contro i rappresentanti delle autorità, prima di tutto contro la polizia. Media e analisti ritengono quindi che l'amnistia non interesserà i manifestanti arrestati per i disordini di piazza in cui era degenerata una manifestazione contro Putin in piazza Bolotnaia nel 2012. Qualche dubbio serpeggia sulle due Pussy Riot, condannate a due anni per la preghiera punk anti Putin nella cattedrale ortodossa di Mosca, e sui 30 attivisti di Greenpeace - tra cui lo svizzero Marco Weber - accusati di teppismo per il blitz contro una piattaforma petrolifera artica. Dubbi anche sull'ex patron di Yukos Mikhail Khodorokovski, una delle 'bestie nere' di Putin e condannato due volte. Più facile che dell'amnistia possa beneficiare il blogger anti Putin Alexiei Navalni, condannato a 5 anni ma con la condizionale. Secondo i rappresentanti dei difensori dei diritti umani, il provvedimento potrebbe interessare dai 30 mila ai 100 mila detenuti.
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