
Il presidente russo Vladimir Putin, che il 7 maggio lascerà la prima poltrona del Cremlino al successore Dmitri Medvedev, ha accettato l'invito del partito di maggioranza assoluta Russia Unita ad assumerne la carica di leader. Come presidente, ha sottolineato Putin, non avrebbe potuto schierarsi con una formazione politica: ma come premier, un contatto stretto con il partito di maggioranza alla Duma è utile e importante. Putin ha comunque sottolineato che assumerà la carica di leader di Russia unita solo quando avrà lasciato quella di capo dello stato. Il congresso ha votato all'unanimità la nomina del leader del Cremlino a presidente del partito per quattro anni. Boris Grislov, presidente della Duma e finora numero uno di Russia unita, resterà come presidente del consiglio supremo, una sorta di numero due. "Ritengo inopportuno - ha detto Putin - fare il capo di partito quando si è presidente, ma per quel che riguarda il capo del governo, è una pratica civile e naturale negli stati democratici". Medvedev per parte sua ha definito "logica" la scelta di Putin, e si è avvalso degli stessi motivi per declinare ruoli nella formazione politica: "in sostanza il presidente Putin è già da tempo il capo informale del partito, e sono convinto che l'ufficializzazione rafforzerà la cooperazione fra Cremlino, governo e Camere. Servirà anche per rafforzare lo sviluppo degli istituti democratici della società russa, confermando la coerenza della politica di stato, puntata sul miglioramento della qualità di vita dei cittadini russi". ATS
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