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Estero
Russia: Pussy Riot; riprende processo d'appello
Redazione
14 anni fa

Riprende oggi a Mosca il processo d'appello alle tre giovani musiciste della band Pussy Riot condannate a due anni per una dissacrante preghiera anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore. Il primo ottobre il dibattimento era stato rinviato dopo che una delle imputate, Iekaterina Samutsevich, aveva deciso di cambiare avvocato, dicendo di non condividere la linea di quello che l'aveva rappresentata fino a quel momento. Secondo i difensori, la giovane avrebbe subito pressioni e potrebbe dichiararsi colpevole, rompendo l'unità del gruppo, nella speranza di ottenere una riduzione della pena. Secondo l'accusa, invece, si tratterebbe solo di una manovra dilatoria. Alla vigilia del processo, il leader del Cremlino, Vladimir Putin, ha confidato in una intervista tv per i suoi 60 anni di ritenere "corretta" la pena inflitta alle tre Pussy Riot, pur precisando di non avere nulla a che fare con la vicenda. Ma il difensore di Nadia Tolokonnikova, Mark Feghin, ha denunciato che le dichiarazioni di Putin sono una "pressione" sulla giustizia. Ieri le tre musiciste sono state selezionate fra i tre finalisti del premio Sakharov 2012, assegnato ogni anno dal Parlamento europeo per ricompensare personalità distintesi nella difesa dei diritti umani e della libertà d'espressione. ATS

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