
Una protesta contro il blocco dell'app di messaggistica Telegram in Russia è in corso in viale Sakharov, nel centro di Mosca. I manifestanti sventolano le bandiere di alcuni partiti d'opposizione come Parnas e Iabloko. "La Russia sarà libera", urlano i dimostranti, che accusano le autorità di "censura" e di violare il diritto alla libertà di espressione. Alcuni lanciano in aria degli aeroplanini di carta in segno di solidarietà con Telegram, il cui simbolo è appunto un aeroplanino di carta. "Putin ladro", è uno degli slogan più urlati. "Le autorità - ha detto l'oppositore Mikhail Kasianov arringando la folla - ci vogliono portare via i messaggi privati, la nostra vita privata. Internet - ha proseguito - è la principale libertà che esiste per tutti noi. Non possiamo permettere che ciò avvenga". Telegram, app del "programmatore dissidente" Pavel Durov, è stato bloccato in Russia per essersi rifiutato di fornire ai servizi segreti le chiavi per decriptare i messaggi degli utenti. L'intelligence russa sostiene di averne bisogno perché Telegram è usato dalle organizzazioni terroristiche, Isis compresa. Ma il programma è molto utilizzato nel mondo (ha superato i 200 milioni di utenti) proprio per il massimo rispetto della privacy che offre, e molti osservatori interpretano la batosta riservatagli dalle autorità come un'ennesima restrizione delle libertà in Russia.
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