
Una corte russa ha respinto oggi la richiesta di posticipare l'espiazione della pena, per poter prendersi cura del figlio piccolo, avanzata da Maria Aliokhina, una delle tre Pussy Riot condannate a due anni per la preghiera anti Putin nella cattedrale di Mosca. Anche l'accusa si era detta contraria. Aliokhina sta scontando la pena in un campo di lavoro della Mordovia. La corte di Berezniki, nella regione di Perm, ha motivato la sua decisione con il fatto che la presenza di un bimbo minorenne (di cinque anni, ndr) non ha impedito alla madre di commettere il reato. "Il figlio - ha spiegato il giudice - vive con il padre e con la nonna in un buon appartamento e svolge varie attività. La corte non possiede elementi attestanti che la mancanza della madre in famiglia ha un impatto negativo sullo stato psicologico del bambino", come riferiscono le agenzie. ATS
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