
Un sfida del terrorismo caucasico al cuore dello Stato, messa a segno da un commando di sole donne, come durante il conflitto russo-ceceno: sembrano concordi investigatori, analisti e politici sull'interpretazione del duplice attentato terroristico che stamane, dopo sei anni, torna a colpire la frequentatissima metropolitana di Mosca, causando 37 morti e 102 feriti, una trentina dei quali in gravi condizioni. La pista del terrorismo nord-caucasico è stata indicata ufficialmente da Aleksandr Bortnikov, capo dei servizi segreti (Fsb), vicino alla cui sede è avvenuto il primo attentato, quello nella stazione Lubianka: "Sul posto sono stati trovati i resti di due donne kamikaze che, secondo i dati preliminari, avevano a che fare in termini di residenza con il Caucaso del Nord", ha spiegato Bortnikov. Donne anche le presunte complici, già ricercate dopo che le videocamere della metro hanno ripreso i loro volti. Il generale ha aggiunto che è stato usato come esplosivo l'Exogene, impiegato in precedenti attentati di matrice caucasica. In una stazione la potenza era pari a 4 kg di tritolo, nell'altra a 1,5-2 kg. Entrambi gli ordigni erano inoltre imbottiti di chiodi, bulloni e pezzi di ferro. Immediata la reazione del Cremlino, che ha già disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il Paese: la lotta al terrorismo sarà proseguita "sino alla fine e senza alcuna esitazione", ha assicurato il presidente Dmitri Medvedev, attento anche a richiamare i servizi segreti a non violare i diritti delle persone durante le indagini. Gli attentati sono avvenuti lungo la linea rossa Sokolniceskaia, che passa sotto il cuore della capitale, a due passi dal Cremlino e dalla piazza Rossa. Il primo ordigno è esploso all'altezza del secondo vagone, durante la fermata alla stazione Lubianka, alle 07.56 (le 05.56 in Svizzera). Il secondo ordigno è deflagrato 40 minuti dopo alla stazione Park Kulturi, vicino al leggendario Gorki Park. L'esplosione ha interessato la terza vettura del treno, che andava verso la periferia, in direzione contraria rispetto al primo. Gli attentati hanno seminato il panico tra i passeggeri e nella popolazione, che ormai pensava di essersi lasciata alle spalle la lunga stagione degli attentati ceceni dei primi anni Duemila. Numerose le ambulanze arrivate sul posto per i primi soccorsi. Per l'evacuazione dei feriti sono stati usati anche elicotteri. "E' una catastrofe", ha detto all'ANSA il procuratore di Mosca Iuri Semin. ATS
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