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Estero
Russia: Medvedev, i delitti politici destabilizzano il Caucaso
Redazione
17 anni fa

Gli omicidi dei difensori dei diritti umani in Cecenia e gli attentati in Inguscezia hanno lo stesso obiettivo: destabilizzare il Caucaso. Ne è convinto il leader del Cremlino Dmitry Medvedev, che oggi è tornato a condannare tali delitti insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel, promettendo che lo Stato "farà il possibile" per trovare i responsabili e invitando il presidente ceceno Ramzan Kadyrov a fare altrettanto. "Tutta la serie di morti politiche e tentati omicidi hanno l'obiettivo di destabilizzare la situazione nel Caucaso. Mi riferisco alle morti dei difensori dell'uomo e all'attentato contro il nuovo presidente inguscio", ha spiegato nella conferenza stampa congiunta dopo l'incontro con la Merkel, con la quale ha discusso di investimenti strategici russi in Germania ma anche di Iran e Afghanistan. Anche il cancelliere ha ribadito la necessità di trovare e processare i killer di questi "orribili omicidi", assicurando che i diritti umani stanno a cuore al presidente russo. Il Caucaso sta tornando una trincea per Mosca: l'uccisione di tre difensori dei diritti umani in meno di un mese (Natalia Estemirova, Zarema Sadulaieva e suo marito Alik Dzhabrailov), l'attentato in cui a giugno è rimasto gravemente ferito il presidente inguscio Iunus-Bek Ievkurov e quello in cui l'altro ieri è rimasto ucciso il suo ministro dell'edilizia. In Cecenia ieri sera quattro poliziotti sono stati ammazzati ed altri quattro sono rimasti feriti in un conflitto a fuoco nei pressi di Grozny, mentre nello stesso giorno in Daghestan una banda di guerriglieri ha eliminato prima quattro agenti ad un posto di controllo e poi sette donne in una sauna vicina. ATS

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