
Prima maratona mediatica oggi, dopo il suo ritorno al Cremlino, per Vladimir Putin, protagonista di una maxi conferenza stampa a 360 gradi, iniziata alle 9.00 e non anocra conclusa, rispolverando la tradizione dei suoi due precedenti mandati presidenziali. Circa 1'200, di cui 200 stranieri, i giornalisti accreditati per il lungo botta e risposta, trasmesso in diretta tv e ospitato - inspiegabilmente - per la prima volta fuori dalle mura del Cremlino: lo scenario sarà quello del centro congressi del World Trade Center. L'evento cade alla vigilia della partecipazione di Putin al summit Ue-Russia, previsto domani a Bruxelles, e all'indomani della controversa risposta del parlamento russo al "Magnistki Act" americano, "emozionale ma adeguata" secondo Putin. La legge prevede il bando negli Usa dei dirigenti russi ritenuti coinvolti nella controversa morte in cella dell'avvocato Serghiei Magnitski. Ieri la camera bassa del parlamento russo ha approvato una legge che prevede anche una misura asimmetrica, ossia il divieto di adozione di bambini russi da parte degli americani. Per quanto concerne la situazione in Siria, la principale preoccupazione di Mosca non è il destino del presidente Bashar al-Assad ma il futuro del paese, ha detto Putin, auspicando prima di tutto un accordo tra i siriani e una soluzione che eviti "la guerra civile e la disintegrazione del paese". Ad una domanda sulle voci riguardanti la sua presunta cattiva salute Putin ha quindi risposto che "non vivrete sino a vedere quel giorno". "Diffondere voci del genere è vantaggioso per i miei oppositori politici perché vogliono togliermi legittimità", ha osservato. Da mesi si sono diffuse voci che Putin abbia problemi di salute, in particolare dolori alla schiena che lo hanno costretto a claudicare e a rinviare alcuni viaggi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

