
Cresce il numero delle vittime ma soprattutto dei dispersi dell'incidente che ha bloccato la produzione della centrale idroelettrica russa Sayano-Shushenskaya, in Khakassia (Siberia Orientale), la più grande del Paese e la quarta più grande del mondo: i morti sono otto, i feriti 10 e i dispersi 54, secondo quanto riferisce l'agenzia Itar-Tass citando il portavoce della commissione investigativa della procura generale Vladimir Markin. Le ricerche dei dispersi - che serebbero addirittura 68 secondo il ministero per le Situazioni d'emergenza citato da Radio Eco di Mosca - continueranno anche nella notte, con l'aiuto di torce giganti. Nei sotterranei è già stato trovato un superstite, in stato di choc. Secondo Markin, l'incidente si è verificato durante alcuni lavori di riparazione in un impianto macchinari, dove l'esplosione di un trasformatore a olio ha distrutto i muri e il soffitto del reparto che ospitava una turbina, causandone l'inondazione. L'incidente ha provocato anche la fuoriuscita di alcune decine di tonnellate di olio. Le tv hanno fatto vedere le immagini del disastro sotto la gigantesca diga. La proprietà della centrale ha informato inoltre che sono stati installate delle barriere per impedire il movimento della chiazza d'olio lungo il fiume siberiano Ienisei, che secondo il ministro per le emergenze Serghiei Shoigu è lunga 5 km. I danni non sono ancora stati calcolati, ma per sostituire la turbina occorrerà da uno a due anni, mentre per il riavvio del resto della centrale sarà necessario un mese, un mese e mezzo. Inoltre dovrebbe essere ridotta l'erogazione dell'energia in tutta la regione. ATS
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