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Russia: Greenpeace, alta concentrazione rutenio negli Urali
Redazione
9 anni fa

L'agenzia meteorologica statale russa Rosidromet ha pubblicato oggi dati che dimostrano come lo scorso settembre era stata rilevata un'altissima concentrazione di rutenio 106 nell'area che ospita anche il complesso nucleare Rosatom Mayak negli Urali meridionali. La pubblicazione è avvenuta su richiesta di Greenpeace. L'analisi - sottolinea Greenpeace in una nota - coincide con le scoperte dell'ente di ricerca nucleare francese (IRSN) e l'agenzia tedesca per la protezione dalle radiazioni (BFS), che già in ottobre avevano indicato con alta probabilità la regione a sud degli Urali quale origine della contaminazione. Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in ottobre aveva comunicato che all'inizio del mese la stazione di rilevamento di Cadenazzo aveva registrato la presenza dell'isotopo in questione, ma in concentrazioni non pericolose per l'uomo. Da allora in diminuzione, il valore massimo misurato tra il 2 e il 3 ottobre in Ticino, era di 1900 microBecquerel al metro cubo d'aria, ossia di 350 volte inferiore al limite d'immissione nell'aria fissato per questo radionuclide. Nello stesso periodo nessuna traccia di rutenio 106 era invece stata misurata nelle altre stazioni svizzere a nord delle Alpi. Sulla base dei dati pubblicati oggi, Greenpeace Russia invierà una lettera alla procura per richiedere un'indagine sul "possibile occultamento di un incidente radioattivo e per il rilascio di informazioni sullo stato dell'ambiente". Per Rosidromet i livelli di rutenio, pur superiori alla norma, "erano ampiamente entro i limiti consentiti". Il complesso di Mayak rigetta invece ogni accusa, riportano i media russi.

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