
"Sciopero italiano", così l'opposizione russa ha battezzato il proprio ostruzionismo sul progetto di legge che porta a cifre stratosferiche le multe per organizzatori e partecipanti a manifestazioni non autorizzate. Una pioggia di emendamenti - 359, compresi cavilli assurdi come la richiesta di fissare la temperatura nei luoghi di detenzione a 30 gradi - studiati per prendere tempo sapendo bene di non avere i numeri per bloccare il provvedimento nella Duma dominata dal partito putiniano di Russia Unita. Ma i deputati comunisti e quelli del partito Russia Giusta stanno tentando di tutto per ritardarne l'approvazione in seconda lettura, e impedirne almeno l'adozione prima della nuova grande protesta prevista per il 12 giugno. Prima di pranzo la maggioranza ha già approvato multe da 300mila rubli per i singoli a 600mila (da 7 a 14mila euro) per gli organizzatori (la proposta iniziale era di innalzarle a 1,5 milioni di rubli). Ma poi hanno dovuto fare i conti con le obiezioni degli oppositori: un minuto di discussione per ciascuna. "Pensiamo che questa legge sia molto pericolosa, ed è contraria alla Costituzione russa" ha notato Ghennadi Gudkov, deputato di Russia Giusta. Ma Russia Unita insiste per far terminare l'udienza entro oggi: domani il disegno di legge è atteso per l'approvazione al Consiglio della Federazione che potrebbe approvarlo il 6 giugno. "Resteremo seduti qui finché sarà necessario, anche fino al mattino", avverte la maggioranza parlamentare. La nuova legge ha causato sdegno in molti cittadini, proteste dell'opposizione (oggi anche davanti l'edificio del parlamento), e la bocciatura indiretta del Consiglio presidenziale per i Diritti Umani. Il presidente Vladimir Putin il 23 maggio ha dichiarato che eventuali modifiche devono sviluppare il carattere democratico del paese e della società e gli emendamenti legislativi essere "ben bilanciati". ATS
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