
Il "senatore" ticinese Dick Marty, relatore del Consiglio d'Europa, ha denunciato oggi il sequestro e i maltrattamenti inflitti al presidente dell'ONG russa Memorial, la scorsa fine settimana a Nazran, in Inguscezia. L'episodio è avvenuto poco prima di una manifestazione contro il Cremlino, repressa dal regime. Marty si è detto "scioccato" dal rapimento, durato alcune ore, di Oleg Orlov e di tre giornalisti di quella che è considerata l'ultima grande emittente televisiva russa indipendente, la Ren-TV. I quattro erano stati rapiti nella notte tra venerdì e sabato da ignoti in uniforme, i quali sono entrati in azione poco dopo che gli agenti incaricati della sicurezza nell'albergo si erano allontanati. I rapitori avevano detto di appartenere a un'unità antiterrorismo, ha precisato in un comunicato il senatore ticinese, che è relatore sulla situazione nel Caucaso del Nord. "Stando a informazioni diffuse da difensori dei diritti umani, i quattro sono stati percossi selvaggiamente e sottoposti a simulazioni di esecuzione, prima di venir abbandonati scalzi in aperta campagna, si afferma nel comunicato. Dopo essere giunti al posto di polizia più vicino per sporgere denuncia, i malcapitati sono stati nuovamente trattenuti per diverse ore. L'organizzazione non governativa Memorial è impegnata a censire gli abusi compiuti nell'ambito dell'"operazione antiterrorismo" condotta da Mosca nel Caucaso. Secondo fonti della polizia locale citate dall'agenzia Interfax, il rapimento dei quattro è opera "di militari". L'esercito e il FSB (ex-KGB) sono regolarmente accusati di soprusi in questa repubblica vicina alla Cecenia. ATS
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