
La causa del disastro ferroviario di ieri sera sul Nievski Express è stata l'esplosione di una bomba della potenza di sette kg di tritolo. Lo ha detto il capo dei servizi di sicurezza russi (Fsb) Aleksandr Bortnikov, che oggi ha riferito sul'andamento delle indagini al presidente Dmitri Medvedev. Il bilancio provvisorio del deragliamento del treno veloce Mosca-San Pietroburgo oscilla tra i 26 e 39 morti, 18 dispersi e circa cento feriti, tra cui un italiano. Per ora l'episodio è stato rivendicato via internet da un sedicente gruppo ultranazionalista 'Combat 18', che si era assunto anche la responsabilità dell'esplosivo rinvenuto in un sacchetto di plastica con una svastica il 14 novembre scorso in una vagone della metro di San Pietroburgo. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e incerto: l'ultimo dato fornito dal ministro della sanità Tatiana Golokova parla di 26 vittime, ma in precedenza un responsabile del ministero delle situazioni di emergenza aveva indicato 39 morti, mentre la procura conferma 30 decessi. Metà dei feriti è grave. Sul treno, deragliato nella regione di Tver a circa 300 km a nord di Mosca e utilizzato spesso dai turisti (almeno tre gli stranieri), viaggiavano 661 passeggeri. Almeno 5 delle 14 carrozze sono state danneggiate, anche se le più interessate sono le ultime tre. L'incidente ha causato forti ritardi sulla linea per oltre 60 treni con un totale di 27 mila passeggeri. ATS
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