
Nel caso del ministro dello Sviluppo economico Alexiei Uliukaiev, accusato di corruzione, "probabilmente nel prossimo futuro saranno perseguiti altri funzionari": lo ha detto una fonte nelle forze dell'ordine russe all'agenzia Ria Novosti. Le forze dell'ordine precisano che "per ora si tratta del coinvolgimento di fino a sette nuove persone". Anche una fonte "ben informata" citata dall'agenzia Interfax, sostiene che "in questo clamoroso caso penale probabilmente appariranno nuovi figuranti", e aggiunge che "può succedere nel prossimo futuro" e che "è troppo presto per mettere il punto". Simili le dichiarazioni di una fonte citata dalla Tass, secondo cui nel caso per il momento risulta accusato solo l'ormai ex ministro Uliukaiev, ma "adesso viene precisato anche il coinvolgimento di altre persone nell'attività illegale, tra cui anche funzionari del ministero dello Sviluppo economico". Alexiei Uliukaiev sarebbe stato fermato nella sala d'attesa dell'ufficio di Igor Sechin, e nel momento del fermo era presente anche il potente capo del gigante del petrolio Rosneft considerato vicinissimo a Putin. Secondo una fonte "vicina all'FSB" (servizi segreti) citata dal Kommersant, Uliukaiev è stato fermato lunedì 14 novembre verso le 17.30, dopo aver ricevuto in uno degli uffici di Rosneft una valigetta contenente un milione di dollari. Una seconda valigetta con un altro milione di dollari doveva essere portata nell'auto del ministro. Secondo la fonte, non c'è stato un contatto diretto tra Uliukaiev e i dollari, coperti di una "sostanza speciale", però sulla mano del ministro è rimasta una traccia della "sostanza speciale", che era presente anche sulla maniglia della valigetta. Il fermo del ministro sarebbe durato molte ore perché secondo la legge ogni singola banconota (in totale c'erano 20'000 banconote da 100 dollari) deve essere registrata separatamente per essere inclusa nel materiale del caso. Ieri anche l'avvocato di Uliukaiev, Timofei Gridniev, ha confermato che il suo assistito è stato fermato nella sede del gigante del petrolio Rosneft. Uliukaiev si era pronunciato contro l'acquisto del 50,1% della società petrolifera Bashneft, controllata dallo Stato, da parte di Rosneft, anche questa controllata dallo Stato, perché non funzionale allo scopo delle privatizzazioni
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