
Sciagura aerea negli Urali, dove un Boeing 737-500 dell'Aeroflot Nord, una controllata dalla compagnia di bandiera russa, si è schiantato al suolo in fase di atterraggio alla periferia di Perm, causando la morte di tutte le 88 persone a bordo, compresi i sei membri dell'equipaggio. Tra le vittime anche sette bambini e 21 stranieri. Non ha invece finora trovato conferma, da parte del Dipartimento federale degli afferi esteri (DFAE) a Berna, la notizia, diramata da Aeroflot, secondo cui tra le vittime figura anche uno svizzero. "Stando alla lista dei passeggeri che si trova all'ambasciata svizzera a Mosca, non vi erano cittadini elvetici sull'aereo", ha detto all'ATS il portavoce del DFAE Georg Farago. Tuttavia - ha aggiunto - Berna non ha ancora ricevuto una conferma ufficiale da parte della compagna aerea russa Aeroflot. Nella lista degli stranieri, secondo Aeroflot, figurano anche nove azeri, cinque ucraini, un italiano, un francese, un lettone, un tedesco, un turco e un americano, quasi tutti in viaggio di lavoro verso Perm, moderna città industriale di un milione di abitanti. Tra le vittime c'é anche il generale Ghennady Troshev, eroe di Russia come uomo della linea dura nelle due guerre cecene e consigliere dell'ex presidente Vladimir Putin per gli affari dei cosacchi dal 2003. I resti del velivolo sono stati ritrovati in un raggio di quattro chilometri quadrati: alcuni, secondo testimoni, non lontano dalle dacie della periferia, ma gli unici danni hanno riguardato la transiberiana, il principale collegamento ferroviario tra Mosca e l'Estremo oriente russo, interrotto tra Perm ed Iekaterinburg, con numerosi treni costretti a deviare. Per ora il comitato investigativo della procura ha aperto un'indagine con l'ipotesi di violazione delle norme di sicurezza e in serata ha indicato in difetti del motore destro la possibile causa del disastro. Problemi tecnici, ha confermato il ministero dei trasporti, che ha escluso qualsiasi indizio di un atto terroristico. Secondo varie testimonianze, prima dell'atterraggio un motore si sarebbe incendiato e sarebbe esploso, trasformando la fusoliera in una palla di fuoco. L'ipotesi di un errore umano è invece avvalorata da un'intervista di un controllore di volo di Perm, Irek Bikbob, secondo il quale il pilota avrebbe avuto "una condotta inadeguata" e non avrebbe seguito le sue indicazioni per l'atterraggio. Il ritrovamento delle due scatole nere consentirà di ricostruire gli ultimi momenti della tragedia. L'aereo era partito dall'aeroporto internazionale Sheremetevo di Mosca all'1:12 locale (23:12 in Svizzera) e dopo meno di due ore ha perso i contatti con la torre di controllo a circa 1100 metri di altitudine, mentre stava per atterrare a Perm, a circa 1400 km dalla capitale. La compagnia ha promesso un risarcimento fino a due milioni di rubli (56 milioni di euro) ai famigliari delle vittime. ATS
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