Cerca e trova immobili
Guerra in Ucraina
Russi in fuga, code al confine con la Georgia
Screenshot video Bbc
Screenshot video Bbc
La mobilitazione annunciata da Putin spinge molti uomini a lasciare il Paese. Stando ad alcuni testimoni ci sono volute 7 ore per attraversare il confine. Traffico anche al confine con la Finlandia. Zelensky invita i russi a protestare contro la mobilitazione.

Lunghe code si sono formate nella notte al confine tra Russia e Georgia. Lo riferisce la Bbc, che mostra le immagini di file interminabili di auto con a bordo soprattutto uomini russi che stanno tentando di lasciare il Paese per evitare l'arruolamento forzato per la guerra in Ucraina, annunciato mercoledì da Putin. Il Cremlino afferma che le notizie sulla fuga di uomini in età da coscrizione sono esagerate, ma alcuni testimoni hanno stimato che la coda di auto al checkpoint di Upper Lars fosse lunga circa 5 chilometri, mentre un altro gruppo ha affermato che ci sono volute sette ore per attraversare il confine. Un uomo in coda in età da chiamata alle armi, che non ha voluto dire il suo nome, ha detto a un reporter della Bbc di aver preso il passaporto e di essersi diretto al confine senza neanche fare le valigie subito dopo l'annuncio del presidente Putin. "Mi spezzerò un braccio, una gamba, qualsiasi cosa pur di evitare di partire", ha detto. 

Traffico anche al confine con la Finlandia

Un aumento del traffico si è registrato nella notte anche al confine con la Finlandia, che condivide un confine di 1.300 chilometri con la Russia, ma richiede un visto per l'ingresso. La guardia di frontiera finlandese ieri ha sottolineato che gli arrivi via terra dalla Russia sono superiori al normale e nella sola giornata di mercoledì sono stati quasi 5.000. Anche le richieste di visto presso alcune ambasciata europee a Mosca hanno subito un'impennata, mentre i voli verso quei Paesi che non richiedono permessi di ingresso per i cittadini russi (in primis la Turchia) continuano a registrare il tutto esaurito.

Come reagiscono i Paesi UE

I Paesi Ue reagiscono per ora in ordine sparso di fronte all'ipotesi di dare ospitalità ai russi che si sottraggono alla mobilitazione. Lettonia ed Estonia si sono già dette contrarie. La Germania invece si è mostrata pronta ad accogliere i disertori. Mentre Israele si prepara ad una possibile ondata di immigrazione di ebrei russi. Una consultazione straordinaria è stata tenuta da alcuni ministeri e da rappresentanti dell'Agenzia Ebraica per mettere a punto le misure necessarie.

Proteste in Russia

Il richiamo di 300.000 riservisti ha nel frattempo sollevato proteste in Russia. Stando a Ovd-Info sono più di 1'300 le persone fermate dalla polizia nelle proteste contro la mobilitazione parziale di mercoledì sera, la stragrande maggioranza a Mosca e San Pietroburgo. Attivisti dell'opposizione hanno riferito che diversi giovani che manifestavano in piazza sono finiti direttamente all'ufficio reclutamento. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non ha smentito, sottolineando che ciò "non è contro la legge".

L'appello di Zelensky ai russi: "Protestate contro la mobilitazione"

Un appello a "protestare" contro la mobilitazione parziale è stato nel frattempo rivolto ai russi in un videomessaggio dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Cinquantacinquemila soldati russi sono morti in questi sei mesi di guerra. Decine di migliaia sono feriti e mutilati. Ne volete di più? No? Allora protestate. Reagite", ha detto Zelensky, sottolineando che le uniche opzioni che i soldati russi hanno per sopravvivere sono "scappare o arrendersi".