
Il presidente ruandese Paul Kagame ha denunciato oggi, in occasione della commemorazione per i 15 anni dal genociodio nel paese africano, la "vigliaccheria" della comunità internazionale che ha "abbandonato" le 5.000 persone uccise l'11 aprile del 1994 a Nyanza dopo il ritiro del contingente belga della forza dell'Onu in Ruanda. "Noi non siamo come coloro che hanno abbandonato le persone che erano venuti a proteggere. Li hanno lasciati uccidere, non sono per questo colpevoli?'", ha detto Kagame, esprimendosi in inglese, in un discorso pronunciato nei pressi della collina di Nyanza, luogo simbolo del genocidio nella città di Kigali. "Credo che anche questa è vigliaccheria - ha detto ancora il presidente -, sono andati via ancor prima che un sol colpo venisse sparato". E ha continuato: "(La comunità internazionale) fa parte in questa storia e delle cause primarie del genocidiò. Oggi il Ruanda commemora il quindicesimo anniversario della morte di 5.000 persone che si erano rifugiate presso la collina di Nyanza l'11 aprile del 1994: furono massacrate dopo il ritiro del contingente belga della forza Onu presente in Ruanda. Il governo belga aveva deciso di rimpatriare le sue truppe dopo che 10 dei suoi uomini erano stati uccisi, il 7 aprile '94, dall'esercito ruandese. Il genocidio in Ruanda, perpetrato tra aprile e giugno 1994 da estremisti dell'etnia hutu, secondo le Nazioni Unite ha fatto circa 800.000 morti tra la minorantza tutsi e gli hutu moderati. ATS
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