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Estero
Ruanda: condannato in Canada per responsabilità in genocidio
Redazione
17 anni fa

Una delle menti del genocidio in Ruanda, Désiré Munyaneza, è stato giudicato colpevole di crimini di guerra, per il suo ruolo nei massacri del 1994, da un tribunale in Canada, il paese dove si era rifugiato. E' probabile che il ruandese quarantunenne venga condannato all'ergastolo. E' la prima volta che il Canada applica una nuova legge che consente di processare residenti per crimini commessi in altri paesi. Almeno 800 mila Tutsi e Hutu moderati sono stati massacrati, torturati e violentati durante una campagna di cento giorni, da fronti estremisti di Hutu che hanno terrorizzato la regione di Butaré, in Ruanda, nella primavera del 2004. Con 560 pagine di verdetto e 30 mila pagine di allegati, il giudice della Corte superiore della provincia del Quebec, André Denis, ha ricostruito le atrocità dei gruppi guidati da Munyaneza, che all'epoca dei fatti aveva 27 anni. La pena verrà decisa in un secondo tempo. Ognuno dei reati prevede l'ergastolo. Il processo, è durato due anni e ha coinvolto sei nazioni. Il pestaggio in carcere dell'imputato, poi posto in isolamento, ha rallentato i lavori. Drammatici sono stati i racconti delle violenze perpetrate dall'imputato, raccontate da sessanta sopravvissuti, ascoltati a porte chiuse per timore di ritorsioni in Ruanda sulle loro famiglie. Una donna ha ricordato i suoi tre giorni avvinghiata a un cadavere per scampare alle esecuzioni. Altri sono svenuti durante la ricostruzione di mutilazioni e stupri. Esperti in genocidio, incluso l'ex generale canadese Romeo Dallaire, oggi membro del Senato, e l'attivista Alsion Des Forges, morto in febbraio, hanno descritto lo scenario di terrore e l'impennata di violenze. I magistrati hanno viaggiato e raccolto prove in Francia, Kenya, Tanzania, Ruanda e Belgio. Munyaneza, figlio di un ricco commerciante di birra, viveva a Toronto dal 1997, con moglie e due figli. In Canada è stato riconosciuto da altri ruandesi e la sua richiesta di venire accolto come rifugiato è stata respinta. E' stato arrestato nel 2005 dalla polizia federale (Giubbe Rosse) dopo cinque anni di indagini. ATS

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