
In Romania decine di migliaia di sostenitori del governo socialdemocratico sono scese in piazza ieri sera a Bucarest per protestare contro i presunti abusi di potere commessi da giudici e magistrati nelle loro indagini anti-corruzione. Secondo la polizia i manifestanti, giunti anche da altre regioni del Paese, erano circa 150 mila. "Dobbiamo contestare i tanti abusi di potere, le violazioni dei diritti democratici e dello stato di diritto in Romania", ha detto il leader socialdemocratico Liviu Dragnea, lui stesso oggetto di una inchiesta per corruzione. "Vogliamo che la Romania diventi un Paese autenticamente democratico, un Paese dove si rispettano le libertà e i diritti dei cittadini previsti dalla costituzione e dagli accordi internazionali sottoscritti dalla Romania". Alla grande manifestazione ha preso parte anche la premier Vjorila Dancile, insieme a diversi ministri del suo governo. 'Stop ai processi staliniani', 'Vogliamo giustizia, non la polizia politica' - queste alcune scritte su striscioni e cartelli dei manifestanti. Gli esponenti socialdemocratici al governo ritengono che i giudici abbiano troppi poteri e che attuino illegalmente intercettazioni telefoniche. L'opposizione sostiene che la manifestazione sia stata indetta per intimidire i rappresentanti della giustizia e lo stesso presidente Klaus Iohannis, impegnati nella lotta alla corruzione dilagante nel Paese balcanico, dove sotto inchiesta sono finiti anche numerosi ministri e alti funzionari.
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