
Le enormi e famosissime teste che sbucano dal terreno sull’Isola di Pasqua ora appaiono un po’ carbonizzate. Un rogo ha devastato parte dell’Isola di Pasqua, carbonizzando alcune delle sue monumentali sculture in pietra, note come moai. Si tratta di un danno non solo ambientale, ma anche storico e turistico del piccolo paradiso cileno. Lo rendono noto le autorità locali, spiegando che il rogo è divampato nel parco nazionale di Rapa Nui, che dista 3’500km dalla costa cilena occidentale, causando, come detto, “danni irreparabili al sito archeologico”.
L’incendio
Stando a quanto dichiarato dal parco nazionale in una dichiarazione ufficiale su Faccebook, “più di 100 ettari (247 acri) sono stati colpiti nel settore di Rano Raraku intorno al vulcano, che comprende la zona umida e il settore dei moai”. Carolina Perez, sottosegretario ai Beni culturali, ha spiegato che “l’isola combatte contro il rogo già da lunedì”. Ariki Tepano, direttore della comunità Ma’u Henua responsabile della gestione e della manutenzione del parco: “I moai sono completamente carbonizzati e si può vedere l’effetto del fuoco su di loro”.
"Non è stato un incidente"
Dal canto suo il sindaco dell’Isola di Pasqua, Pedro Edmunds Paoa, ha dichiarato di ritenere che l’incendio “non sia stato un incidente”, affermando all’emittente locale Radio Pauta che “tutti gli incendi su Rapa Nui sono causati dagli esseri umani”. “I danni causati dall’incendio non possono essere cancellati”, ha aggiunto. “La rottura di una pietra originale ed emblematica non può essere recuperata, non importa quanti milioni di euro o di dollari vengano investiti”. Il parco ha dichiarato che la “carenza di volontari” ha ostacolato la capacità dei funzionari di tenere sotto controllo l’incendio. I danni totali al sito non sono ancora stati valutati. Nel frattempo, il parco resterà chiuso almeno per tutta la giornata di oggi in attesa che gli esperti stimino i danni ai monoliti, compresi i 30 che si trovano nella zona del vulcano.
La storia dell’Isola e i suoi moai
A lungo abitata da popolazioni polinesiane, il Cile l’ha poi annessa nel 1888 e negli anni è diventata famosa proprio grazie ai suoi moai. Questi si pensa siano monumenti che rappresentano gli antenati della popolazione polinesiana che viveva sull’Isola, nonché legati anche ad attività rituali costituendo un punto centrale per le comunità. Si ritiene inoltre che i moai siano stati scolpiti per la prima volta nel XIII secolo dagli abitanti originari dell’isola

