
Quattro giorni dopo la visita a sorpresa a Tripoli del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il suo Dipartimento ha indicato oggi "di restare in contatto con le autorità libiche". Due cittadini svizzeri sono tuttora trattenuti contro la loro volontà nel Paese nordafricano guidato da Muammar Gheddafi. I due saranno di ritorno entro la fine del mese, aveva promesso Merz. Oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF) si rifiuta di fornire informazioni sui tempi e lo svolgimento del rientro in patria. "Ne sapremo di più nei prossimi giorni, immagino", si è limitata ad indicare la portavoce del DFF Delphine Jaccard. Intanto in Svizzera prosegue la discussione sul viaggio del presidente della Confederazione e sulle sue scuse per l'arresto di Hannibal Gheddafi e di sua moglie Aline a Ginevra nell'estate 2008. Oggi e domani si riunisce la Commissione di politica estera (CPE) del Consiglio nazionale. Il segretariato della CPE non ha saputo indicare se Merz vi spiegherà il suo comportamento. La questione sarà molto probabilmente affrontata anche nella prossima seduta del Consiglio federale, in programma mercoledì. Diversi membri hanno infatti dichiarato sulla stampa domenicale di volerne parlare. ATS
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