
La guerra rischia di intensificare i contagi di Covid-19 in Ucraina, che aveva registrato un picco di casi dovuti alla variante Omicron poco prima dell’invasione russa del 24 febbraio scorso, e il rischio è alto anche per altre malattie infettive, prime fra tutte tubercolosi, Aids e morbillo, rileva la rivista Nature sul suo sito, citando fonti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
La guerra ha reso impossibile ogni misura di contenimento della pandemia, rileva la rivista, rende impossibile l’attività di test e di vaccinazione anti Covid. Quest’ultima era già molto bassa prima della guerra, rileva l’Oms, con circa il 65% di vaccinati a Kiev e fino al 20% in alcune regioni. “Una diffidenza di lunga data della popolazione nei confronti dei vaccini - osserva Nature - ha inoltre ostacolato gli sforzi di immunizzazione anche per altre malattie prevenibili con i vaccini, come il morbillo e la poliomielite”. I casi più recenti di poliomielite in Ucraina risalgono al dicembre 2021 e la guerra ha interrotto la nuova campagna di vaccinazione che era stata lanciata il primo febbraio; di conseguenza, secondo la Global Polio Eradication Initiative di Ginevra c’è il rischio che il virus possa diffondersi indisturbato.
Per quanto riguarda la tubercolosi, l’Ucraina ha un tasso di casi di multi-resistenza ai farmaci fra i più alti al mondo e le stime indicano che ogni anno circa 32’000 persone nel Paese sviluppino la malattia, un terzo delle quali in forma multi-resistente; si calcola inoltre che il 22% delle persone ucraine con la tubercolosi sia contagiata anche dal virus Hiv responsabile dell’Aids. Per quest’ultima malattia, prosegue Nature, i contagi da Hiv riguardano circa l’1% della popolazione e ora si teme che la guerra renda impossibile a molti seguire la terapia antiretrovirale.
Un’epidemia di morbillo, infine, ha colpito l’Ucraina dal 2017 al 2020 provocando oltre 115’000 casi. La campagna di vaccinazione ha raggiunto fino all’82% della popolazione a livello nazionale; tuttavia in alcune zone è stata inferiore al 50%, come a Kharkiv, da dove un grande numero di persone sta fuggendo dalla guerra.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

