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Rischio carestia in Siria, 4 milioni di persone minacciate
Rischio carestia in Siria, 4 milioni di persone minacciate
Rischio carestia in Siria, 4 milioni di persone minacciate
Redazione
7 anni fa
Per le Nazioni Unite si tratta della peggiore crisi umanitaria dallo scoppio delle violenze nove anni fa

C'è il rischio di una vera e propria "carestia" nel nord-ovest della Siria, dove secondo l'Onu sono stipati circa quattro milioni di siriani, un milione dei quali sfollato nelle ultime due settimane a causa del conflitto in corso tra governo siriano, appoggiato dalla Russia, e combattenti locali filo-turchi.

Per le Nazioni Unite si tratta della peggiore crisi umanitaria dallo scoppio delle violenze in Siria nove anni fa. Per gli operatori umanitari presenti a Idlib c'è il rischio di una carestia per decine di migliaia di disperati in fuga.

L'Onu stima che dei quattro milioni di siriani presenti nelle regioni di Idlib e a nord di Aleppo, fuori dal controllo governativo, il 50% siano minori, per lo più bambini. E il 25% donne. Tra i 950mila sfollati dal primo dicembre a oggi, la percentuale di minori si alza al 60%: in pratica più di 600mila bambini.

Questi sono fuggiti dalla guerra in corso e hanno affollato le cittadine frontaliere con la Turchia. In moltissimi non hanno trovato migliori rifugi se non nei capannoni di campagna, in ripari di fortuna, e molte famiglie sono da settimane esposte al gelo di uno dei più freddi inverni siriani degli ultimi anni.

A questo si aggiunge la grave crisi economica che ha colpito la Siria e tutto il Medio Oriente, con un'impennata dei prezzi dei servizi essenziali, come acqua ed elettricità.

"Gli sfollati non hanno di fatto i mezzi per riscaldarsi, per nutrirsi, per curarsi", ricorda Maamun Ladhkani, uno degli operatori umanitari presenti a Idlib interpellato dall'ANSA. "La maggior parte delle famiglie sono fuggite di corsa sotto i bombardamenti aerei (attributi a Russia e al governo siriano)", continua Ladkhani.

Gli aiuti portati dall'Onu e dalle organizzazioni internazionali "sono solo una goccia nel mare". Nelle ultime ore la Turchia è tornata a fare pressione sull'Europa e i suoi alleati della Nato, evocando il rischio dell'arrivo sulle coste europee di migranti siriani in fuga. "Ma si tratta dei siriani già presenti in Turchia, non di quelli ammassati a Idlib e a nord di Aleppo", afferma Ladkhani.

La Turchia, che ospita da anni più di tre milioni di profughi siriani, ha infatti sigillato da tempo il confine con la Siria e non intende far passare nessuno dei quattro milioni di civili che premono alle sue porte.

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