

Funzionari iraniani e dei Paesi arabi del Golfo si incontreranno lunedì a Mascate, capitale dell'Oman, per firmare un accordo con l'obiettivo di istituire una rotta marittima tra Iran e Oman attraverso lo Stretto: la notizia è stata confermata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, scrive Al Jazeera.
«Lunedì, i ministri degli Esteri dei Paesi arabi si riuniranno a Mascate per firmare un accordo che istituisce una rotta congiunta tra Oman e Iran nello Stretto di Hormuz e per notificare l'intesa all'Organizzazione marittima internazionale», ha dichiarato Pezeshkian in un'intervista.
«A questo incontro parteciperanno anche i Paesi dai cui territori sono stati lanciati attacchi contro di noi da parte degli Stati Uniti», ha proseguito. Pezeshkian ha affermato che l'Iran riaprirà lo stretto quando gli Stati Uniti porranno fine al loro blocco e agli attacchi.
«Non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi attraverso la guerra, motivo per cui hanno ripiegato sulla pressione economica, ma noi non ci fermeremo. Le rotte marittime non sono certo elementi da cui dipende la nostra sopravvivenza, e non riusciranno a raggiungere i loro obiettivi nemmeno in questo modo», ha aggiunto.
Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, previsto la prossima settimana a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo ha riferito un funzionario statunitense, precisando che i rappresentanti dei due Paesi si incontreranno comunque la prossima settimana al Dipartimento di Stato a Washington.
Al centro del confronto ci saranno gli sviluppi in corso e l’attuazione dell’accordo quadro raggiunto lo scorso giugno.
Intanto emergono nuove tensioni sul fronte iraniano. Secondo il Wall Street Journal, prima dell’attacco che a luglio provocò la morte di tre militari statunitensi in Giordania, l’Iran avrebbe ottenuto da entità cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione della base presa di mira. Funzionari americani citati dal quotidiano non hanno identificato le entità coinvolte e non hanno indicato un coinvolgimento diretto del governo di Pechino.
Teheran avrebbe acquisito immagini sia prima sia dopo l’attacco. Washington avrebbe già sollevato la questione con le autorità cinesi, che avrebbero respinto le accuse chiedendo prove.
La vicenda rischia di aumentare le tensioni tra Stati Uniti e Cina alla vigilia del vertice previsto il 24 settembre tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.

