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Estero
Ribelli curdi si consegnano, via a pacificazione
Redazione
17 anni fa

Trentaquattro fra militanti e simpatizzanti del fuorilegge Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) - fra cui otto combattenti, 13 donne e quattro bambini - si sono consegnati oggi alle autorità turche dopo essere rientrati volontariamente dall'Iraq del Nord su invito del loro leader tuttora detenuto Abdullah Ocalan. Si tratta di un segnale timido, ma in realtà estremamente significativo, verso la pacificazione tra il governo di Ankara e il movimento separatista curdo che, nella sua quasi trentennale guerra tesa a creare uno Stato curdo in territorio turco, ha fatto sinora circa 40.000 morti. Un evento, come hanno scritto oggi molti giornali di Ankara, che rappresenta "la prima conseguenza concreta" che fa seguito all'iniziativa di apertura democratica avviata di recente dal governo del premier Tayyip Erdogan nei confronti della minoranza curda (tra i 12 e i 15 milioni di persone) che vive soprattutto nella parte orientale del Paese. Un'iniziativa, quella di Erdogan che, se andasse in porto, contribuirebbe in modo determinante a migliorare l'immagine della Turchia nel settore dei diritti umani agli occhi dell'Unione europea cui Ankara ambisce ad aderire. Il quotidiano Taraf è arrivato a scrivere che "la reazione della Turchia alla resa del gruppo curdo potrebbe significare l'inizio della fine di una guerra che va avanti da 25 anni". ATS

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