Cerca e trova immobili
Estero
Rep. centrafricana: leader ribelli si proclama presidente
Redazione
13 anni fa

Caos, morti e saccheggi nella capitale della Repubblica Centrafricana dopo il colpo di stato portato ieri a compimento da almeno 5.000 ribelli della coalizione Seleka che, dopo pochi giorni di combattimenti, hanno preso possesso dell'intero Paese e di Bangui. La fuga del presidente Francois Bozizè è stata confermata da fonti ufficiali e la presidenza camerunense stamane ha riferito che il capo di stato deposto "si è rifugiato in Camerun dove si trova ora in attesa di partire verso un altro Paese". I suoi familiari invece sono stati accolti in Congo (Rdc). A Bangui, il leader dei ribelli Michel Djotodia si è nel frattempo autoproclamato presidente e ha fatto sapere che intende nominare un nuovo esecutivo e indire "libere elezioni entro tre anni". Ma la situazione per la popolazione è drammatica, Bangui è senza energia elettrica e la radio non trasmette più, tredici soldati del contingente sudafricano inviato per cercare di porre un freno ai combattimenti sono stati uccisi, un albergo è stato incendiato e - secondo testimoni - continua a bruciare da ore, saccheggi di uffici, abitazioni e negozi sono segnalati anche in zone fuori dalla capitale. La diplomazia internazionale è insorta, condannando all'unanimità il colpo di mano dei ribelli che, ancora una volta, ha rimesso in causa l'ordine costituzionale nel tormentato Paese, piccolo ma ricco di minerali preziosi (oro, diamanti, uranio). Unione Africana, Nazioni Unite, Unione Europea e Francia (di cui la Repubblica Centrafricana era una colonia) hanno definito "inaccettabile" l'uso della forza per sovvertire "uno Stato democratico" e hanno invocato il ripristino immediato "della legge e dell'ordine". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata