
Governo ceco battuto oggi, in pieno semestre di presidenza UE, e col Trattato di Lisbona ancora non ratificato, sulla mozione di sfiducia presentata in Parlamento, per la quinta volta in due anni, contro il premier conservatore Mirek Topolanek dall'opposizione socialdemocratica CSSD. La riunione iniziata nel pomeriggio si è conclusa stasera con la votazione e la bocciatura del governo: in favore della sfiducia hanno votato 101 deputati (il minimo necessario), quelli dell'opposizione socialdemocratica e comunista (Kscm) più quattro franchi tiratori della maggioranza di governo. A favore dell'esecutivo hanno votato 96 deputati. Si apre adesso uno scenario di grande incertezza, con la Repubblica ceca presidente di turno dell'Ue, e un Trattato di Lisbona la cui ratifica è ancora nel libro dei sogni. L'ipotesi più probabile è che Topolanek sia incaricato dal capo dello stato Vaclav Klaus di rimanere in carica fino alla fine del semestre Ue il 30 giugno, per poi andare a elezioni anticipate. Forse già in estate come vorrebbe Topolanek stesso, che esclude un governo di tecnici, o uno con l'appoggio esterno dei comunisti o anche elezioni in autunno come vorrebbe il leader Cssd, l'ex premier Jiri Paroubek. La scadenza regolare delle prossime politiche sarebbe stata nel 2010. ATS
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