
Migliorare i rapporti con l'Ue e assicurare alla Repubblica ceca un rispetto maggiore di quello che aveva durante il decennio della presidenza dell'euroscettico Vaclav Klaus. È uno degli obiettivi di Milos Zeman, il neopresidente del Paese che ha giurato oggi. A fine gennaio, appena eletto, Zeman - 68 anni, socialdemocratico - si era dichiarato eurofederalista e per dimostrarlo ha ufficialmente invitato a Praga il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, per issare insieme al Castello di Praga la bandiera europea. La cerimonia è prevista per la seconda metà di marzo. "Sono un eurofederalista che desidererebbe la formazione progressiva degli Stati uniti europei con una politica economica, estera e di difesa comune", ha detto Zeman durante la campagna elettorale. Era appunto Zeman che, da primo premier della sinistra (dal 1998 al 2003), avviò i negoziati di adesione all'Ue e che contribuì all'entrata della Repubblica ceca nella Nato nel 1999. Ciò però non lo ha fermato dal criticare l'Ue per un atteggiamento "moderato" verso l'Iran e le sue ambizioni nucleari, nonchè per la politica "vile e impotente" dell'Ue durante il conflitto nell'ex Jugoslavia nel 1999. Zeman, inoltre, considera "tragico" il riconoscimento del Kosovo, che definisce "uno stato islamico terroristico finanziato da narcomafie". È contrario anche all'integrazione della Turchia nell'Ue e considera invece "ingiusta" l'esclusione della Russia che per lui è un importante partner. ATS
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