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“Regeni seviziato per giorni in Egitto con lame e bastoni”
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
6 anni fa
Questa la descrizione fornita dai magistrati di Roma nell’atto di chiusura delle indagini. Giulio Regeni era stato ucciso nel paese, dove si trovava come ricercatore, all’inizio del 2016

Durante il suo sequestro in Egitto il ricercatore italiano Giulio Regeni ha subito per giorni sevizie che gli causarono “acute sofferenze fisiche” messe in atto anche attraverso oggetti roventi, calci, pugni, lame e bastoni. È la descrizione fornita dai magistrati di Roma nell’atto di chiusura delle indagini.

I magistrati scrivono che nei confronti di Regeni per “motivi abietti e futili e con crudeltà” sono state “cagionate lesioni” e “la perdita permanente di più organi”. Giulio è stato seviziato “con acute sofferenze fisiche, in più occasioni ed a distanza di più giorni attraverso strumenti dotati di margine affilato e tagliente ed azioni con meccanismo urente”.

Una azione che ha causato “numerose lesioni traumatiche a livello della testa, del volto, del tratto cervico dorsale e degli arti inferiori; attraverso ripetuti urti ad opera di mezzi contundenti (calci o pugni e l’uso di strumenti personali di offesa, quali bastoni, mazze) e meccanismi di proiezione ripetuta del corpo contro superfici rigide ed anelastiche”.

Gli antefatti
Regeni, che si trovava nel paese come ricercatore per l’Università americana del Cairo, gli ultimi giorni di gennaio 2016, per essere poi stato trovato morto il 3 febbraio in un fosso lungo all’autostrada per Alessandria, poco distante da una sede dei servizi segreti egiziani. La vicenda aveva creato molte tensioni diplomatiche tra il Governo italiano e quello del Presidente Al-Sisi, ritenuto responsabile della morte del ragazzo e di tentativi attivi di depistaggio riguardo l’effettiva causa del decesso.

Ancora ignoti i motivi dell’accanimento sul giovane: tra le ipotesi suoi eventuali legami (mai provati) con un sindacato in opposizione al Governo di Al-Sisi (gli studi del ragazzo vertevano proprio sui sindacati indipendenti egiziani), la possibilità che fosse stato scambiato per una spia occidentale o un atto di brutalità pura e semplice. Regeni aveva 28 anni al momento della scomparsa.

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