
Dalle antiche faggete dell'Appennino in Italia alle torbiere in Irlanda, dalle praterie di posidonia in Spagna al verde urbano in Polonia, l'Ue si è data le prime regole comuni per recuperare gli ecosistemi. Cioè per ripristinare il potenziale naturale e produttivo di terreni e ambienti, e non solo tutelarli con l'istituzione di aree protette. Dopo 12 ore di negoziati le istituzioni Ue hanno raggiunto un accordo sulla legge per il ripristino della natura, diventata nei mesi scorsi una delle iniziative più controverse dell'agenda verde dell'Ue. Un provvedimento finito sotto l'attacco di organizzazioni agricole, della pesca, di Stati membri ad alta densità abitativa come i Paesi Bassi e del gruppo numericamente più consistente dell'Europarlamento, il Ppe. L'intesa, prima della sua definitiva approvazione, dovrà comunque passare di nuovo al vaglio dell'Eurocamera e ottenere il via libera del Consiglio.
Cosa prevede l'accordo
Secondo l'accordo, il 20% dell'intero territorio europeo dovrà essere coperto da misure di ripristino della natura entro il 2030, sintonizzando l'Europa sugli impegni assunti con l'accordo quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal. Il 30% di ogni ecosistema attualmente coperto dalle direttive sugli habitat dovrà essere oggetto di misure di ripristino entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Il calendario è fissato a livello Ue, ma gli Stati membri avranno piena flessibilità sull'attuazione delle misure. Rientrano nell'accordo requisiti per aumentare la biodiversità nei terreni agricoli ma anche il "freno di emergenza", cioè la possibilità di mettere in pausa le norme in caso compromettano la stabilità della produzione alimentare. Le misure per migliorare le condizioni delle foreste saranno obbligatorie, in coerenza con la gestione del rischio di incendi boschivi. Dovranno essere messe in atto anche misure per ricollegare 25 mila chilometri di fiumi, senza però bloccare i progetti idroelettrici. "È la prima volta in 70 anni che abbiamo una politica comune di ripristino della biodiversità e la natura", esulta il relatore César Luena (S&D, Spagna) che ha guidato i lavori del Parlamento su questo dossier.
"Un accordo totalmente irrealistico"
Senza appello è la bocciatura delle associazioni di categoria di pesca e agricoltura. Per Europêche, "Consiglio e Europarlamento dovrebbero respingere l'accordo". Le organizzazioni agricole Copa e Cogeca lo definiscono "totalmente irrealistico per agricoltori e silvicoltori". Gli occhi sono puntati ora sul Ppe, protagonista di un'accesa battaglia - fallita - per respingere il regolamento. Di risultati "positivamente sorprendenti" ha parlato il coordinatore ambiente del gruppo, il cristiano-democratico tedesco Peter Liese. "Siamo lieti che il testo finale di questa legge abbia poco a che fare con la proposta originaria della Commissione", ha affermato la responsabile del dossier Christine Schneider, dello stesso partito. Ma "il gruppo ora verificherà seriamente l'esito dei negoziati prima del passaggio in commissione ambiente".

