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Il salvataggio
Recuperato il beluga rimasto intrappolato nella Senna
Immagine Twitter/Sea Sheperd France
Immagine Twitter/Sea Sheperd France
Redazione
4 anni fa
Il cetaeo è stato sollevato con una gru, usando una gigantesca rete. All’operazione, durata sei ore, hanno partecipato 24 sommozzatori, un team di veterinari e l’Ong Sea Sheperd. Se gli esami lo consentono, l’animale verrà trasportato verso la costa

Il beluga che negli scorsi giorni si era arenato nella Senna è stato prelevato dalle acque del fiume nella notte tra martedì e mercoledì. L’operazione di salvataggio, durata 6 ore, ha coinvolto 24 sommozzatori, un team di veterinari e l’Ong Sea Sheperd. Tra le 22 e le 4 del mattino i soccorritori hanno tentato più volte di attirare l’animale nelle reti per sollevarlo dall’acqua. Ora si cercherà di rirportarlo in mare nei pressi di Ouistreham.

L’operazione di salvataggio

Il cetaceo, del peso di 800 kg e 4 metri di lunghezza, è stato sollevato con una gru usando una gigantesca rete e collocato su una chiatta, dove una dozzina di veterinari si sono presi cura del suo stato di salute, considerato “allarmante”. “Siamo in attesa dei risultati delle analisi del sangue e degli ultrasuoni, e in base ai risultati si deciderà se prendere o meno la strada per il mare”, ha affermato Isabelle Dorliat-Pouzet, sottoprefetto di Evreux, durante una conferenza stampa all’alba davanti alla chiusa di Saint-Pierre-la-Garenne. Se gli esami lo consentono, il cetaceo verrà trasportato con un camion frigorifero sulla costa.

L’avvistamento nei primi giorni di agosto

Il beluga, una specie protetta che generalmente vive in acque fredde, era stato avvistato nei primi giorni di agosto nei pressi di Vernon. Si era poi arenato a 130 chilometri nell’entroterra della Manica, a Saint-Pierre-La-Garenne, in Normandia. Da venerdì scorso il movimento dell’animale verso l’entroterra era stato bloccato da una chiusa a 70 chilometri a nord-ovest di Parigi: le sue condizioni di salute stavano peggiorando, dopo che il cetaceo si era rifiutato di mangiare. Un team di veterinari era intervenuto per monitorare i suoi parametri vitali.

Un’operazione non priva di rischi

In una chiusa del porto di Ouistreham, nel Canale della Manica, è stato preparato un bacino di acqua di mare per l’animale, che vi trascorrerà tre giorni sotto osservazione in vista del rilascio. L’operazione per riportare in mare l’animale non è priva di rischi. Il cetaceo è già indebolito e stressato, ha affermato Isabelle Brasseur, del team di Marineland, inviata per assistere al salvataggio. “Potrebbe morire ora, durante il viaggio o al punto B”, ha aggiunto.

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