
Il re giordano Abdullah II è in visita oggi a Ramallah dove incontrerà il premier dell'Autorità palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas). Si tratta della prima visita del monarca hashemita in Cisgiordania negli ultimi cinque anni. Al centro dei colloqui ci sarà il processo di pace israelo-palestinese che si trova in una situazione di stallo dal 2014. Il re giordano è intervenuto ieri in parlamento dicendo che non ci sarebbero stati progressi nel processo senza un impegno di Washington a sostenere la causa palestinese, come riporta l'agenzia di stampa giordana Petra. Secondo Abdullah il futuro della questione palestinese è a rischio, per cui è diventato più difficile trovare una soluzione. Il re giordano ha poi chiesto all'amministrazione statunitense di compiere ulteriori sforzi per far avanzare il processo di pace. "Senza la tutela degli hashemiti e la risolutezza del popolo di Gerusalemme, i luoghi sacri sarebbe andati perduti molti anni fa" - ha dichiarato re Abdullah a proposito delle tensioni, aperte dalla decisione di Israele di introdurre controlli elettronici all'ingresso della Spianata delle moschee, a Gerusalemme, dopo l'uccisione il 14 luglio scorso di due poliziotti israeliani. "Il nostro successo - ha proseguito il re - richiede una posizione comune con i fratelli palestinesi, in modo che la nostra causa non sia indebolita e i nostri diritti assicurati".
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