
La polizia serba ha arrestato un certo Milorad Komadic, che è in realtà Ratko Mladic, l'ex capo militare dei serbi di Bosnia ricercato per genocidio e crimini contro l'umanità. Il presidente Tadic ha confermato l'arresto. "Dall'inizio della creazione di questo governo nel 2008 senza sosta ogni giorno gli organi inquirenti hanno lavorato per giungere alla cattura di tutti i criminali latitanti, per chiudere definitivamente il capitolo della collaborazione con il Tribunale dell'Aja", ha detto Tadic annunciando l'arresto di Mladic. "Con l'arresto di Ratko Mladic la porta dell'Unione europea è ora aperta per la Serbia", ha aggiunto. "Con la sua cattura cadono anche tutte le critiche verso la Serbia contenute nel rapporto del procuratore capo del Tribunalew penale dell'Aja (Tpi) Sergr Brammertz". L'arresto di Mladic è "un importante passo in avanti per la Serbia e per la giustizia internazionale", ha da parte sua affermato in una nota l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Catherine Ashton, aggiungendo che l'Ue chiede che Mladic sia trasferito all'Aja, sede del Tribunale penale internazionale, al più presto possibile. Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, ha sottolineato che l'arresto "offre la possibilità di fare giustizia", quasi sedici anni dopo l'accusa a suo carico per genocidio e crimini di guerra. Anche gli Stati Uniti plaudono all'arresto di Mladic. "Ci congratuliamo per il successo dell'operazione", che è una buona notizia per tutte le famiglie che hanno sofferto, afferma la Casa Bianca. "Questa è un'ottima notizia per tutte le vittime della politica di distruzione guidata negli anni Novanta dal presidente serbo Slobodan Milosevic", ha dal canto suo dichiarato la premier croata Jadranka Kosor aggiungendo che il suo arresto e la conseguente estradizione all'Aja "saranno un importante contributo alla pace tra le nazioni, costruita sulla giustizia". Secondo il canale televisivo B92, Mladic sarebbe stato catturato nel villaggio di Lazarevo, a 80 chilometri da Belgrado.
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