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Estero
Rapporto UE: "una base per ricominciare a discutere" per Berna
Redazione
14 anni fa

Berna non sembra essere troppo impressionata dalle critiche contenute nel rapporto approvato oggi dall'UE. I consiglieri federali le ritengono piuttosto una risposta alle loro proposte e una base per ricominciare le discussioni. Intanto, il segretario di Stato Yves Rossier è atteso a Bruxelles fra un po' più di un mese. La Svizzera "prende atto con soddisfazione del rapporto del Consiglio dell'Unione europea sulle relazioni con i paesi dell'AELS", fra cui la Confederazione, ha dichiarato all'ats il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Jean-Marc Crovoisier. "Ci aspettavamo una risposta. Ora che è arrivata, la discussione sui dettagli può cominciare", ha aggiunto, facendo allusione alle proposte svizzere inviate alla Commissione europea in giugno dalla presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. La risposta ufficiale di Bruxelles dovrebbe seguire tra poco, sotto forma di una lettera del presidente della Commissione UE, Manuel Barroso. Le due parti hanno messo sul tavolo "i loro punti di vista", si tratterà ora di "dar prova di creatività per conciliare le posizioni", ha annunciato Crevoisier, senza precisare quale forma prenderà questo slancio creativo. "Si arriva sempre a una soluzione quando due partner, che hanno interessi comuni, sono costruttivi", ha sottolineato il portavoce. Una prossima tappa in tal senso si avrà a fine gennaio o ad inizio febbraio quando il segretario di Stato Yves Rossier si recherà a Bruxelles per incontrare il suo omologo europeo David O'Sullivan, del Servizio di azione esterna dell'UE, e "approfondire le discussioni", ha spiegato Crevoisier. Il fatto che l'Unione europea, nel suo rapporto, insista sin dal primo paragrafo sull'importanza delle relazioni con la Svizzera, è un'altra fonte di soddisfazione per il DFAE. Crevoisier rileva come queste relazioni rappresentino "un miliardo di franchi in scambi commerciali per giorno lavorativo e un avanzo della bilancia commerciale positivo di 30 miliardi per l'UE". Per la presidente della Confederazione, l'approccio bilaterale non è in un vicolo cieco, contrariamente a quanto si dice. L'UE riconosce che questa via ha un futuro e che la Svizzera ha fatto proposte attive per continuare in questa direzione", ha affermato a margine di una conferenza stampa di bilancio del suo anno presidenziale Eveline Widmer-Schlumpf. L'Unione europea avanza sì delle riserve sulla clausola di salvaguardia e l'organo di sorveglianza del diritto, ma ribadisce pure "che la discussione prosegue", ha rilevato la ministra grigionese. Anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha espresso la stessa fiducia, affermando: "sono sicuro che sarà possibile proseguire con la via bilaterale. Gli accordi potranno infatti essere sviluppati ed eventualmente adattati". Per quanto riguarda la clausola di salvaguardia, il ministro PLR ritiene che non vi sia bisogno di rispondere nell'immediato. Il governo discuterà infatti di questo dossier tra marzo e maggio del prossimo anno. ATS

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