

Cinque esplosioni sono state udite nella città di Yazd, nell'Iran centrale, mentre l'esercito statunitense annunciava una nuova serie di attacchi contro il Paese per la settima notte consecutiva. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale Irna.
Nel frattempo, l'agenzia di stampa Mehr ha segnalato «esplosioni udite in diverse province meridionali» dell'Iran.
L'ufficio stampa dell'esercito iraniano ha annunciato in serata che la Marina ha lanciato un missile da crociera terra-mare contro una nave statunitense nell'Oceano Indiano settentrionale. Lo scrive Iran International.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha annunciato in serata di aver distrutto un deposito di droni di superficie statunitensi e il «principale centro di intelligenza artificiale» del Bahrein, per rappresaglia contro i recenti attacchi statunitensi all'Iran. Lo riporta Anadolu.
In un comunicato le Guardie rivoluzionarie hanno spiegato che gli attacchi sono giunti dopo che le forze armate statunitensi avevano «commesso crimini di guerra» colpendo diversi ponti in Iran la notte precedente, «uccidendo e ferendo numerosi civili». Le stesse Guardie hanno inoltre minacciato «tutti i Paesi che ospitano basi militari statunitensi nella regione», precisando che «sono complici di questi crimini di guerra».
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver «deviato quattro navi commerciali nei primi tre giorni di ripristino» del blocco navale in Iran. In un post su X il Centcom ha anche precisato di «averne resa una non operativa e ispezionata un'altra per garantirne la piena conformità».
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr riferisce di esplosioni a Sirik, città costiera nella provincia di Hormozgan, nel sud del Paese. Parallelamente diverse altre esplosioni sono state sentite anche nella città portuale meridionale di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dai media iraniani, citati da Iran International.
«Ieri diversi civili israeliani sono arrivati nella zona di Majdal Shams e hanno attraversato il confine con la Siria. Le truppe dell'Idf presenti nell'area hanno perlustrato l'area e si sono adoperate per riportare i civili in territorio israeliano». Lo comunica il portavoce dell'Idf, specificando che solamente questa mattina i soldati hanno individuato gli attivisti nella zona di confine, che sono stati arrestati e consegnati alla polizia israeliana. «Recentemente, l'Idf ha rilevato un aumento di episodi di questo genere. Si tratta di azioni che distolgono l'attenzione dei soldati dalle loro attività operative in corso e compromettono la sicurezza. L'Idf condanna fermamente questo episodio e sottolinea che tali azioni costituiscono un reato penale i cui responsabili vanno assicurati alla giustizia», aggiunge la nota del portavoce dell'esercito.
Solo nell'ultimo mese, almeno in altre due occasioni l'Idf si è trovato ad affrontare il fenomeno di attivisti del movimento di estrema destra «Pionieri di HaBashan» che tentano di attraversare il confine con la Siria sulle Alture del Golan, in una campagna organizzata mirata a promuovere la creazione di insediamenti israeliani nella zona cuscinetto attualmente controllata dall'Idf, oltre la linea di armistizio del 1974.
Il Centcom ha annunciato di avere lanciato oggi, alle 15 (le 21 in Italia, una serie di attacchi contro l'Iran, per la settima notte consecutiva. «Tali attacchi mirano a continuare a ridurre le capacità militari iraniane, su disposizione del commander-in-chief», si legge nell'account X del comandi centrale americano.
Secondo la televisione di Stato iraniana, Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, ha minacciato in serata che l'Iran entrerà in una fase di offensiva a tutto campo se gli attacchi statunitensi dovessero protrarsi per più di due o tre giorni.
«L'Iran non si accontenterà più di una semplice rappresaglia e nessun confine sarà al sicuro», ha aggiunto, sempre secondo la stessa fonte.
«La recente decisione del governo israeliano di stanziare nuovi ingenti fondi per l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania rappresenta uno sviluppo preoccupante. Ciò comporterà un ulteriore radicamento degli insediamenti in aree particolarmente sensibili della Cisgiordania e una crescente frammentazione e isolamento delle comunità palestinesi, esponendole a maggiori rischi di violazioni dei diritti umani.» Lo dichiara un portavoce del Servizio di Azione Esterna dell'Ue.
«Inoltre, l'Ue respinge la dichiarazione del governo israeliano con cui l'insediamento di Givat Ze'ev, situato in Cisgiordania, viene proclamato comune ufficiale di Israele. L'Ue mantiene da tempo una posizione di non riconoscimento della sovranità di Israele sui territori occupati da Israele dal giugno 1967, in linea con le risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», aggiunge il portavoce ribadendo «il proprio appello a Israele affinché si astenga da un'ulteriore espansione degli insediamenti, dalla legalizzazione degli avamposti, dall'appropriazione di terreni, dalle demolizioni, dagli sgomberi e da altre misure unilaterali che compromettono la fattibilità della soluzione a due Stati.»
Le forze statunitensi hanno attaccato una petroliera iraniana, ormeggiata vicino all'isola iraniana di Kharg, per la seconda volta in due giorni. Lo riporta Al-Jazeera secondo quanto riferito da un funzionario iraniano all'agenzia di stampa Fars.
«La petroliera vuota Belma N.I.22, già colpita due giorni fa, è stata nuovamente attaccata oggi da due missili statunitensi», ha dichiarato il vice governatore di Bushehr all'agenzia di stampa.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver abbattuto un drone statunitense nel Khuzestan in Iran. Lo riporta Al-Jazeera.
Secondo un comunicato diffuso dai media statali, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense Rq-11 nella provincia del Khuzestan. Il drone è stato intercettato e abbattuto con armi leggere utilizzate dal Corpo Basij, nella città di Ramshir.
L'AeroVironment RQ-11 Raven è un piccolo drone a controllo remoto, lanciato a mano, utilizzato dall'esercito statunitense.
Stati Uniti e Iran alzano il livello dello scontro mettendo nel mirino rispettivamente le infrastrutture della Repubblica Islamica e le basi americane in Medio Oriente, allontanando sempre di più la speranza di una soluzione diplomatica. Teheran ha accusato le forze di Donald Trump di aver colpito un aeroporto, una stazione ferroviaria e due ponti, con un bilancio di almeno otto morti e 20 feriti, secondo i media statali.
Il regime ha denunciato inoltre raid sulle infrastrutture elettriche nel sud del Paese, a seguito dei quali ha invitato la popolazione a ridurre i consumi e a spegnere i condizionatori nonostante il caldo estremo. In risposta, la Repubblica islamica ha rivendicato di aver colpito basi, aerei e radar statunitensi in Kuwait, Qatar, Bahrein, Giordania e Oman, con i pasdaran che hanno avvertito che proseguiranno i loro attacchi «finché non sarà ripristinata la calma lungo la costa meridionale e nello Stretto di Hormuz».
Le notizie dei raid statunitensi su diversi ponti iraniani, lo scalo aeroportuale di Iranshahr, uno snodo ferroviario e una torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e la distruzione di una torre di controllo marittima nella città portuale di Chabahar suggeriscono un'espansione della campagna militare che il presidente Donald Trump aveva minacciato. Un'eventualità alla quale Teheran aveva risposto promettendo rappresaglia, che si è nuovamente abbattuta sui Paesi della regione con maggiore intensità: in Kuwait, le autorità hanno denunciato che un attacco iraniano ha danneggiato una centrale elettrica e di desalinizzazione dell'acqua, mentre diversi soldati sono rimasti feriti quando droni di Teheran hanno preso di mira alcune delle basi e campi militari nel Paese.
In Qatar, i pasdaran hanno rivendicato di aver preso di mira sistemi radar e aerei militari statunitensi nella base aerea di Al-Udeid, con Doha che ha riferito di aver intercettato attacchi missilistici e un bambino è rimasto ferito dai detriti. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno anche affermato di aver attaccato due siti radar statunitensi in Oman e la base militare di Al-Tanf in Siria, ma una fonte militare di Damasco ha negato che ci sia stato un simile raid. Teheran ha poi rivendicato di aver colpito aerei militari Usa in Giordania. In Bahrein, i media del regime hanno riferito di raid contro elicotteri e velivoli statunitensi in una base aerea.
Quello delle ultime ore segna lo scambio di attacchi più intenso dalla ripresa delle ostilità per il crollo del cessate il fuoco e del memorandum firmato a giugno. Secondo il ministero della Salute iraniano, almeno 38 persone sono state uccise e oltre 400 ferite da quando sono ripresi i combattimenti. E accanto alla scia di sangue, si fa sentire la crisi per il blocco dello Stretto di Hormuz. Gli iraniani continuano a rivendicare il controllo del braccio di mare dove le navi passano con il contagocce, e gli Stati Uniti impongono il loro blocco navale: secondo il Centcom, i marines hanno abbordato un'imbarcazione carica di carburante iraniano, la M/T Wen Yao, per un'ispezione di verifica volta a «garantire il pieno rispetto del blocco». E accanto a Hormuz, preoccupa la minaccia che il conflitto si allarghi al Mar Rosso. Per il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, il blocco dello stretto di Bab el Mandeb da parte degli Houthi «sarebbe un male per il commercio globale», mentre la tensione è già in aumento al largo delle coste yemenite: secondo l'agenzia Ukmto, un'imbarcazione è stata abbordata da personale non autorizzato mentre navigava verso est nel Golfo di Aden.
Una spirale di escalation che rischia di allargarsi ulteriormente: secondo quanto riferito da Axios, Trump ha comunicato a Israele l'invio di altre decine di aerei per il rifornimento in volo, in vista di una possibile espansione delle operazioni militari contro l'Iran. E il ritorno in guerra dello Stato ebraico resta un'opzione, mentre le Forze di difesa israeliane (Idf) continua a colpire Hezbollah in Libano e a bombardare Gaza, dove l'agenzia Wafa denuncia che almeno otto palestinesi sono stati uccisi e altri 20 feriti in un raid sul campo profughi di Nuseirat.
Almeno otto palestinesi sono stati uccisi e altri 20 feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un assembramento di civili nell'area del mercato di Al-Balata, nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riporta l'agenzia Wafa.
Fonti mediche hanno riferito che il raid ha colpito civili che partecipavano al corteo funebre di un palestinese ucciso in precedenza, uccidendo diverse persone e ferendone decine con ferite di varia gravità.
Le forze israeliane hanno distrutto due edifici nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Fonti locali hanno riferito all'agenzia che gli edifici sono stati bombardati dalle forze di occupazione israeliane nella città di Kfar Tibnit.
Le Guardie Rivoluzionarie, l'esercito ideologico della Repubblica Islamica, hanno avvertito che proseguiranno i loro attacchi finché non cesseranno le azioni ostili contro l'Iran meridionale e nello Stretto di Hormuz.
«I nostri attacchi efficaci e mirati contro il nemico, lanciati dal territorio iraniano, continueranno finché non sarà ripristinata la calma lungo la costa meridionale e nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato sui social media Majid Mousavi, comandante della Forza aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie.
L'esercito del Kuwait ha riferito che alcuni membri del personale sono rimasti feriti in seguito ad attacchi iraniani nel Paese del Golfo.
Il Capo di Stato Maggiore Khaled Daraj Saad Al-Sharian «ha fatto visita a diversi membri feriti delle forze di terra kuwaitiane - colpiti quando droni nemici hanno attaccato varie strutture e accampamenti dell'esercito kuwaitiano questa mattina nell'ambito della criminale aggressione iraniana» - ha scritto l'esercito in un post su X, corredato da fotografie.
Attacchi statunitensi hanno distrutto una torre di monitoraggio del traffico marittimo sulla costa iraniana del Makran. Lo scrive Tasnim, agenzia legata ai Pasdaran nel suo account su X.
«Le forze degli aggressori statunitensi e i loro alleati hanno completamente distrutto la torre di monitoraggio del traffico marittimo sulla costa del Makran, in un'azione contraria al diritto internazionale, alle 4:30 di questa mattina».
La torre di controllo, per gli iraniani, «era responsabile del compito cruciale di monitorare le attività dei pescatori locali, dirigere le operazioni di ricerca e salvataggio e gestire il traffico marittimo per il settore commerciale, senza alcun utilizzo militare previsto».
Otto membri di un gruppo armato curdo di opposizione irachena sono stati uccisi da raid nella regione del Kurdistan iracheno. Lo ha dichiarato il partito in esilio, attribuendo l'attacco a Teheran. Idriss Kohlwazi, del partito Komala, ha dichiarato che «il regime iraniano ha attaccato con droni e razzi un campo appartenente al partito», vicino alla città di Sulaimaniyah, nelle prime ore del mattino.
L'episodio in Iraq si inserisce nel contesto di una rinnovata escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Durante la guerra in Medio Oriente, la regione del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi e compagnie petrolifere straniere, nonché ribelli curdi iraniani in esilio, è stata un obiettivo primario per gli attacchi condotti dall'Iran e dai gruppi armati iracheni filo-iraniani. Stamattina, ad Erbil, capitale del Kurdistan, la coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti ha dichiarato di aver abbattuto diversi droni nel secondo incidente di questo tipo avvenuto in città in settimana. Erbil ospita un importante complesso consolare statunitense e il suo aeroporto accoglie consiglieri militari della coalizione. Mercoledì scorso la coalizione guidata dagli USA aveva annunciato di aver abbattuto altri otto droni sopra Erbil.
Solo tre navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il numero più basso di transiti giornalieri da maggio.
Lo scrive Al Jazeera citando dati di navigazione e aggiungendo che la maggior parte delle navi si è fermata o ha fatto inversione di rotta a seguito dei recenti attacchi iraniani contro le imbarcazioni e della ripresa del blocco navale statunitense contro le navi dirette all'Iran.
La Miraan, una petroliera soggetta a sanzioni che trasporta olio combustibile, e la Norita, una piccola nave che trasporta gas di petrolio liquefatto, sono uscite dallo stretto ieri attraverso la rotta iraniana, ma si sono fermate nel Golfo dell'Oman, dove è in vigore il blocco statunitense, secondo i dati di Kpler aggiornati alle 5.13 Gmt di oggi (le 7.13 in Svizzera).
La Arolia, una petroliera per il rifornimento di carburante irachena utilizzata per rifornire le navi in mare, ha fatto inversione di rotta per tornare nel Golfo poche ore dopo essere uscita dallo stretto oggi, secondo i dati di Lseg.
Il ministero della Salute iraniano ha affermato oggi che 38 persone sono state uccise e oltre 400 ferite negli attacchi statunitensi contro l'Iran a partire dal 22 giugno. Secondo il bilancio, alle 6.30 ora locale (le 4 del mattino in Svizzera) di oggi «il numero dei feriti negli attacchi statunitensi ha superato i 400 ,e 38 compatrioti sono morti da martiri», ha dichiarato su X Hossein Kermanpour, portavoce del ministero. Tra le vittime ci sono tre donne e un minore, ha aggiunto.

