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Raffica di espulsioni di diplomatici russi da USA e UE
Raffica di espulsioni di diplomatici russi da USA e UE
Raffica di espulsioni di diplomatici russi da USA e UE
Redazione
8 anni fa
Le misure in risposta all'avvelenamento dell'ex spia russa in Gran Bretagna. Londra esulta: 'Mai così tante espulsioni'

Raffica di espulsioni di diplomatici russi. Gli Stati Uniti e 14 paesi dell'UE hanno deciso di prendere dei provvedimenti in solidarietà con Londra dopo l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal a Salisbury, nel Regno Unito.

Donald Trump ha ordinato l'espulsione di 60 diplomatici russi nonché la chiusura del consolato russo di Seattle.

La decisione dei 14 stati membri UE arriva dopo le conclusioni adottate dal Consiglio europeo del 22 e 23 marzo scorso in relazione all'avvelenamento. "Oggi già 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi" ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, spiegando che "altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane".

I 14 Paesi dell'UE

Tra i 14 Paesi dell'Ue che hanno deciso di espellere diplomatici russi vi sono Germania, Francia e Polonia, che hanno deciso di allontanare quattro persone. La Lituania ha espulso tre "funzionari dell'intelligence russa che lavorano sotto copertura diplomatica", varando allo stesso tempo sanzioni per 21 della lista Magnitsky (responsabili russi implicati nella morte dell'avvocato anti-corruzione Serghei Magnitsky e cittadini russi coinvolti in violazioni dei diritti umani) e divieti all'ingresso nel territorio del Paese per 23. L'Estonia ha cacciato l'attaché militare e anche la Lettonia ha varato un allontanamento. La Repubblica Ceca ne ha espulsi tre, mentre Danimarca, Italia, Olanda due ciascuno. Finlandia uno assieme a Romania, Croazia e Svezia.

Londra esulta: 'Mai così tante espulsioni'

Il governo britannico esulta per le espulsioni occidentali di diplomatici russi in relazione al caso Skripal.

Il ministro degli Esteri Boris Johnson ha twittato: "La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza. La Russia non può violare impunemente le norme internazionali".

La premier Theresa May si limita da parte sua a manifestare sobriamente apprezzamento per le decisioni degli alleati, "un segnale" alla Russia. Mentre sulla stessa linea polemica di Johnson, è il titolare della Difesa Gavin Williamson, altro capofila dei falchi nel governo conservatore, secondo il quale "la pazienza del mondo si sta assottigliando" e l'appoggio internazionale nei confronti di Londra "è in sé una sconfitta per il presidente Putin".

Williamson, in visita oggi in Estonia, dove la Gran Bretagna schiera da qualche mese un contingente militare nell'ambito del rafforzamento della presenza Nato al confine con la Russia, torna poi a usare parole ai limiti dell'insulto nei confronti di Mosca, imputandole l'avvelenamento a Salisbury della spia doppiogiochista Serghei Skripal e di sua figlia Yulia come un atto di "banditismo".

La reazione del Cremlino

Il Cremlino si è detto "dispiaciuto" per la decisione presa da alcuni paesi di espellere i diplomatici russi in solidarietà con Londra ma seguiranno misure "speculari di rappresaglia".

Lo ha detto il portavoce di Putin Dmitri Peskov citato dalla Tass. "Il Cremlino studierà ora la situazione: il ministero degli Esteri sottoporrà le sue proposte più avanti".

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