
La storia straordinaria di un danese diventato agente della Cia, che infiltrandosi in Al Qaida aiutò gli Usa ad eliminare un pericoloso imam radicale yemenita-americano con un raid aereo nel 2011: è quella raccontata in prima persona da Morten Storm nel libro appena uscito negli Stati Uniti, ovvero "Agente Storm: la mia vita dentro al Qaeda e la Cia".
Nel libro, l'ex agente offre uno sguardo raro all'interno della mentalità di uno dei più pericolosi leader estremisti islamici degli ultimi 10 anni. Dopo gli attacchi dell'11 settembre, Storm era diventato un militante abbracciando la causa jihadista. In un raduno alla moschea locale, conobbe un corriere di Bin Laden. Venne affascinato dalla vita che faceva e decise di provarci: si addestrò e poi, alla fine del 2005, volò in Yemen dove conobbe Awlaki, uno dei terroristi più ricercati al mondo, che Storm contribuì poi a stanare ed eliminare, anche se la CIA non lo pagò mai sostenendo che il merito fu di un altro corriere.
I due divennero amici e l'imam lo introdusse ad altri jihadisti. Storm viaggiava spesso da Copenaghen a Sanaa e ben presto attirò l'attenzione del PET, i servizi segreti danesi. Nel 2006, gli 007 minacciarono di espellere la moglie e il figlio se non avesse collaborato. Colpito da una crisi di coscienza, Storm accettò e divenne una spia...
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