
Non sono ancora cominciati, ma si è già parlato molto dei Mondiali 2022. Spesso in negativo. Due giorni fa il governo del Qatar ne ha fatta un’altra delle sue: un giornalista danese, Rasmus Tantholdt, è stato interrotto durante una diretta sui Mondiali per il canale pubblico TV2 da degli agenti della sicurezza che volevano impedirgli di filmare in un luogo pubblico. “Invitate il mondo intero a venire qui e poi non possiamo filmare?”, così il giornalista ha additato l’azione degli agenti della capitale qatariota.
La situazione
La scena, filmata interamente dalle telecamere, ritrae il giornalista che, in primo luogo, spiega loro che fa parte dei media danesi e che ha il diritto di filmare. In un secondo tempo, mostra loro gli accrediti e i permessi in questione. Infine, alle loro minacce risponde: “Vuoi rompermi la telecamera? Va bene, rompila”. L’inviato e il suo cameraman sono stati costretti ad interrompere il collegamento e hanno dovuto aspettare trenta minuti, prima che venisse loro confermato che i permessi erano effettivamente in regola. Questa situazione ha creato particolare scalpore, siccome gli organizzatori dei Mondiali 2022 hanno spesso negato le accuse per cui i media internazionali non possono filmare in Qatar.
Le scuse
Dopo la bizzarra vicenda, i rappresentanti dell'ente governativo nazionale che si occupa dell’organizzazione del torneo si sono scusati con i giornalisti, affermando di averli interrotti “erroneamente” dato che avevano tutti i permessi necessari per svolgere il loro lavoro. In seguito alle scuse ricevute, il giornalista danese ha twittato un video di quanto successo e una domanda perentoria: “Succederà anche ad altri media?”.

