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Putin sugli attacchi ucraini: «Le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare»
©MIKHAIL METZE / SPUTNIK / KREMLI
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Il presidente russo in un'intervista: «L'Ucraina ha aperto il vaso di Pandora quando ha deciso di attaccare le infrastrutture economiche russe» TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
35 minuti fa
Zelensky: «Ci servono 300 Patriot»
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L'Ucraina sta cercando 300 missili per i sistemi Patriot al fine di rafforzare le difese contro i missili balistici russi durante l'inverno. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky durante un colloquio con i giornalisti, secondo quanto riporta Ukrinform.

«Volevo trovare 300 missili Patriot per il pacchetto invernale. La richiesta della nostra Aeronautica è di 360. Ma quando ne produci 600 all'anno, 360 non sono facili da raggiungere», ha affermato. Secondo Zelensky, trovare 300 missili per il sistema Patriot non è facile, soprattutto considerando che la Russia possiede già 600 missili balistici.

«Stiamo collaborando con diversi paesi per sviluppare ulteriori capacità - ha aggiunto -. E mi piacerebbe davvero credere che saremo in grado di trovare la chiave per accedere a una piccola percentuale delle riserve statunitensi, diciamo il 5% o il 10%. E siamo pronti a pagare per questa fornitura. In altre parole, l'America sarebbe in grado di ricostituire le proprie scorte e di superare l'inverno. Una tale decisione politica da parte dell'America in merito alla fornitura di missili potrebbe cambiare molto, sia in termini di protezione della vita che sul piano diplomatico».

Riguardo alla ricezione dei missili Patriot, Zelensky ha informato di aver raggiunto un accordo con il cancelliere tedesco Friedrich Merz per la ricezione di 600 missili PAC-2 entro il 2027-2028. «Anche il PAC-2 abbatte bersagli balistici, abbiamo solo bisogno di più missili. Stiamo negoziando separatamente con gli americani. Gli americani aumenteranno seriamente la produzione nella seconda metà del 2027 e oltre. Ma purtroppo questo è il momento. Pertanto, continuiamo a parlare con loro ora dei volumi necessari - in realtà, i volumi li hanno», ha osservato Zelensky.

Zelensky ha quindi annunciato la ricezione di nuovi radar di difesa aerea dalla Francia. «Ho parlato con il presidente Macron per quasi due ore. Abbiamo discusso di varie questioni: dai negoziati al Samp/T. Primo: ci aspettiamo nuovi radar per la difesa aerea dalla parte francese, che riceveremo in autunno. Secondo: ci aspettiamo un sistema, che dovrebbe arrivare sempre in autunno, e un sistema aggiuntivo: tutto dipende dalla produzione».

Secondo Zelensky, il problema del Samp/T è la mancanza di missili Aster 30. «A settembre firmeremo i relativi contratti per la produzione di ulteriori missili. Quando arriveranno i fondi europei, saremo in grado di pagare questi missili». Inoltre ha espresso la speranza che quest'anno sarà possibile ottenere dalla Francia le licenze per la produzione in Ucraina di tre tipi di armi.

Il presidente ha inoltre riferito che il progetto antibalistico Freyja è passato da una risposta positiva da parte dei leader e dalla volontà di collaborare a un livello tecnico. In particolare, le aziende stanno iniziando a lavorare concretamente in questa direzione. «Riponiamo grande fiducia in questo programma - ha commentato -. Un'altra direzione è quella di Raytheon, e stiamo discutendo la possibilità di costruire un missile ucraino per il sistema Patriot. Sono favorevoli a questa idea. Hanno scelto un'azienda in grado di farlo: Firepoint».

La Russia può produrre fino a 1'300 missili balistici all'anno e attualmente ne ha a disposizione tra i 600 e i 630, ha ancora affermato Zelensky. «Sappiamo approssimativamente su quale volume contano da qui alla fine dell'inverno. Potrebbero avere circa 100 missili balistici al mese. Ma al momento non ne hanno ancora così tanti», ha affermato.

Secondo il presidente, le forze di difesa ucraine stanno lavorando per indebolire l'industria militare russa, in particolare con attacchi contro obiettivi militari e altre misure per contrastare la produzione di missili balistici. Zelensky ha inoltre riferito che l'esercito ucraino sta pianificando operazioni per impedire alla Russia di attuare i suoi attacchi missilistici: «si tratta di operazioni complesse e separate, e ora abbiamo iniziato a ottenere i primi risultati, che ovviamente non sono ancora sufficienti, ma questa è una strada sicura e stiamo procedendo di conseguenza». Il presidente ha anche annunciato che l'esercito ha colpito un lanciatore russo Iskander vicino ai confini dell'Ucraina.

Le forze di difesa hanno quasi completamente liberato il territorio della regione di Dnipropetrovsk dalle truppe russe: resta da riconquistare il controllo di tre insediamenti, ha annunciato Zelensky durante un colloquio con i giornalisti, secondo quanto riportato da un corrispondente di Ukrinform. «Rimangono da riconquistare solo 10 chilometri quadrati. Si tratta di tre piccoli villaggi, e lì non c'è praticamente nessun nemico», ha detto.

«Riteniamo - ha detto ancora - che nel 2026 raggiungeremo un numero uguale di territori ucraini temporaneamente occupati dai russi e di territori da noi liberati. Al momento, dall'inizio dell'anno abbiamo occupato 990 chilometri quadrati e ne abbiamo riconquistati 820. Ma entro la fine del 2026 raggiungeremo la parità in termini di chilometri. Ciò significa che le nostre forze di difesa stanno riconquistando territori ucraini: questo è molto importante, e questo equilibrio è fondamentale per noi sia sul piano politico che diplomatico».

Zelensky ha affermato inoltre che la Russia non ha abbandonato la possibilità teorica di un'offensiva dalla regione di Bryansk verso le regioni di Chernihiv e Kiev. Tuttavia, finora non si registra la presenza di truppe russe in questa direzione.

Sempre seocndo il leader ucraino, il presidente russo Vladimir «Putin non vuole porre fine alla guerra e sta ampliando la portata degli attacchi. Sta aspettando l'inverno. Stanno colpendo le nostre imprese civili, la logistica, Ukrposhta, bruciando Nova Poshta - dal 2022».

L'Ucraina, a sua volta, sta reagendo, in particolare, all'attacco a Wildberries, perché rappresenta sia una fonte di approvvigionamento di materiale militare sia una grande fonte di denaro per la Russia. Secondo Zelensky vale «solo in perdite dirette in Russia circa un trilione di rubli (12,5 miliardi di dollari)» ma «se si considerano i debiti di questa azienda, le perdite associate di altre aziende e persone, la necessità di ristrutturare i processi e ricostruire Wildberries, allora si arriva a 3 trilioni di rubli».

Inoltre, secondo Zelensky «oltre il 60% della società russa vuole che questa guerra finisca. Il gradimento del governo di Putin è calato significativamente». «Hanno escluso 'Yabloko' dalle elezioni perché si aspettavano che avrebbe ottenuto al massimo il 3% o il 4%, poi hanno guardato l'opinione pubblica e lì c'era subito l'11-12% e una tendenza alla crescita. E questo avrebbe generato una palese agitazione in Russia per la pace. Li hanno 'esclusi' ed è chiaro il perché: semplicemente per non lasciare alternativa alla guerra e al suo potere», ha detto Zelensky.

un'ora fa
Corruzione nel governo, «Zelensky dica se ne fosse a conoscenza»
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha «delle domande a cui rispondere» riguardo alla corruzione nel suo governo: lo ha detto alla BBC il suo ministro della difesa destituito Mykhailo Fedorov.

Un'indagine sul riciclaggio di denaro annunciata la scorsa settimana ha sollevato interrogativi sulla consapevolezza di Zelensky riguardo a potenziali casi di corruzione nella sua cerchia ristretta, ha detto Fedorov.

L'ufficio anticorruzione ucraino ha dichiarato di aver scoperto un piano volto a sottrarre oltre 3 milioni di dollari in valuta ucraina per pagare la cauzione a favore di un ex ministro dell'energia accusato di riciclaggio di denaro. Un alto funzionario dell'ufficio di Zelensky, che si presume fosse coinvolto, è stato licenziato.

«Lasciamo che sia lui a rispondere a questa domanda... Credo che sia pronto ad affrontare domande del genere. È sua responsabilità dirci se ne fosse a conoscenza o meno... Non voglio fare ipotesi», ha detto Fedorov.

Un portavoce del presidente ha dichiarato alla BBC che «dato che l'ex ministro ha fatto parte di ogni governo dal 2019, è strano che si esprima come se si trattasse in qualche modo di governi diversi senza di lui. Come tutti ricordano, all'epoca non abbiamo sentito alcuna dichiarazione forte da parte sua». Fedorov ha affermato di aver sradicato elementi di corruzione dagli appalti della difesa, ma ha avvertito che ciò sta ancora incidendo sulla capacità dell'Ucraina in prima linea.

Fedorov, un ministro molto popolare, è stato licenziato il mese scorso dopo avere, secondo quanto riferito, avuto un diverbio con il capo delle forze armate ucraine.

L'ex ministro ha dichiarato di non avere contatti con il presidente da «un paio di settimane» e di non avere prove che questi fosse personalmente corrotto. «In tutto il tempo in cui ho lavorato con lui, non ho mai ricevuto alcun incarico o incarico che andasse contro la legge o il mio senso di integrità. Questa è la mia esperienza personale con lui».

2 ore fa
Zelensky: «Elezioni adesso? Spaccherebbero il paese»
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di essere contrario a elezioni in tempo di guerra affermando che «spaccherebbero» l'Ucraina. Sarebbero «uno tsunami», ha aggiunto.

Zelensky, dopo l'appello del suo ex ministro della difesa a organizzare un voto, ha affermato che le elezioni in tempo di guerra sarebbero attualmente troppo pericolose per l'Ucraina.

«Credo che in una guerra come questa, le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme - si legge in una dichiarazione di Zelensky resa pubblica stamattina -. Le elezioni in questo momento sarebbero uno tsunami per il paese che dividerebbe l'Ucraina».

4 ore fa
Russia, nuovo attacco ucraino ai magazzini Ozon
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Un attacco con droni attribuito all'Ucraina ha colpito nella notte un centro logistico di Ozon nella città russa di Orenburg, nel sud-ovest del paese, a circa mille chilometri dal confine con l'Ucraina.

Lo riferiscono diversi canali Telegram russi, mentre immagini diffuse sulle reti sociali mostrano del fumo alzarsi dal magazzino. Nella regione erano scattati allarmi antiaerei prima del presunto attacco.

Il sindaco Albert Yumadilov ha scritto su Max Messenger che «oggi la nostra città è stata oggetto di un attacco di droni. Diversi UAV sono stati abbattuti sopra la zona economica speciale, dove si trovano le nostre imprese industriali. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. I detriti sono caduti sui terreni del complesso logistico di Ozon e si è sviluppato un incendio, prontamente spento dai servizi di emergenza».

Si tratta del secondo attacco in due giorni contro strutture di Ozon, il secondo maggiore operatore russo dell'e-commerce e principale concorrente di Wildberries. Un altro centro logistico della società era stato colpito ieri nella regione di Samara.

Il ministero della difesa ucraino aveva affermato ieri che «gli attacchi sistematici contro i centri di stoccaggio di beni a duplice uso rendono più difficili le operazioni del nemico e hanno un impatto negativo sull'economia russa nel suo complesso», sostenendo che la società vende prodotti destinati anche alle forze armate russe.

«Volete interrompere la nostra logistica? Bene, allora le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare», aveva avvertito ieri sera il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista all'agenzia di stampa Vesti.

5 ore fa
Il punto alle 8:15
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La campagna incessante di attacchi ucraini sulle infrastrutture energetiche e sulla logistica russa - per ultimi i magazzini dell'e-commerce Ozon - scatena la reazione di Vladimir Putin: Kiev ha «aperto un vaso di Pandora» e «le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare», ha promesso lo zar dopo aver riconosciuto i «danni economici» provocati dai raid di Kiev nelle profondità della Russia e ha annunciato la volontà di «ampliare la difesa aerea» del Paese.

Una rara presa di coscienza che giunge mentre Mosca prosegue i bombardamenti in tutta l'Ucraina e su Kiev, tornata a bruciare all'indomani del brutale attacco contro il centro commerciale di Kryvyj Rih che ha provocato 16 morti e 130 feriti. Dopo i raid notturni che hanno ucciso una persona, la capitale ucraina è stata colpita nuovamente da un'ondata di missili balistici in pieno giorno che hanno provocato la morte di altre due persone nel quartiere di Boryspil.

Kiev nelle ultime ore ha rivendicato attacchi a un impianto petrolifero a Krasnodar e a una raffineria a Samara, regione russa lontana mille chilometri dal confine ucraino dove i raid di Kiev hanno colpito per la prima volta anche un centro logistico di Ozon, provocando l'evacuazione di 500 persone. Nelle scorse settimane, Kiev ha preso di mira soprattutto l'altro gigante dell'e-commerce russo, Wildberries. L'obiettivo di Volodymyr Zelensky è chiaro: mettere in ginocchio il settore logistico russo mentre continua a martellare quello energetico, provocando gravi disagi all'economia e alla popolazione russa.

Ma sebbene questi attacchi abbiano «provocato danni economici e perdite», l'Ucraina «non ha ottenuto alcun vantaggio» e «le azioni del nemico non hanno avuto alcun effetto sulla situazione al fronte», è la lettura di Vladimir Putin. Kiev riceverà «una risposta sui settori più sensibili della sua economia che è già allo stremo», ha promesso il presidente russo. Intanto, «le truppe russe non solo continuano l'offensiva in tutte le direzioni» in Ucraina, «ma hanno anche accelerato il ritmo dell'avanzata», è il quadro delineato dal leader del Cremlino. Di fronte a questo, Mosca si è detta pronta «al dialogo sulla pace, ma solo sulla base della realtà che si manifesta sul campo».

È proprio di dialogo che ormai non si vede traccia da mesi, con gli sforzi di mediazione portati avanti dagli Stati Uniti messi in pausa per la guerra contro l'Iran. Uno stallo che ha lasciato spazio solo all'opzione militare. Tanto che secondo quanto riferito da The Atlantic, citando due fonti, all'inizio di quest'anno alcuni funzionari ucraini si sono rivolti a Zelensky con un nuovo piano per lanciare ondate di droni dotati di intelligenza artificiale contro gli aeroporti di Mosca, nella speranza di impedire alle compagnie aeree internazionali di atterrare e decollare dalla capitale russa.

Un piano - denominato 'M&M's' - giudicato pericoloso per via dei rischi di colpire l'aviazione civile, i cui preparativi sono stati interrotti, ma che danno la misura dell'attuale situazione della guerra. Zelensky continua a invocare il sostegno militare degli alleati e in una telefonata con l'omologo francese Emmanuel Macron ha incassato la promessa che Parigi accelererà sull'invio di nuovi missili «intercettori» a difesa dei cieli ucraini. Intanto, si guarda alla riunione dei Volenterosi in programma lunedì per riaffermare il sostegno degli alleati alla lotta di Kiev.

L'incontro sarà co-presieduto da Macron - che parteciperà in videoconferenza allo stesso modo della premier italiana Giorgia Meloni - insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al nuovo premier britannico Andy Burnham. Da Kiev, si collegheranno da remoto Volodymyr Zelensky e il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, oltre ai partecipanti tra i 10 leader - europei e non - che si recheranno nella capitale ucraina lunedì in occasione del 35esimo anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina.