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Putin: «Siamo pronti a garantire all'UE forniture di petrolio e gas»
© Gavriil Grigorov
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14 ore fa
Lo ha detto il presidente russo in una riunione al Cremlino dedicata alla situazione dei mercati – Un missile balistico è stato distrutto dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale, ha affermato Ankara, aggiungendo che frammenti di munizioni sono caduti in campi vuoti a Gaziantep, nel sud-est della Turchia – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
17 minuti fa
«I jet hanno abbattuto droni diretti in Giordania e Bahrein»

Velivoli da combattimento britannici Typhoon hanno abbattuto droni iraniani diretti in Giordania e Bahrein, ha riferito il ministero della difesa di Londra. I jet hanno abbattuto un sistema aereo a pilotaggio remoto «a difesa della Giordania» e intercettato un drone diretto verso il Bahrein.

Sono inoltre in corso «operazioni aeree difensive» a sostegno degli Emirati Arabi Uniti.

un'ora fa
«Altri 3 bombardieri B-52 atterrati nella base britannica di Fairford»

Altri tre B-52 americani, mastodontici bombardieri simbolo della Guerra fredda, sono atterrati oggi nella base britannica dell'aeronautica militare del Regno Unito (Raf, per Royal Air Force) di Fairford, nella contea inglese del Gloucestershire.

I media britannici indicano che sono destinati a rafforzare il dispositivo aereo statunitense nella guerra all'Iran e che ciascuno di essi è in grado di caricare 70.000 libbre (circa 31.750 chilogrammi) d'esplosivo, incluse bombe e missili «intelligenti».

Si tratta di mezzi chiaramente offensivi, a conferma del crescente coinvolgimento di Londra a sostegno del grande alleato al di là dell'ok dato dal premier Keir Starmer all'uso di basi britanniche per scopi sulla carta «difensivi».

3 ore fa
Putin: «Pronti a cooperare con l'UE sul mercato energetico»

La Russia è pronta a garantire ai Paesi dell'UE le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati nella situazione d'emergenza dovuta alla guerra nel Golfo Persico, ma per questo è necessario «un segnale» dagli europei. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Tass, in una riunione al Cremlino dedicata alla situazione dei mercati.

Mosca, ha aggiunto Putin, ha più volte avvertito dei rischi che sarebbero derivati per il settore energetico da tentativi di destabilizzazione del Medio Oriente.

3 ore fa
G7: «Pronti a svincolare le scorte di petrolio»

«Continueremo a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici e ci incontreremo quando necessario per scambiare informazioni e coordinarci all'interno del G7 (Gruppo dei sette, di cui fanno parte Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti) e con i partner internazionali. Siamo pronti ad adottare le misure necessarie, anche per sostenere l'approvvigionamento energetico globale, come lo svincolo delle scorte» di petrolio.

Lo indica il comunicato dei ministri delle finanze del G7, dopo l'incontro con anche i presidenti del Fondo monetario internazionale (Fmi), della Banca Mondiale, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) per discutere del conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilità regionale e sulle condizioni economiche globali.

3 ore fa
Trump: «I miei piani su Mojtaba? Non parlo ma non sono contento»

Il presidente statunitense Donald Trump non è contento della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell'Iran. In un'intervista al quotidiano New York Post, l'inquilino della Casa Bianca non ha svelato i piani per il figlio di Ali Khamenei: «Non ve li dirò. Non sono contento di lui».

Nei giorni scorsi Trump aveva minacciato di uccidere qualsiasi successore di Ali Khamenei che assumesse il potere senza il suo parere.

3 ore fa
«Ucciso comandante dell'Unità Nasser di Hezbollah»

L'esercito israeliano (Idf) ha ucciso il comandante dell'Unità Nasser dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah, Abu Hussein Raeb, responsabile del comando sud del Libano.

Lo ha comunicato il ministro della Difesa dello Stato ebraico Israel Katz durante una visita alla base del comando nord dell'Idf.

4 ore fa
Aoun accusa Hezbollah: «Volete il crollo del Paese per l'Iran»

Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah di voler provocare «il crollo» del Libano per conto dell'Iran e ha invitato ad avviare negoziati «diretti» con Israele per mettere fine alla guerra.

Lo ha dichiarato oggi nel corso di una videoconferenza con i capi delle istituzioni europee. Citato dai media di Beirut, Aoun ha affermato che «coloro che hanno lanciato i missili» contro Israele avrebbero tentato di «provocare il collasso del Libano per conto dell'Iran». Un piano che, ha affermato Aoun, «abbiamo sventato».

Il presidente libanese ha ribadito la posizione del governo secondo cui «la decisione sulla guerra e sulla pace» deve restare prerogativa esclusiva dello Stato libanese, nel quadro degli sforzi per porre fine al conflitto. Aoun ha quindi invitato la comunità internazionale a sostenere «l'apertura di negoziati diretti con Israele» per arrivare a una soluzione che ponga fine alle ostilità e ristabilisca la stabilità in Libano.

4 ore fa
«Il blocco di Hormuz ha conseguenze sull'alimentazione mondiale»

Il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio il commercio globale di fertilizzanti e quindi potenzialmente anche la coltivazione di prodotti alimentari. I prezzi potrebbero aumentare. Un'esperta interpellata dall'agenzia Awp evoca addirittura il rischio di una crisi alimentare.

In molti Paesi del mondo gli agricoltori inizieranno presta la semina. Circa la metà della produzione alimentare mondiale utilizza fertilizzanti azotati, come l'urea, derivanti dal gas.

Secondo analisti di Rabobank, poco meno di un terzo di questi transita attraverso questo stretto, visto che tra i principali esportatori figurano Qatar, Arabia Saudita, Oman e Iran.

«Il blocco potrebbe scatenare una crisi alimentare globale», secondo Charlotte Pavageau, della fondazione zurighese Biovision, specializzata in agricoltura sostenibile, interpellata dall'agenzia finanziaria AWP.

«I Paesi che importano fertilizzanti dispongono in genere di scorte molto ridotte», ha spiegato Pavageau. Inoltre, vengono importati poco prima della stagione della semina. Ogni giorno di ritardo può quindi avere conseguenze sui raccolti, per esempio di mais, grano e riso.

Secondo l'esperta, le attuali carenze colpiscono in particolare la Turchia, il Brasile e il Messico, che dipendono fortemente da un'agricoltura che fa un uso intensivo di fertilizzanti. Però, se i raccolti diminuiscono in questi Paesi, anche la Svizzera ne risente. «Il nostro sistema alimentare è completamente interconnesso», ha ricordato Pavageau.

I prezzi più elevati gravano comunque soprattutto sui Paesi emergenti. I prezzi degli alimenti aumentano e, nel peggiore dei casi, si verifica una carenza di cibo. La fondazione Biovision chiede pertanto che i Paesi diventino più indipendenti dai grandi produttori di fertilizzanti chimici, per esempio producendone autonomamente di biologici.

4 ore fa
Emirati Arabi Uniti: «Non parteciperemo ad attacchi contro l'Iran»

Gli Emirati Arabi Uniti «non parteciperanno ad alcun attacco» contro l'Iran dal loro territorio, ha assicurato l'ambasciatore degli Emirati presso l'ONU a Ginevra Jamal Al-Musharakh, smentendo che i suoi paesi siano serviti da base alle offensive contro Teheran.

«Le nostre basi non sono state utilizzate per attaccare l'Iran (...). Come Emirati Arabi Uniti non parteciperemo ad alcun attacco contro l'Iran dal nostro territorio e non saremo mai coinvolti», ha assicurato il diplomatico, giudicando che gli Emirati siano stati presi di mira da attacchi «totalmente ingiustificati» negli ultimi giorni.

4 ore fa
Parigi: «Pronti ad aprire le nostre riserve strategiche di petrolio»

«Siamo pronti ad adottare tutte le misure necessarie, anche ricorrendo alle riserve strategiche, al fine di stabilizzare i mercati». Lo ha detto il ministro delle Finanze francese Roland Lescure prima dell'Eurogruppo a Bruxelles.

«Continueremo a esaminare attentamente il modo in cui possiamo stabilizzare l'insieme dei flussi e l'intero mercato». «Studieremo tutte le misure possibili, compresa eventualmente la liberazione delle riserve strategiche» di petrolio. Lescure ha sottolineato che il tema è stato affrontato anche al G7 Finanza, ma ha rinviato al comunicato che sarà diffuso per chiarire cosa si sia deciso al riguardo.

4 ore fa
Parmelin: «Prematuro per ora applicare diritto neutralità»

È troppo presto per giudicare se il diritto di neutralità sia applicabile in seguito all'azione militare degli Stati Uniti e di Israele in Iran. Questo meccanismo non può essere attivato per «ogni incidente armato» nel mondo, ha dichiarato oggi durante l'Ora delle domande il presidente della Confederazione Guy Parmelin.

«Si parla di conflitto armato internazionale quando vi è ricorso alla forza armata tra diversi Stati. Inoltre, il conflitto deve avere una certa durata e intensità», ha spiegato il presidente della Confederazione.

Il criterio della durata e dell'intensità è importante perché l'applicazione del diritto di neutralità comporta «cambiamenti considerevoli», ha aggiunto. Esso non può essere attivato per «ogni singolo incidente armato».

Dall'escalation del conflitto in Medio Oriente il 28 febbraio, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione all'esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti, ha assicurato il «ministro» dell'economia, della formazione e della ricerca. Per quanto riguarda Israele, le esportazioni non sono autorizzate da anni.

L'applicazione del diritto di neutralità comporterebbe la cessazione delle forniture di armi e la chiusura dello spazio aereo svizzero agli aerei militari statunitensi.

Gli Stati Uniti sono il secondo cliente più importante della Svizzera per l'esportazione di materiale bellico. Nel primo semestre del 2025 Washington ha acquistato materiale per un valore superiore a 50 milioni di franchi.

5 ore fa
Mitsotakis: «Ogni centimetro di territorio europeo è inviolabile»

«È giunto il momento di mettere in chiaro che ogni centimetro di territorio europeo è inviolabile; se non ora, quando?». Lo ha affermato il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa dopo il suo incontro con il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodoulidis a Pafo, nell'isola di Cipro.

Mitsotakis ha ribadito che «la Cipro della famiglia europea non è e non sarà mai sola», e ha chiarito che l'iniziativa di alcuni Stati dell'UE, come la Grecia, di rafforzare la protezione dell'isola ha «come unico obiettivo la difesa» ed è «lontana da qualsiasi coinvolgimento bellico».

Mitsotakis ha ringraziato Macron per la pronta mobilitazione della Francia, e ha ricordato il contributo dell'Italia e della Spagna che hanno deciso a loro volta di inviare fregate a protezione di Cipro.

Il premier greco ha poi aggiunto: «Dobbiamo rimanere vigili, pronti a rispondere ad altre minacce», evocando la possibilità di nuove ondate migratorie. Mitsotakis ha infine invitato a evitare «operazioni su larga scala» in Libano, riporta l'emittente radiotelevisiva pubblica greca Ert.

5 ore fa
UE: «In Iran pronti a facilitare il ritorno ai negoziati»

«L'Unione europea è un partner di lunga data e affidabile per la regione in questi momenti difficili ed è pronta a contribuire in ogni modo possibile per aiutare a distendere la situazione e facilitare il ritorno al tavolo dei negoziati: sebbene l'ordine internazionale basato sulle regole sia sotto pressione, crediamo fermamente che il dialogo e la diplomazia siano l'unica via praticabile per andare avanti», si legge nel comunicato congiunto diramato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine di una conferenza telefonica con i leader della regione del Golfo.

Costa e von der Leyen hanno anche «ribadito l'importanza delle operazioni di difesa marittima Aspides e Atalanta, volte a proteggere le vie navigabili critiche e a prevenire qualsiasi interruzione delle catene di approvvigionamento vitali. Hanno inoltre espresso la loro disponibilità a personalizzare e potenziare ulteriormente tali operazioni al fine di rispondere meglio alla situazione», recita la nota.

I due leader europei hanno pure «espresso profonda preoccupazione per l'impatto della crisi regionale sul Libano e le sue gravi ripercussioni sulla popolazione civile, che hanno provocato sfollamenti su larga scala. Hanno sottolineato la necessità di proteggere i civili e di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano».

«In tale contesto, la presidente von der Leyen ha annunciato la mobilitazione delle scorte di ReliefEU per fornire assistenza a circa 130'000 persone in Libano, con un primo volo previsto per domani», si legge ancora nella dichiarazione.

ReliefEU è uno strumento di risposta alle emergenze che può essere attivato dai partner e dalle organizzazioni umanitarie per sostenere le operazioni di risposta in caso di catastrofi improvvise o di aggravamento di una crisi in corso. Il suo obiettivo è fornire assistenza efficace, efficiente e tempestiva alle persone bisognose, in previsione di un pericolo immediato e prevedibile all'indomani di una catastrofe e in situazioni di crisi prolungate in cui sono state individuate lacune operative, come si legge sul sito della Commissione europea.

5 ore fa
Rubio: «Gli obiettivi della missione in Iran sono chiari: distruggere i missili»

«Gli obiettivi della missione in Iran sono chiari: distruggere i missili». Lo ha detto il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa newyorkese Bloomberg.

Le forze americane stanno cercando di distruggere anche la marina iraniana, ha aggiunto. «Il mondo sarà un posto più sicuro quando il conflitto in Iran sarà finito», ha messo in evidenza.

«Ogni giorno che passa il regime ha meno missili», ha detto Rubio. «Questo è un regime terroristico e li vediamo condurre il terrorismo utilizzando elementi di stato-nazione, usando armi come missili e droni per attacchi unidirezionali, e l'obiettivo di questa missione è distruggere la loro capacità di continuare a farlo», ha messo in evidenza.

Intanto la Nato, per bocca di una portavoce, ha confermato di aver «nuovamente intercettato un missile diretto verso la Turchia. L'Alleanza è fermamente pronta a difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia».

5 ore fa
Hezbollah giura fedeltà alla nuova Guida suprema dell'Iran

L'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah accoglie con favore la scelta di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema dell'Iran, giurando fedeltà dopo che il suo predecessore e padre Ali Khamenei è stato ucciso nel primo giorno degli attacchi di Israele e USA.

«Noi di Hezbollah esprimiamo le nostre più sentite congratulazioni e benedizioni per questa occasione. Rinnoviamo il nostro impegno di lealtà a questo approccio benedetto e la nostra fermezza sul cammino della fedeltà», indica il gruppo in un comunicato.

6 ore fa
Nello stretto di Hormuz ferme 157 navi, 98 sono petroliere

Sono 157 le navi ferme oggi nello stretto di Hormuz: 98 sono petroliere. Nelle ultime 24 ore, secondo la piattaforma che monitora in diretta lo stretto, ne sono transitate due contro una media giornaliera di 60.

6 ore fa
Save the Children: «In Medio Oriente muore un bimbo all'ora»

A dieci giorni dall'inizio degli attacchi di Israele e Usa in Iran, le risposte da parte delle forze armate di Teheran e l'allargamento del conflitto al Libano, «quasi 300 bambini sono stati uccisi in tutta l'area, l'equivalente di più di uno ogni ora»: è quanto denunciato in una nota da Save the Children.

L'organizzazione chiede pertanto «urgentemente la cessazione delle ostilità per proteggere i bambini da ulteriori danni», sottolineando in particolare la situazione in Libano, dove «oltre 700.000 persone, tra cui oltre 200.000 minori, sono state sfollate» secondo dati del governo locale.

Save the Children spiega che sta «distribuendo beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, prodotti per neonati, articoli per l'igiene e acqua alle famiglie sfollate» nella zona. «È devastante che i raid aerei in Libano abbiano causato la morte di 83 bambini e il ferimento di altri 254, tra i quasi 300 bambini uccisi nella regione», ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice dell'organizzazione nel Paese mediorientale. «Non si tratta solo di numeri: si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra».

Ingdal ha aggiunto che «ogni guerra è una guerra contro i bambini, e ancora una volta li vediamo pagare il prezzo più alto per un conflitto che non hanno né iniziato né in cui hanno avuto voce in capitolo». La priorità, ha anche sostenuto, è «una cessazione immediata delle ostilità», così come che «tutte le parti in causa» rispettino «le leggi internazionali e il diritto umanitario».

Save the Children ricorda che «sta intervenendo in tutta la regione, con programmi in Libano, Territorio Palestinese Occupato, Siria, Iraq, Yemen, Afghanistan e Pakistan» in sostegno dei bambini.

6 ore fa
Emirati Arabi: «Intercettati 12 missili e 17 droni dall'Iran»

Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha detto che le proprie forze di difesa aerea hanno rilevato oggi 15 missili balistici, di cui 12 sono stati distrutti e tre caduti in mare. Lo riporta Al Jazeera.

Sono stati inoltre individuati 18 droni, di cui 17 intercettati e 1 si è abbattuto sul territorio degli Emirati.

Con questi ultimi lanci, il totale dei missili e droni lanciati sugli Emirati Arabi Uniti dall'inizio della guerra all'Iran è salito rispettivamente a 253 e 1.440. Gli attacchi hanno causato la morte di 4 persone dal 28 febbraio.

6 ore fa
Zelensky: «Undici Paesi ci hanno chiesto aiuto contro i droni iraniani»

«Undici paesi vicini dell'Iran, europei e americani» hanno chiesto aiuto all'Ucraina contro i droni iraniani. Lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha presieduto il consiglio di sicurezza nazionale.

«Il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell'Ucraina, insieme allo Stato Maggiore e alle Forze di Difesa, determinerà a quali altre richieste del nostro Paese possiamo rispondere positivamente, in modo da non ridurre le nostre capacità di autodifesa», spiega il leader ucraino.

«La priorità dell'Ucraina - sostiene Zelensky - è chiara: il regime iraniano non deve ottenere alcun vantaggio sui difensori della vita, e dobbiamo lavorare tutti insieme per una stabilizzazione significativa sia nella regione che nei mercati globali». Per il leader di Kiev, «i regimi iraniano e russo si sostengono a vicenda».

«L'Ucraina da tempo propone ai partner di aggiornare e rafforzare le capacità congiunte di protezione della vita. Abbiamo parlato sia della difesa comune contro i droni e i missili, sia della distruzione delle relative produzioni dei regimi aggressori - produzioni di armi che vengono utilizzate anche ora negli attacchi», ricorda il presidente ucraino.

6 ore fa
Sentite nuove esplosioni a Doha, sirene in Bahrein

Diverse forti esplosioni si sono sentite in diversi punti della capitale del Qatar, Doha, nel decimo giorno della guerra in Medio Oriente. Le sirene d'allarme intanto hanno suonato nella capitale del Bahrein, Manama. Lo riferiscono i giornalisti dell'Afp sul posto.

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