

La conquista di tutto il territorio della regione ucraina di Donetsk rimane tra i principali obiettivi della Russia. Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin nel corso di un incontro con il capo di Stato maggiore delle forze armate, Valery Gerasimov, durante una visita ad un posto di comando ausiliario avanzato. Il presidente russo ha inoltre affermato che la creazione di una zona di sicurezza in Ucraina non sarà oggetto di discussione ad eventuali colloqui per la soluzione del conflitto: «Il nostro obiettivo è garantire la sicurezza assoluta nei territori di confine della Russia per il futuro e non intendiamo farne un argomento di potenziali negoziati di pace con l'Ucraina», ha affermato.
Secondo quanto dichiarato nel corso dell'incontro, dall'inizio dell'anno, le forze armate russe hanno conquistato circa 6.500 chilometri quadrati di territorio e 310 insediamenti.
Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa. «Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace». Lo riferisce la sala stampa vaticana.
Nella conversazione telefonica Vladimir Putin «ha sottolineato l'importanza della cooperazione russo-vaticana nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo». Lo afferma il Cremlino, citato dall'agenzia Ria Novosti.
«Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, noi usiamo Starlink per fermare gli Shahed che attaccano la nostra popolazione». Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante la conferenza stampa oggi a Bruxelles, al termine del suo intervento al Consiglio europeo.
«Starlink non è stato disattivato, ma i limiti di velocità sono stati ridotti e non siamo stati in grado di abbattere alcuni droni di Shahed, né di utilizzare uno degli strumenti per proteggere la nostra popolazione», ha proseguito Zelensky.
«Il nostro ministero della Difesa è in contatto e i miei partner mi hanno detto che dalla Casa Bianca sono arrivati segnali che avrebbero ripristinato queste capacità. Hanno ripristinato i limiti di velocità precedenti? No. Ma li ripristineranno ora? Sì», ha aggiunto Zelensky.
«Non c'è un pieno sostituto per Starlink ma lavoriamo con vari Paesi, come la Francia, per avere capacità addizionali», ha detto ancora il presidente ucraino.
Durante la notte, i raid dei droni russi hanno lasciato 370.000 persone senza elettricità nella regione ucraina della Volinia.
Due persone sono rimaste ferite negli attacchi, che hanno colpito un'azienda con investimenti stranieri: lo ha dichiarato il governatore regionale su Telegram, come riporta Sky News Uk.
La Volinia si trova nell'estremo ovest dell'Ucraina, al confine con la Polonia.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha prorogato fino ad aprile 2027 la sospensione parziale delle sanzioni per il colosso petrolifero russo Lukoil, riguardante le stazioni di servizio situate al di fuori della Russia.
Il provvedimento consente agli impianti a marchio Lukoil presenti in Paesi come gli Stati Uniti di continuare a servire la clientela fino al 24 aprile del prossimo anno. Una precedente autorizzazione, che consentiva tali operazioni, sarebbe scaduta verso la fine di questo mese.
La proroga giunge a una settimana di distanza dall'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di aver raggiunto un accordo con la Russia per la fornitura di gasolio ai mercati americani e globali; a tal fine, il Dipartimento del Tesoro ha emesso una licenza temporanea per consentire i flussi. I prezzi del petrolio rimangono elevati, mentre il conflitto in Medio Oriente è giunto ormai all'ottavo mese.
La nuova licenza, analogamente alla precedente, non consente il «trasferimento di fondi a favore di persone o conti situati nella Federazione Russa». Ieri, il Dipartimento del Tesoro ha rilasciato un'ulteriore autorizzazione che consente, fino al 24 aprile 2027, lo svolgimento di determinate operazioni che coinvolgono le entità di Lukoil in Bulgaria.
Cinque feriti è il bilancio dello schianto di un drone russo su un grattacielo a Uman, nella regione di Cherkasy, in Ucraina. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione statale regionale di Cherkasy, Ihor Taburets: «A Uman, un incendio è scoppiato in un edificio a più piani a seguito dello schianto di un drone. Anche una vicina garitta è stata distrutta: un uomo è stato tratto in salvo dalle macerie», ha spiegato. Tre feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre gli altri sono stati soccorsi sul posto.
Nella città di Sepetivka (regione di Khmelnytskyi, nell'Ucraina occidentale) è scoppiato un incendio nei pressi di un deposito di petrolio a seguito di un attacco con i droni da parte delle forze armate russe. Lo ha comunicato su Telegram - come riporta il Kyiv Independent - il capo dell'amministrazione statale di Khmelnytskyi, Serhiy Tyurin: «A seguito dell'attacco, è scoppiato un incendio nell'area di un deposito di petrolio», si legge nel suo messaggio.
Nella notte le forze armate ucraine hanno lanciato un vasto attacco con droni su obiettivi nelle regioni russe di Mosca, Rostov e Vladimir. Lo riporta il Kyiv Independent citando alcuni canali di monitoraggio. In particolare è stato colpito il data center del colosso tecnologico russo Yandex nella regione di Vladimir, a circa 500 chilometri dal confine ucraino.

Volodymyr Zelensky «non è una persona facile con cui avere a che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia più difficile avere a che fare con lui che con Vladimir Putin». Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Newsmax, ribadendo che servono elezioni in Ucraina. «Putin odia Zelensky e Zelensky odia Putin. Quando c'è questo tipo di odio è difficile risolvere le cose», ha aggiunto il presidente sottolineando che se le elezioni del 2020 non fossero state truccate, «la guerra non sarebbe mai iniziata».
Secondo il tycoon, con gli attacchi alle raffinerie russe il leader di Kiev «sta aumentando i prezzi dell'energia, è uno scandalo. Ci sono molti altri obiettivi che si possono colpire».
Per Trump, inoltre, la guerra fra Russia e Ucraina «non sarebbe mai dovuta iniziare. L'Ucraina ha perso molti uomini, anche la Russia. Ma la Russia è un paese enorme». A chi gli chiedeva se la guerra finirà prima della fine del suo mandato, il capo della Casa Bianca ha detto: «Dovrebbe finire presto. Penso che sia Volodymyr Zelensky sia Vladmir Putin vorrebbero vedere la fine».

