
Aumentano le tensioni sul campo
Malgrado il meeting con Joe Biden della settimana scorsa, la Russia negli ultimi giorni ha ammassato altre truppe al confine con l’Ucraina.
CNN riporta inoltre che ufficiali USA e ucraini hanno constatato che la Russia starebbe dedicando sistemi di trasporto aerei e ferroviari a supporto del dispiegamento militare. Tuttavia, un tale impiego si sarebbe verificato anche primavera in occasione dell’ultima escalation militare di Mosca, poi risoltasi in un nulla di fatto.
Le fonti d’intelligence statunitensi parlerebbero di 50 battaglioni dispiegati sul confine con l’Ucraina, e altri 9 in arrivo verso la stessa destinazione. Questi gruppi militari possono includere fino a 900 membri, e includono una combinazione di unità di fanteria, artiglieria, anticarro, ingegneria e ricognizione.
CNN si riferisce inoltre a delle immagini di cui è entrata in possesso che mostrano l’installazione di truppe e equipaggiamento militare a 50 chilometri dalla frontiera ucraina.
Un faccia a faccia diplomatico
L’amministrazione Biden sarebbe ancora fiduciosa della possibilità di evitare un’invasione russa dell’Ucraina, tuttavia lo studio ovale crede che “le discussioni sarebbero più produttive in un contesto di de-escalation, piuttosto che di escalation”.
La Russia ha richiesto delle garanzie di sicurezza dagli USA e dalla NATO, includendo un impegno a non espandersi verso est e non permettere all’Ucraina di unirsi all’Alleanza atlantica. Gli ufficiali russi hanno condiviso con l’assistente di Stato statunitsente Karen Donfried le proposte mentre si trovava a Mosca. Tuttavia, Biden si è detto contrario a fare qualunque concessione sul futuro della NATO o dell’Ucraina. Washington sta considerando di fornire altro materiale agli ucraini, dopo aver già consegnato missili anticarro Javelin, barche, radio, equipaggiamento medico, generatori, armi di piccola scala e munizioni.
Dal canto suo, la Russia continua a negare di voler organizzare un’invasione. Putin ha tuttavia ribadito il “diritto di difendere la sicurezza” del proprio paese di fronte a una potenziale espansione verso est della NATO.
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