

La Russia «non ha assolutamente alcun piano aggressivo nei confronti dell'Europa». Lo ha assicurato oggi il presidente Vladimir Putin in una telefonata con Donald Trump, secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov.
«I miti sulla minaccia russa servono agli europei solo come copertura per aumentare il sostegno all'Ucraina e le proprie spese militari», ha aggiunto Ushakov, citato da Interfax. La conversazione è durata circa un'ora, ha sottolineato il consigliere di Putin.
I presidenti russo Vladimir Putin e americano, Donald Trump, hanno avuto oggi una conversazione telefonica dedicata ai negoziati per il conflitto ucraino. Lo ha riferito il Cremlino, citato dalla Tass.
I risultati della missione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca e a Kiev sono stati «valutati positivamente» dal presidente russo Vladimir Putin e da quello statunitense Donald Trump in una conversazione telefonica avuta oggi. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti.
Trump, ha aggiunto Ushakov, è interessato a raggiungere una svolta nella risoluzione del conflitto ucraino durante la sua presidenza, mentre Putin ha sottolineato la necessità di porre fine al conflitto giudicando che ciò aprirebbe prospettive per «un ampio ripristino delle relazioni tra Russia e Usa».
«Stiamo proseguendo con le consegne di sistemi di difesa aerea IRIS-T, compresi i missili guidati: il sistema è stato impiegato in Ucraina con grande, grande successo e per questo motivo sono lieto che l'Ucraina stia per ordinare diverse migliaia di missili guidati IRIS-T aggiuntivi, che saranno finanziati dal prestito Ue destinato alla difesa dell'Ucraina».
Lo ha detto il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius nel corso della riunione del gruppo di contatto. «Questo ingente appalto consentirà di aumentare i volumi di produzione dei missili grazie all'aggiunta di un'altra linea di produzione».
«La Russia sta ricostituendo le proprie forze armate e la propria capacità industriale nel settore della difesa: dobbiamo essere pronti ad affrontare un conflitto di lunga durata e a soddisfare le esigenze dell'Ucraina nei mesi e negli anni a venire». Lo ha detto il sottosegretario Usa al Pentagono Elbridge Colby.
«Dobbiamo inoltre essere preparati anche ad altre possibili eventualità: questa realtà rende ancora più importante che l'Europa continui a sostenere l'Ucraina, accelerando al contempo il proprio riarmo e la propria reindustrializzazione».
Un incontro tra i negoziatori russi, ucraini e statunitensi potrebbe svolgersi già questo mese, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che nel fine settimana gli inviati USA hanno tenuto colloqui separati a Mosca e Kiev.
«Se tutte le parti sono d'accordo, vogliamo tenerlo anche in autunno. Se settembre va bene, sarebbe ottimo. Prima avviene, meglio è», ha detto Zelensky ai giornalisti.
Zelensky ha inoltre dichiarato di sperare di incontrare Donald Trump entro la fine di settembre per discutere un pacchetto di supporto alla difesa aerea di Kiev, dove la Russia ha intensificato i suoi attacchi missilistici e con droni durante l'estate.
Il leader ucraino ha detto ai giornalisti di «contare su un incontro» con il presidente degli Stati Uniti dopo il 20 settembre, durante il quale cercherà di ottenere forniture statunitensi per contribuire all'intercettazione dei missili balistici russi.
L'Ungheria ha espulso dieci diplomatici russi per aver svolto «attività inaccettabili» ai sensi del diritto internazionale. Lo ha reso noto in un tweet la ministra degli Esteri ungherese Anita Orban.
«Su mia indicazione, martedì il funzionario competente del Ministero degli Affari Esteri ha informato l'ambasciatore russo in Ungheria che, secondo la valutazione delle autorità ungheresi, 10 membri della missione russa avevano svolto in Ungheria attività inaccettabili per i diplomatici ai sensi della Convenzione di Vienna» scrive la ministra, specificando che le persone in questione sono state «invitate a lasciare l'Ungheria».
«Questa decisione - spiega - tutela la sicurezza e la sovranità dell'Ungheria. Non implica la rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia. L'Ungheria intende proseguire il dialogo necessario, basato sul rispetto reciproco e sull'osservanza delle regole».
La risposta alla «lobby russofoba» a Budapest sarà «dura e dolorosa», ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all'agenzia Tass, commentando l'espulsione di 10 diplomatici russi dall'Ungheria.
La risposta alla «lobby russofoba» a Budapest sarà «dura e dolorosa», ha dichiarato dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova all'agenzia Tass, commentando l'espulsione.
Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ribadito a Mosca la posizione del presidente Donald Trump che esclude un ingresso dell'Ucraina nella Nato e riconosce la realtà sul terreno, e ciò suscita una risposta positiva di Mosca, che vuole continuare il dialogo. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass.
Gli Usa riconoscono i «principi fondamentali» per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Ucraina e «stanno cercando di essere d'aiuto in merito», e questo «merita sostegno», ha aggiunto Lavrov in un'intervista con l'analista americano Andrew Napolitanom ripresa dalla Tass.
«Il fatto che gli americani, in tutti i loro contatti con noi, soprattutto nei contatti con il presidente Putin, basino le loro azioni su queste realtà, certamente suscita in noi una risposta positiva e ci rende disposti a continuare a parlare con loro», ha dichiarato il ministro.
«L'essenza di ciò che è stato discusso» tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati americani «si basa sulla posizione che il presidente Trump ha delineato immediatamente dopo il suo ritorno dal vertice di Anchorage all'Ufficio Ovale», ha sottolineato Lavrov. In particolare, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo, Trump «disse di dimenticare anche di provare a trascinare l'Ucraina nell'Alleanza Atlantica». «E il secondo elemento della posizione degli Stati Uniti - ha proseguito Lavrov - è il riconoscimento della realtà sul terreno». Vale a dire il controllo russo sulle regioni ucraine rivendicate.
«Tale realtà sul terreno che il presidente Trump e la sua squadra, per quanto ne so, riconoscono - ha detto Lavrov - riguardano il popolo, la sua opinione, che è stata espressa nei referendum in Crimea, nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e, ovviamente nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson».
Il governo britannico stanzia 100 milioni di sterline (circa 110 milioni di franchi) per potenziare le capacità di difesa aerea dell'Ucraina questo inverno, anche attraverso la fornitura di missili Patriot.
Il Regno Unito fornirà nello specifico «intercettori per la difesa aerea, proiettili di artiglieria di grosso calibro e droni», nell'ambito del proprio contributo a un programma della Nato a sostegno di Kiev. Lo ha annunciato il ministero della Difesa in un comunicato.
Il Regno Unito, si sottolinea, «sosterrà l'Ucraina con missili Patriot e altri sistemi di difesa aerea, che saranno consegnati prima dell'inverno. Questi equipaggiamenti aiuteranno l'Ucraina a proteggere le proprie infrastrutture nazionali essenziali, i civili innocenti e le forze armate dagli attacchi russi». L'annuncio arriva dopo le visite del primo ministro Andy Burnham e del ministro della Difesa britannico Wes Streeting a Kiev, durante le quali hanno ascoltato dal presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky quanto sia importante fornire ulteriore sostegno in vista dell'inverno.
Prosegue inoltre l'impegno della Gran Bretagna a fornire oltre 120.000 droni all'Ucraina quest'anno: finora ne sono stati consegnati 25.000, una cifra destinata ad aumentare rapidamente in vista dell'inverno. Tra questi figurano intercettori in grado di abbattere i droni russi, droni da ricognizione che consentono alle Forze armate ucraine di monitorare ciò che accade sul campo di battaglia e oltre le linee nemiche, nonché droni d'attacco che aiutano l'Ucraina a portare il conflitto direttamente sul territorio russo.
«Sia il Primo Ministro sia io abbiamo compreso chiaramente, durante le nostre prime visite a Kiev, quanto sia importante sostenere l'Ucraina durante questo inverno, mentre Putin si prepara a usare l'inverno come un'arma, continuando i suoi attacchi barbari contro obiettivi civili ed energetici», commenta il ministro della Difesa britannico Wes Streeting.
Il procuratore generale dell'Ucraina, Ruslan Kravchenko, si è dimesso dal suo incarico a seguito di accuse di corruzione che hanno portato gli agenti a perquisire i suoi uffici nel fine settimana nell'ambito di indagini sui call center illegali.
Da anni Kiev lotta per sradicare la corruzione, che persiste anche durante l'invasione russa, e la cerchia ristretta del presidente Volodymyr Zelensky è stata colpita da diversi scandali.
L'Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e la Procura specializzata anticorruzione (Sapo) hanno dichiarato sabato di aver scoperto un sistema di riciclaggio di denaro «guidato da un funzionario della procura generale» e di aver condotto delle perquisizioni. Secondo gli inquirenti, la rete riceveva denaro per proteggere i call center che effettuavano truffe telefoniche e «riciclava milioni di dollari».
Le truffe telefoniche sono aumentate vertiginosamente sia in Ucraina che in Russia negli oltre quattro anni di guerra. Secondo la Nabu, le tangenti sarebbero state utilizzate per acquistare immobili, gioielli e altri beni di valore. Domenica, Kravchenko ha rilasciato una dichiarazione sui social media affermando di «respingere le accuse», definendole «completamente infondate» e negando qualsiasi illecito. Ora però ha annunciato su Telegram di aver presentato le sue dimissioni da Procuratore Generale.
«Non voglio che la carica di Procuratore Generale venga utilizzata come strumento di scontro politico. La mia posizione in merito alle accuse rimane invariata», ha aggiunto. La Nabu aveva pubblicato le immagini di una cassaforte piena di mazzette di dollari, affermando di aver scoperto cinque membri dietro il sistema, senza però nominarli.
Secondo la Global Initiative Against Transnational Crime (GI-TOC), con sede in Svizzera, i call center illegali impiegano circa 60.000 persone in Ucraina.
L'attrice americana Angelina Jolie ha fatto una visita a sorpresa in una palestra di pugilato a Kharkiv durante il suo recente viaggio in Ucraina, come annunciato dalla federazione nazionale di pugilato e dal proprietario della palestra.
Una foto diffusa dalla federazione mostra la Jolie e suo figlio diciottenne, Knox, in posa in una palestra di pugilato. «La famosa attrice Angelina Jolie ha visitato la palestra di pugilato Spadkoyemets a Kharkiv», ha commentato la federazione su Instagram.
«Suo figlio Knox, insieme ad altri pugili ucraini, ha partecipato a una sessione di allenamento di Muay Thai (pugilato thailandese) presso la palestra». Il proprietario della palestra Spadkoyemets, Pavlo Tchychko, ha spiegato di non avere avuto idea che la recente prenotazione della palestra avrebbe coinvolto Angelina Jolie. «A tutti coloro che me lo hanno chiesto: non è uno scherzo, né si tratta di intelligenza artificiale. È successo completamente per caso: Angelina Jolie, con nostra grande gioia, è entrata nella nostra palestra», ha condiviso in un video su Instagram.
«Si è congratulata con noi, ha detto che le piaceva molto la nostra palestra e noi l'abbiamo ringraziata. Ha chiesto a mio figlio da quanto tempo si allenasse», ha continuato. «Questa sì che è vera classe! E suo figlio è uguale. Ha stretto la mano a tutti, più e più volte... È stato davvero incredibile!».
La star del cinema, che ha ricoperto il ruolo di Inviata Speciale delle Nazioni Unite per i Rifugiati, aveva già visitato l'Ucraina almeno due volte da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala nel 2022. Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina, situata nel nord-est, è molto vicina al confine russo ed è stata regolarmente bombardata dall'inizio del conflitto.
La città russa di Saratov è stata colpita da un attacco di droni, con danni alle infrastrutture civili e segnalazioni preliminari di vittime. Lo ha riferito, riporta l'agenzia Interfax, il governatore della regione, Roman Busargin. «Le infrastrutture civili - ha dichiarato - sono state danneggiate. Tutti i servizi di emergenza sono al lavoro sul posto. Le segnalazioni preliminari indicano la presenza di vittime».
I raid aerei russi su Kiev, ripresi dopo tre giorni di tregua, hanno ucciso almeno due persone e ne hanno ferite almeno altre sette nella notte. Lo hanno annunciato le autorità militari locali. Si teme, però, che il bilancio delle vittime sia destinato ad aumentare.
Mosca aveva sospeso gli attacchi sulla capitale ucraina per tre giorni durante una visita senza precedenti degli inviati del presidente statunitense Donald Trump.
La Russia riprende gli attacchi su Kiev dopo una tregua di tre giorni, durante gli incontri tra gli inviati USA Jared Kushner e Steve Witkoff a Mosca, con il presidente russo, Vladimir Putin, e a Kiev con il presidente ucraino, Volodimir Zelensky.
Nella capitale ucraina è scattato un allarme aereo, ha dichiarato l'amministrazione militare della capitale. I servizi di emergenza hanno segnalato edifici colpiti nei quartieri di Boryspil e Fastiv, alla periferia della capitale.
Il ministero della Difesa si Mosca ha confermato la ripresa la scorsa notte di «massicci attacchi» su Kiev e sulla sua regione con l'impiego di missili e droni, affermando che sono stati presi di mira «obiettivi del complesso militare-industriale ucraino coinvolti nella produzione e nello stoccaggio di droni e missili, centri di trasporto, logistica e distribuzione di merci militari».
Secondo il dicastero, sono stati colpiti anche siti nel porto di Chernomorsk, nella regione di Odessa, «utilizzati per lo scarico di merci militari», nonché una petroliera «carica di carburante e lubrificanti per le forze armate ucraine».
Il ministero ha aggiunto che anche gli ucraini sono tornati a lanciare attacchi con droni sulla regione di Mosca, affermando che nel corso della notte le difese aeree hanno intercettato 384 droni su 14 regioni russe, compresa appunto quella della capitale, oltre che sulla Crimea occupata e sulle acque del Mar Nero.
Gli inviati USA, Steve Witkoff e Jared Kushner, tornano alla base dopo la spola tra Mosca e Kiev, pronti a riferire a Donald Trump sugli incontri con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Un resoconto su una missione difficilissima, puntellata dalle linee rosse dei due leader in guerra, che - nella ricostruzione americana - lascia intravedere spiragli: «sono stati compiuti progressi sostanziali, compresi passi avanti nella programmazione di ulteriori colloqui trilaterali», ha annunciato Witkoff.
Mentre lo stesso Trump, che sarebbe pronto a telefonare direttamente ai leader di Kiev e del Cremlino, ha sentito nel frattempo il premier britannico Burnham concordando, secondo quanto fatto trapelare da Londra, «l'impegno comune per il cessate il fuoco in Ucraina».
Anche se i nodi da sciogliere restano sempre gli stessi, a partire dai territori, qualcosa dietro le quinte sembra muoversi. I negoziatori americani hanno infatti riferito all'Ucraina una «rinnovata» disponibilità russa a trattare dopo le elezioni per la Duma, in calendario il 18 e 19 settembre, ha raccontato una fonte dell'Eliseo.

