Live Guerra in Ucraina
I russi hanno ordinato l'evacuazione dei villaggi di Zaporizhzhia
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un anno fa
Tutti gli aggiornamenti sul conflitto in Ucraina.
un anno fa
Attentato
Lo scrittore russo Prilepin è uscito dal coma farmacologico
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"Sta bene, considerata la situazione. Ha mandato i suoi ringraziamenti alla famiglia", ha detto la portavoce dello scrittore, Yelizaveta Kondakov.

Lo scrittore russo Zakhar Prilepin, sopravvissuto ad un attentato ieri, è uscito dal coma farmacologico. Lo riferisce la Tass citando la portavoce dello scrittore, Yelizaveta Kondakov. "Sta bene, considerata la situazione. Ha mandato i suoi ringraziamenti alla famiglia", ha detto la portavoce. Le stesse informazioni sono state confermate da un post su Telegram del governatore della regione di Nizhny Novgorod, Gleg Nikitin, che ha scritto: "Sulle condizioni di Zakha: è uscito dal coma farmacologico ed è cosciente. I medici dicono che è stabile".

un anno fa
Mosca
Scrittore russo ferito dopo esplosione della sua auto
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Secondo Mosca gli Usa e la Gran Bretagna hanno una "responsabilità diretta" nell'attentato compiuto oggi contro uno dei più noti blogger e corrispondenti di guerra russi. Intanto, fermato un uomo che ha poi confessato di aver agito su istruzione dei servizi ucraini.

La macchina del giornalista nazionalista russo Zakhar Prilepin è esplosa a Nizhny Novgorod. L'uomo è sopravvissuto ma è ferito. Lo hanno detto i servizi di emergenza, come riporta l'agenzia TASS. Secondo le prime ricostruzioni, un ordigno potrebbe essere stato piazzato sotto il veicolo. Stando all'agenzia Ria Novosti, un sospetto è stato arrestato. Nel frattempo, l'uomo sospettato dell'attentato avrebbe confessato d'aver agito "su istruzione dei servizi segreti ucraini". 

L'autore

Lo scrittore è veterano della guerra in Cecenia, dove faceva parte delle unità speciali antiterrorismo della polizia russa. Prilepin si trovava nel villaggio di Pionerskoye per una vacanza in famiglia.

Morta la guardia del corpo

Le condizioni dello scrittore nazionalista russo sono gravi mentre il suo autista è morto a causa dell'esplosione dell'auto su cui viaggiavano. Lo hanno dichiarato i rappresentati regionali del ministero dell'interno russo all'agenzia Interfax. Non ci sono altri feriti.  "Un'aeroambulanza è stata inviata a Nižnij Novgorod per trasportare Prilepin. Dovrebbe essere trasportato in un ospedale di Mosca per le cure", hanno spiegato i servizi di emergenza. Prilepin è stato ferito alle gambe nel corso dell'esplosione. Secondo una prima ricostruzione, la guardia del colpo dello scrittore ha visto alcuni uomini avvicinarsi all'automobile e li ha cacciati.

Un uomo fermato

"Si suppone che stessero spiando Prilepin e che abbiano piazzato l'ordigno sotto la sua macchina. La ricerca è in corso", hanno affermato le autorità. Nel frattempo, un uomo è stato fermato a Nizhny Novgorod perché sospettato di essere coinvolto nell'attentato al blogger e corrispondente di guerra Prilepin. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti citando il servizio stampa del ministero dell'Interno. Per la commissione d'inchiesta russa, l'attentato "è un atto terroristico".

Usa e Gran Bretagna

Secondo Mosca gli Usa e la Gran Bretagna hanno una "responsabilità diretta" nell'attentato compiuto oggi contro Prilepin, uno dei più noti blogger e corrispondenti di guerra russi, scrive su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova. "Washington e la NATO hanno nutrito un'altra cellula terroristica internazionale, il regime di Kiev", ha scritto Zakharova. "Bin Laden, l'Isis, e adesso Zelensky con i suoi criminali, responsabilità diretta degli Usa e della Gran Bretagna", ha aggiunto la portavoce, per poi concludere: "Preghiamo per Zakhar".

L'uomo fermato confessa

L'uomo fermato oggi stesso in Russia perché sospettato di essere coinvolto in un attentato allo scrittore Zakhar Prilepin "ha confessato" di avere provocato l'esplosione con una bomba azionata a distanza "su istruzione dei servizi segreti ucraini". Lo afferma il Comitato investigativo russo citato dalla Tass.Il Comitato investigativo ha detto che il fermato, Alexander Permyakov, ha confessato di avere posto un ordigno sulla strada che l'auto di Prilepin doveva percorrere e l'ha fatto saltare in aria a distanza al passaggio della vettura.

Il terzo attentato in nove mesi

Il terzo attentato in poco più di otto mesi ha preso di mira un protagonista dei media russi tra i più attivi nel sostegno all'intervento in Ucraina. Questa volta il bersaglio, lo scrittore Zakhar Prilepin, è rimasto solo ferito da un ordigno che ha semidistrutto la sua automobile, mentre il suo autista e guardia del corpo è stato ucciso.

Ulteriori dettagli e l'accusa a USA e GB

Poche ore dopo l'attentato, gli inquirenti hanno annunciato che un uomo, fermato subito dopo l'attacco, ha confessato di esserne l'autore e di avere operato su istruzioni dei servizi segreti di Kiev. Il sospetto, identificato come Alexander Permyakov, avrebbe confessato di avere posto un ordigno sulla strada che l'auto di Prilepin doveva percorrere in un villaggio circa 400 chilometri ad est di Mosca, e l'ha fatto saltare in aria con un congegno a distanza al passaggio della vettura. Il reato per cui si indaga è quello di "terrorismo". Ma la diplomazia russa ha chiamato in causa anche gli alleati occidentali dell'Ucraina: gli Usa e la Gran Bretagna hanno una "responsabilità diretta" nell'attentato, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova.

Kiev nega e accusa la Russia

Kiev ha negato ogni responsabilità. Il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha anzi accusato gli stessi russi di essere dietro l'attentato, in un crescendo repressivo di quello che chiama "il clan di Putin", che prenderebbe di mira ogni possibile fonte di dissenso anche tra i sostenitori dell'intervento in Ucraina.

Un copione già visto

Un copione già visto, insomma, in occasione dei precedenti attentati. Quello dell'agosto dello scorso anno vicino a Mosca quando era rimasta uccisa da un'esplosione sulla sua auto la giornalista Darya Dugina, figlia del filosofo nazionalista Alexander Dugin; e quello del mese scorso in un caffè di San Pietroburgo, dove il blogger e corrispondente di guerra Vladlen Tatarsky (al secolo Maxim Fomin) ha perso la vita nell'esplosione di una statuetta-bomba.

Droni sul Cremlino

Mosca ha accusato l'Ucraina e gli Usa anche per i due droni esplosi la notte tra martedì e mercoledì sul Cremlino, il momento culminante di una serie di attacchi con velivoli senza pilota che nelle ultime settimane sono avvenuti sul territorio russo. E che hanno preso di mira in particolare raffinerie e depositi di carburante nel sud del Paese. Incursioni di cui l'Ucraina non ha mai rivendicato la paternità e che hanno creato un clima di insicurezza in vista della ricorrenza del 9 maggio, quanto la Russia festeggerà l'anniversario della vittoria sui nazisti con la tradizionale parata sulla Piazza Rossa.

un anno fa
Estero
I russi hanno ordinato l'evacuazione dei villaggi di Zaporizhzhia
"Il nemico sta lottando per tenere sotto controllo Bakhmut entro al 9 maggio. Per svolgere questo compito, stanno ritirando i Wagneriti da altre direzioni e stanno sostituendo distaccamenti d'assalto di paracadutisti che ora stanno combattendo nella direzione di Bakhmut".

I russi hanno iniziato a organizzare "l'urgente 'evacuazione' della popolazione da Pologiv, Tokmak e Molochansk, che si trovano nel territorio catturato della regione di Zaporizhia". Lo denuncia su telegram il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov che afferma che le persone devono essere portate a Berdyansk . Secondo Fedorov, gli aggressori russi spiegano le loro azioni come "aggravamento sulla linea del combattimento". Il vice ministro della Difesa Anna Malyar ha dal canto suo affermato che il nemico sta cercando di prendere il controllo di Bakhmut entro il 9 maggio, quando Mosca celebrerà la Giornata della vittoria contro i nazisti. Lo riporta Ukrainska Pravda. "Il nemico sta lottando per tenere sotto controllo Bakhmut entro al 9 maggio. Per svolgere questo compito, stanno ritirando i Wagneriti da altre direzioni e stanno sostituendo distaccamenti d'assalto di paracadutisti che ora stanno combattendo nella direzione di Bakhmut".

un anno fa
Estero
Arrestato il sindaco di Odessa: coinvolto in un caso di corruzione
Il primo cittadino è coinvolto in una vicenda risalente al 2016 conosciuta come "caso Krayan" nel quale è accusato con altre persone di appropriazione indebita di fondi di bilancio per un importo di oltre 92 milioni di grivnia.

Il sindaco di Odessa Gennady Trukhanov è stato arrestato per il suo coinvolgimento in un caso di corruzione. Lo ha riferito la procura speciale anticorruzione ucraina su Telegram. Il primo cittadino è coinvolto in una vicenda risalente al 2016 conosciuta come "caso Krayan" nel quale è accusato con altre persone di appropriazione indebita di fondi di bilancio per un importo di oltre 92 milioni di grivnia. "Tenuto conto del fatto che l'imputato non ha pagato la cauzione fissata dal tribunale, il pubblico ministero ha presentato ricorso per modificare la misura preventiva" nei suoi confronti. Il tribunale superiore anticorruzione "ha parzialmente accolto il ricorso e imposto all'imputato una misura preventiva sotto forma di detenzione per un periodo di 60 giorni con l'alternativa del pagamento di una cauzione di 13,42 milioni di grivnia", ha riferito la procura.

un anno fa
Estero
Almeno 21 città russe hanno annullato la parata del 9 maggio
I funzionari di Kursk hanno annunciato che la parata della città sarebbe stata annullata "alla luce della situazione attuale". Le autorità di Bryansk, Krasnodar e Sochi non hanno fornito spiegazioni per le loro cancellazioni.

Almeno 21 città russe hanno annullato la parata del 9 maggio, quella che celebra il Giorno della Vittoria, in cui cadde il nazismo. Lo riportano i media russi indipendenti, tra cui Verstka e Meduza. I funzionari di alcune città, tra cui Kaluga, Ryazan, Oryol, Saratov, Lipetsk, Yelets e Tyumen, hanno spiegato che rinunceranno alle celebrazioni per "problemi di sicurezza". Anche le autorità di Pskov e Velikiye Luki hanno dato la stessa motivazione, essendo preoccupati per i "partecipanti alle operazioni militari speciali". I funzionari di Kursk hanno annunciato che la parata della città sarebbe stata annullata "alla luce della situazione attuale". Le autorità di Bryansk, Krasnodar e Sochi non hanno fornito spiegazioni per le loro cancellazioni.

un anno fa
Estero
"Non c'entriamo con l'attacco al Cremlino"
La stessa informazione è stata riportata anche dal portavoce Serghei Nikivorov citato dai media ucraini.

"Naturalmente l'Ucraina non ha nulla a che fare con gli attacchi con i droni al Cremlino". Lo ha dichiarato Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio ai giornalisti. La stessa informazione è stata riportata anche dal portavoce Serghei Nikivorov citato dai media ucraini.

un anno fa
Estero
Tentato attacco al Cremlino con 2 droni
Lo riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti.

Due droni hanno cercato la notte scorsa di attaccare il Cremlino. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ria Novosti. L'attacco sventato la notte scorsa sul Cremlino con due droni è stato un attentato terroristico ucraino alla vita del presidente Vladimir Putin, che è rimasto illeso, afferma il servizio stampa del Cremlino citato dall'agenzia Ria Novosti, aggiungendo che Mosca adotterà misure di ritorsione contro Kiev. 

Droni distrutti

I due droni sono stati distrutti dai sistemi elettronici di difesa aerea, ma alcuni frammenti sono caduti all'interno del territorio del complesso presidenziale, senza provocare feriti, precisa il servizio stampa presidenziale citato dall'agenzia Ria Novosti. Il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, afferma che Vladimir Putin non era al Cremlino nel momento dell'attacco. Un video realizzato la scorsa notte e circolato sui canali Telegram mostra del fumo bianco alzarsi da oltre le mura del Cremlino dopo l'impatto. Intanto, secondo quanto riferisce riferisce l'agenzia Ria Novosti, il sindaco di Mosca, Serghey Sobyanin, ha disposto il divieto di sorvolo di droni sulla capitale.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Cina e India riconoscono "l'aggressione russa" all'Onu
Il via libera al testo della risoluzione (approvata la settimana scorsa con 122 voti favorevoli, 5 contrari e 18 astensioni) rappresenta un primo cambio di rotta diplomatico nella posizione di Delhi e Pechino nei confronti della guerra di Vladimir Putin in Ucraina

Cina e India, finora contrarie a condannare Mosca per l'invasione dell'Ucraina, hanno votato una risoluzione dell'Assemblea generale dell'Onu relativa ai rapporti tra le Nazioni Unite e il Consiglio d'Europa in cui si fa esplicito riferimento alla "aggressione della Federazione russa dell'Ucraina". Il via libera al testo della risoluzione (approvata la settimana scorsa con 122 voti favorevoli, 5 contrari e 18 astensioni) rappresenta un primo cambio di rotta diplomatico nella posizione di Delhi e Pechino nei confronti della guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Un passo apprezzato dall'Alto rappresentante Ue Josep Borrell su Twitter.

un anno fa
Estero
Missile russo su un edificio a Uman. 14morti, fra cui due bambino
"Questa mattina gli invasori hanno attaccato la regione di Cherkasy con missili da crociera a Uman", ha dichiarato Yermak. Nelle immagini e nei video pubblicati online si vede il palazzo in fiamme e gravemente danneggiato.

Un missile russo ha colpito questa mattina un edificio residenziale di nove piani provocando la morte di 10 civili (fra cui un bambino) e il ferimento di altre nove a Uman, nella regione di Cherkasy, nell'Ucraina centrale: lo ha reso noto il capo dell'ufficio presidenziale Andriy Yermak citato dai media del Paese. "Questa mattina gli invasori hanno attaccato la regione di Cherkasy con missili da crociera a Uman", ha dichiarato Yermak. Nelle immagini e nei video pubblicati online si vede il palazzo in fiamme e gravemente danneggiato. A Uman, in Ucraina centrale, altri tre cadaveri sono stati recuperati tra le macerie dell'edificio residenziale colpito questa mattina da un missile russo, portando così a 14 il bilancio delle vittime, tra cui due bambini. L'aggiornamento è stato comunicato dal ministro degli affari interni ucraino Igor Klymenko citato da Unian. In totale, insieme con le due vittime di Dnipro (Ucraina orientale), sono 16 i morti provocati dagli attacchi russi di oggi.

un anno fa
Estero
Zelensky: "La Russia risponderà degli attacchi e dei morti"
"Ieri notte il nemico ha nuovamente attaccato l'Ucraina con missili e droni", ha scritto Zelensky, condividendo alcune immagini della distruzione e gli incendi provocati dagli attacchi.

"Questo terrore russo deve affrontare una risposta equa da parte dell'Ucraina e del mondo. E lo farà. Ogni attacco del genere, ogni atto malvagio contro il nostro Paese e il nostro popolo avvicina lo stato terrorista al fallimento e alla punizione, non viceversa, come pensano. Non dimenticheremo alcun crimine, non permetteremo a nessun invasore di sottrarsi alla responsabilità". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando gli attacchi che questa notte hanno colpito le città ucraine, provocando almeno sei morti. "Ieri notte il nemico ha nuovamente attaccato l'Ucraina con missili e droni", ha scritto Zelensky, condividendo alcune immagini della distruzione e gli incendi provocati dagli attacchi.

Obiettivi civili

"I terroristi hanno preso di mira civili e obiettivi. Un attacco missilistico su Uman ha danneggiato circa 10 condomini. L'intero blocco di uno di loro è stato distrutto. Le persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. Sfortunatamente, ci sono vittime, incluso un bambino. A Dnipro, i bombardamenti terroristici hanno causato la morte di un bambino. Le mie condoglianze a tutti coloro che hanno perso i loro cari a causa del terrore russo. Sono grato alle nostre forze aeree, ai nostri cannonieri antiaerei, a tutti coloro che aiutano a superare le conseguenze degli attacchi nemici, a tutti coloro che proteggono il nostro popolo", ha affermato.

un anno fa
Estero
Raid notturni su diverse città ucraine
Undici missili cruise, oltre a due droni, sono invece stati abbattuti nel cielo di Kiev dalla difesa antiaerea ucraina. Lo ha annunciato la municipalità, precisando che l'attacco non ha fatto vittime o danni gravi.

Le autorità ucraine hanno riferito di raid notturni russi in diverse città del Paese, che avrebbero causato almeno due morti a Dnipro e l'attivazione dei sistemi di difesa aerea di Kiev. I missili "hanno nuovamente ucciso alcuni civili a Dnipro. È morta una giovane donna e un bambino di tre anni", ha spiegato su Telegram il sindaco della città, Borys Filatov. Undici missili cruise, oltre a due droni, sono invece stati abbattuti nel cielo di Kiev dalla difesa antiaerea ucraina. Lo ha annunciato la municipalità, precisando che l'attacco non ha fatto vittime o danni gravi.

Prigionieri di guerra "smaltiti"

Intanto, in una telefonata intercettata dal servizio di sicurezza ucraino (Sbu), un soldato russo avrebbe ammesso di aver ripetutamente ucciso prigionieri di guerra ucraini tagliando loro la gola dopo averli interrogati. Lo riporta lo stesso Sbu su Telegram, ripreso dal Kyiv Independent. "I prigionieri di guerra, una volta che abbiamo avuto da loro tutte le informazioni, non ha senso tenerli ancora... Devono essere smaltiti", dice il militare russo che gli 007 ucraini hanno identificato come Yevgeny Suchko, delle regione russa di Novgorod, nato nel 1995. Arruolato nell'autunno del 2022, da allora si trova nell'oblast di Kharkiv, sostengono ancora i servizi ucraini. Nell'intercettazione, il soldato russo spiega anche come tagliare la gola a una persona, aggiungendo di averlo fatto "abbastanza" volte. L'Sbu aggiunge su Telegram che farà "in modo che questo criminale di guerra e ogni altro criminale di guerra della Federazione Russa siano ritenuti responsabili". Nelle scorse settimane era circolato un video che mostrava la decapitazione di un soldato ucraino. Il 17 aprile il commissario per i diritti umani ucraino, Dmytro Lubinets, aveva dichiarato all'Ukrainska Pravda che il suo ufficio ha ricevuto "diverse decine" di video di presunte esecuzioni di prigionieri di guerra ucraini da parte dei militari russi.

un anno fa
Estero
Missili russi su Mykolaiv. Un morto e 15 feriti
Lo riporta il Kiev Independent, spiegando che la regione è stata colpita da quattro missili S-300.

Le forze russe hanno lanciato un attacco contro Mykolaiv, uccidendo una persone e ferendone altre cinque. Lo riporta il Kiev Independent, spiegando che la regione è stata colpita da quattro missili S-300. Almeno uno di questi ha colpito un edificio residenziale a più piani, mentre un altro una residenza privata.

un anno fa
Conflitti
Mosca espelle più di 20 diplomatici tedeschi per rappresaglia
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Il ministero degli Esteri russo ha affermato: "In risposta alle azioni ostili di Berlino la parte russa ha deciso di espellere in modo simmetrico diplomatici tedeschi dalla Russia".

Mosca ha deciso di espellere più di 20 diplomatici tedeschi "in risposta alle azioni ostili di Berlino". Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul canale televisivo Zvezda. "Più di venti", ha specificato, secondo quanto riporta la Tass.

Colloquio di inizio aprile

La decisione è stata notificata all'ambasciatore tedesco a Mosca, Geza Andreas von Geyr, convocato al ministero degli Esteri. Secondo l'Interfax e l'agenzia Ria Novosti, il colloquio è avvenuto il 5 aprile, ma soltanto oggi ne viene data notizia, dopo che la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha accusato Berlino di non avere mantenuto un patto per tenere riservata la decisione della stessa Germania di espellere diplomatici russi e quella della Russia di reagire in modo simmetrico.

Rappresaglia

"In risposta alle azioni ostili di Berlino - afferma il ministero degli Esteri - la parte russa ha deciso di espellere in modo simmetrico diplomatici tedeschi dalla Russia e di ridurre il numero massimo degli impiegati delle missioni diplomatiche tedesche nel nostro Paese".

un anno fa
Germania
Espulsione di massa di diplomatici russi da Berlino
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Secondo la Tass "i tedeschi stanno distruggendo l'intero spettro delle relazioni tra i due Paesi".

Berlino ha deciso un'espulsione di massa di diplomatici russi dalla Germania. Lo denuncia il ministero degli Esteri di Mosca, che annuncia una risposta "simmetrica" da parte russa e osserva - secondo quanto riporta la Tass - che i tedeschi stanno distruggendo l'intero spettro delle relazioni tra i due Paesi.

"Condanniamo le azioni di Berlino. Continua a distruggere l'intera gamma delle relazioni Russia-Germania"

Berlino ha intrapreso la strada per distruggere l'intera gamma delle relazioni Russia-Germania, ha detto il ministero degli Esteri russo citato dalla Tass in riferimento alla decisione delle autorità tedesche di espellere diplomatici russi. "Le autorità della Repubblica federale di Germania hanno deciso un'altra espulsione di massa di membri delle missioni diplomatiche russe in Germania. Condanniamo fermamente queste azioni di Berlino, che continua a distruggere l'intera gamma delle relazioni Russia-Germania, anche nelle loro dimensione diplomatica", ha sottolineato il ministero.

un anno fa
Ucraina
470 bambini rimasti uccisi dall'inizio della guerra
È quanto dichiarato dall'ufficio del Procuratore generale ucraino.

Sono 470 i bambini ucraini rimasti uccisi e 949 quelli feriti dall'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio 2022. Lo ha dichiarato l'ufficio del Procuratore generale ucraino citato da Ukrinform. Nella maggior parte dei casi, si tratta di minorenni che vivevano nella regione di Donetsk.

un anno fa
Ucraina
Stop a nomi geografici legati alla Russia, Zelensky firma
La legge vieta nomi geografici che simboleggiano o glorificano la Russia, oltre a personaggi storici che hanno compiuto aggressioni contro l'Ucraina o un altro paese.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato ieri la legge "Sui nomi geografici", che vieta nomi geografici che simboleggiano o glorificano la Russia. Sono vietati anche i toponimi associati a luoghi, date ed eventi memorabili della storia russa. Lo riporta il sito della presidenza ucraina, ripresa dai media. La legge vieta espressamente di nominare oggetti geografici in onore di personaggi storici che hanno compiuto aggressioni contro l'Ucraina o un altro paese, o attuato politiche e pratiche totalitarie dei regimi sovietico e russo anche nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina.

un anno fa
Ucraina
Portogallo invierà a Kiev 5 veicoli blindati
È quanto annunciato dalla ministra della Difesa portoghese, Helena Carreiras. Saranno inviati veicoli blindati di soccorso e supporto medico: tre M113 e due M577.

Il Portogallo invierà 5 veicoli blindati in Ucraina: lo ha annunciato la ministra della Difesa portoghese, Helena Carreiras, durante la riunione del Gruppo di contatto sull'Ucraina a Rammstein, in Germania: lo riporta in un tweet il ministero della Difesa del Paese. Saranno inviati veicoli blindati di soccorso e supporto medico: tre M113 e due M577.

un anno fa
Russia
Incendio impianto di riciclaggio di plastica vicino Mosca
Per spegnere l'incendio sono stati mobilitati 38 vigili del fuoco e 11 mezzi. Mercoledì scorso era scoppiato un grande incendio in un impianto di produzione di materie plastiche a Dzerzhinsk, a circa 390 chilometri a est di Mosca.

Un vasto incendio è scoppiato questa mattina in un impianto di riciclaggio di plastica e gomma di Lyubertsy, nella regione di Mosca, a circa 20 chilometri a sud-est della capitale: lo ha reso noto su Telegram il ministero russo per le Emergenze, come riporta Rbc-Ucraina. Per spegnere l'incendio sono stati mobilitati 38 vigili del fuoco e 11 mezzi. Mercoledì scorso era scoppiato un grande incendio in un impianto di produzione di materie plastiche a Dzerzhinsk, a circa 390 chilometri a est di Mosca.

un anno fa
Estero
Usa e Alleati valutano il divieto quasi totale dell'export a Mosca
L'approccio allo studio è quello di trasformare il regime di sanzioni in vigore in un divieto di tutte le esportazioni escluse alcune esenzioni.

Gli Stati Uniti e alcuni degli alleati chiave dell'Ucraina stanno valutando un divieto quasi totale delle esportazioni alla Russia. L'idea è discussa, secondo le indiscrezioni riportate dall'agenzia Bloomberg, in vista del G7 dei capi di stato in Giappone in maggio. L'approccio allo studio è quello di trasformare il regime di sanzioni in vigore in un divieto di tutte le esportazioni escluse alcune esenzioni. In base ai criteri attualmente usati tutte le esportazioni sono consentite eccetto quelle su cui sono state imposte sanzioni.

un anno fa
Estero
Zelensky: "La visita di Stoltenberg segna un nuovo capitolo con la Nato"
"Non sappiamo quando questa guerra finirà, ma sappiamo che l'aggressione russa è un modello tossico che deve essere fermato. Dobbiamo quindi continuare a rafforzare le forze armate ucraine. E dobbiamo garantire che siano in vigore accordi solidi e potenti per la sicurezza dell'Ucraina", ha aggiunto.

"Do il benvenuto al segretario generale della Nato Jens Stoltenberg a Kiev. Questa visita di Jens Stoltenberg è la prima dalla guerra su vasta scala: la interpretiamo come un segno che l'Alleanza è pronta a iniziare un nuovo capitolo nelle relazioni con l'Ucraina, un capitolo di decisioni ambiziose". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky pubblicando un video del suo incontro col segretario della Nato. "Il posto dell'Ucraina è nella famiglia euro-atlantica. Il posto dell'Ucraina è nella Nato. E nel tempo, il nostro sostegno contribuirà a renderlo possibile", ha dal canto suo affermato Stoltenberg nel corso della sua visita a sorpresa a Kiev. Il segretario della Nato ha sottolineato che l'iniziativa di sostegno pluriennale aiuterà l'Ucraina a passare dagli equipaggiamenti e dalle dottrine dell'era sovietica agli standard della Nato e a garantire la piena interoperabilità con l'Alleanza, definendola "una testimonianza dell'impegno a lungo termine della Nato nei confronti dell'Ucraina". "Non sappiamo quando questa guerra finirà, ma sappiamo che l'aggressione russa è un modello tossico che deve essere fermato. Dobbiamo quindi continuare a rafforzare le forze armate ucraine. E dobbiamo garantire che siano in vigore accordi solidi e potenti per la sicurezza dell'Ucraina", ha aggiunto.

Visita a Bucha

Il segretario generale ha anche visitato Bucha e ha reso omaggio alle vittime delle atrocità russe; ha inoltre deposto una corona di fiori presso il Muro del Ricordo dei Caduti per l'Ucraina, rendendo omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita o hanno subito ferite per difendere la propria patria. Stoltenberg ha concluso la sua visita intervenendo al Vertice internazionale delle comunità e delle regioni insieme al presidente Zelensky. Nelle sue osservazioni, il segretario generale ha elogiato il lavoro dell'Ucraina per la ricostruzione post-bellica, affermando: "La vostra determinazione a combattere l'aggressore, a liberare la vostra terra e a lavorare per un futuro più luminoso mi dice molto chiaramente che l'Ucraina prevarrà".

un anno fa
Estero
Anche la Svizzera sanziona il gruppo di mercenari Wagner
Il Gruppo Wagner fa parte di una complessa rete di imprese attive a livello globale (tra l'altro, nei settori dell'aviazione, della sicurezza, della tecnologia, del commercio di materie prime, dei servizi finanziari e delle attività di influenza) collegate fra loro da rapporti di proprietà e reti logistiche.

Anche la Svizzera, seguendo l'esempio dell'Ue, ha deciso di sanzionare il Gruppo Wagner - mercenari attivi in Ucraina accanto all'esercito regolare russo - e l'agenzia di stampa RIA FAN. Le modifiche entrano in vigore stasera (18.00). Il 14 aprile scorso, Bruxelles ha sanzionato il Gruppo Wagner per il suo coinvolgimento attivo nell'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina. Si tratta di un'organizzazione militare russa, guidata da Evgenij Prigožin, che funge da strumento per la guerra ibrida, precisa una nota odierna del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Il Gruppo Wagner fa parte di una complessa rete di imprese attive a livello globale (tra l'altro, nei settori dell'aviazione, della sicurezza, della tecnologia, del commercio di materie prime, dei servizi finanziari e delle attività di influenza) collegate fra loro da rapporti di proprietà e reti logistiche.

Altre sanzioni

Allo stesso tempo, l'UE ha sanzionato l'agenzia di stampa russa RIA FAN per la diffusione di propaganda filogovernativa e disinformazione. Questo media appartiene al gruppo Patriot, il cui consiglio di amministrazione è presieduto dallo stesso Prigožin. Quest'ultimo, secondo l'elenco della Segreteria di Stato dell'economia, è già incluso nella lista delle sanzioni elvetiche alla Russia dall'ottobre 2020 in relazione alle sue attività in Libia. All'inizio del 2022 è stata inserita una nuova voce per questa personalità in relazione alla situazione in Ucraina. Inoltre, il 10 aprile 2023 l'UE ha posto le due emittenti RT Arabic e Sputnik Arabic sotto il divieto di trasmissione e pubblicità. Entrambi i canali svolgono un ruolo essenziale nella campagna internazionale di sistematica manipolazione dei media e falsificazione dei fatti da parte del governo russo. Il 25 marzo 2022 il Consiglio federale aveva già dichiarato che è più efficace contrastare con i fatti le affermazioni false e dannose anziché vietarle. Pertanto, anche se i due canali non saranno oscurati in Svizzera, sarà vietato trasmettere pubblicità attraverso di essi.

un anno fa
Estero
Stoltenberg in visita a sorpresa a Kiev
Stoltenberg "è stato visto da un giornalista indipendente di Kiev la mattina del 20 aprile mentre rendeva omaggio ai soldati ucraini caduti in piazza San Michele", nel centro della capitale ucraina, scrive il portale su Twitter.

Jens Stoltenberg è arrivato a sorpresa a Kiev. Lo ha scritto per primo il Kyiv Independent pubblicando due fotografie del segretario generale della Nato in città. Stoltenberg "è stato visto da un giornalista indipendente di Kiev la mattina del 20 aprile mentre rendeva omaggio ai soldati ucraini caduti in piazza San Michele", nel centro della capitale ucraina, scrive il portale su Twitter. È la prima visita del segretario generale della Nato in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa più di un anno fa. La Nato ha successivamente confermato le notizie di stampa della visita a sorpresa. Domani si svolgerà il prossimo incontro del gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina presso la base aerea di Ramstein.

un anno fa
Estero
La Danimarca e i Paesi Bassi doneranno 14 Leopard a Kiev
Il ministro della Difesa danese Poulsen ha dichiarato che non si tratta di carri armati danesi, ma di carri armati "acquistati in collaborazione con i Paesi Bassi".

Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato alla tv pubblica che insieme ai Paesi Bassi doneranno 14 carri armati Leopard 2 a Kiev e che potrebbero arrivare in Ucraina all'inizio del 2024. Lo riporta il Guardian. Il ministro della Difesa danese Poulsen ha dichiarato che non si tratta di carri armati danesi, ma di carri armati "acquistati in collaborazione con i Paesi Bassi". Rasmussen lo ha definito "un contributo molto significativo".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Prima lettera Gershkovich a genitori
Il giornalista del "Wall Street Journal", incarcerato in Russia, ha scritto una lettera alla sua famiglia. "Voglio dire che non sto perdendo la speranza".

Il reporter del "Wall Street Journal" Evan Gershkovich, arrestato in Russia il 29 marzo con l'accusa di spionaggio, ha inviato la sua prima lettera alla famiglia negli Usa da quando è detenuto. Il testo è stato pubblicato dal suo giornale.

La lettera

Scritta a mano in russo, la lingua che parla a casa con i genitori, ha spiegato di essere ottimista e di non vedere l'ora di rivederli. "Voglio dire che non sto perdendo la speranza. Leggo. Mi alleno. E sto cercando di scrivere. Forse, finalmente, scriverò qualcosa di buono", ha scritto nella missiva di due pagine datata 5 aprile. Le parole di Evan sono il primo contatto diretto con la famiglia dal momento dell'arresto.

Reazione della madre

La madre di Gershkovich, Ella Milman, ha affermato di aver provato "una grande gioia" nel ricevere la lettera, perché finalmente sente in prima persona come sta: "queste sono le parole di mio figlio, non qualcun altro che me lo dice", ha detto, "e il suo spirito risplende". La 66enne ha detto che il figlio scrivendo ha usato un tono leggero nel tentativo di mantenere alto il morale della famiglia. "Mamma, sfortunatamente, nel bene e nel male, mi hai preparato bene per il cibo della prigione", ha scherzato, "la mattina, a colazione, ci danno una crema calda di frumento, farina d'avena o farinata di frumento. Sto ricordando la mia infanzia".Evan ha indirizzato la lettera alla sua "cara famiglia": la madre, il padre Mikhail e la sorella Danielle, a cui si riferisce con il soprannome di famiglia, Duscia.

Corrispondenza e visite monitorate dai servizi di sicurezza russi

Gershkovich ora deve affrontare quello che secondo gli esperti del sistema legale russo sarà un lungo processo giudiziario con scarse speranze di assoluzione. La sua corrispondenza carceraria viene monitorata dai servizi di sicurezza russi. Finora al reporter sono state concesse solo visite dai suoi avvocati russi: non ha potuto ricevere visite di amici o funzionari dell'ambasciata americana a Mosca, nonostante le ripetute richieste di accesso.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"La regione di Kherson bombardata 68 volte in 24 ore
Lo ha reso noto su Telegram il capo dell'Amministrazione militare regionale, Oleksandr Prokudin, affermando che "negli attacchi sono stati lanciati un totale di 280 proiettili".

Le forze russe hanno bombardato ieri la regione di Kherson, nell'Ucraina meridionale, 68 volte con artiglieria pesante, droni e aerei: negli attacchi sono stati lanciati un totale di 280 proiettili. Lo ha reso noto su Telegram il capo dell'Amministrazione militare regionale, Oleksandr Prokudin, come riporta Ukrinform. Prokudin aveva già detto ieri che due persone erano morte negli attacchi ed ha aggiunto oggi che ci sono stati anche quattro feriti. In particolare, la città di Kherson è stata colpita quattro volte. "Le truppe russe hanno bombardato le aree residenziali degli insediamenti della regione, i locali di una scuola a Zmiivka e un parco a Kherson", ha precisato.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"La Svizzera darà all'Ucraina altri 1.5 miliardi di franchi entro il 2028"
È quanto ha affermato ieri Ignazio Cassis, direttore del Dipartimento federale degli affari esteri, sottolineando come "l'impegno finanziario elvetico a sostegno di Kiev durerà ancora a lungo".

Durante la terza conferenza della Banca Mondiale tenutasi ieri a Washington,  il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha sottolineato che l'impegno finanziario da parte della Svizzera a sostegno dell'Ucraina durerà ancora a lungo. Il Consiglio federale intende fornire al paese in guerra almeno altri 1,5 miliardi di franchi entro il 2028. Stando al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il sostegno economico farà parte della strategia di cooperazione internazionale 2025-2028. Berna metterà così a disposizione di Kiev almeno un altro miliardo e mezzo di franchi, oltre alla somma di 300 milioni già prevista per il 2023-2024. Nel complesso, dunque, la Svizzera sosterrà l'Ucraina con almeno 1,8 miliardi di franchi nei prossimi sei anni. Alla vigilia della conferenza, Cassis ha avuto modo di incontrare il primo ministro ucraino Denys Shmyhal. Il consigliere federale intende inoltre sfruttare il suo soggiorno negli Stati Uniti per stabilire rapporti diplomatici con i maggiori esponenti della Banca Mondiale e dei Paesi che aderiscono alle istituzioni di Bretton-Woods.

Dichiarazione di Lugano

Durante l'incontro con il Gruppo della Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), presso il quale la Svizzera riveste un ruolo significativo in materia di potere decisionale, Cassis ha voluto ricordare l'importanza della "Dichiarazione di Lugano", ovvero la prima conferenza internazionale sulla ricostruzione ucraina stipulata lo scorso luglio. Secondo il ministro degli esteri ticinese, la dichiarazione getta degli importanti principi guida per delle solide riforme necessarie ad una ricostruzione sostenibile.

Domani Keller-Sutter e Jordan a Washington

La consigliera federale Karin Keller-Sutter e il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan parteciperanno domani alla riunione primaverile del FMI, dove saranno riuniti i vari ministri delle finanze e i banchieri centrali del G20. Secondo il DFAE, i due delegati elvetici presenteranno "le ultime misure adottate dalla Svizzera per preservare la stabilità finanziaria". Sulla base dei principi della politica svizzera, la Confederazione si adopera affinché il FMI possa svolgere la propria attività in conformità alle norme, in modo trasparente e mantenendo la propria solidità finanziaria. Al contempo, l'azione della Svizzera all'interno del FMI è rivolta alla sostenibilità della politica monetaria, di bilancio, di gestione del debito pubblico e finanziaria degli Stati membri.

Strategia coerente in America

Da febbraio 2022, il Consiglio federale persegue la sua "Strategia Americhe", con la quale mira ad un approccio coerente nei confronti dei paesi delle Americhe, rafforzando la propria politica estera lungo tutto il continente, si legge in un comunicato del DFAE. Nell'ambito di questa strategia, Cassis si recherà domani a Chicago per stilare un primo bilancio sulla riapertura del Consolato generale svizzero, avvenuta nel 2019 su richiesta del Parlamento. La riapertura risponde ad una richiesta del Parlamento volta a supportare in maniera efficace le imprese svizzere operanti nella metropoli americana.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Un prestito da 200 milioni per ricostruire il settore energetico
È quanto concesso all'Ucraina dalla Banca Mondiale.

La Banca Mondiale ha accordato all'Ucraina un prestito da 200 milioni di dollari per ricostruire il suo settore energetico. "Abbiamo firmato un accordo per ulteriori 200 milioni", ha twittato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal. I lavori dovrebbero iniziare quest'anno. "Nel corso dell'inverno abbiamo battuto la Russia nella battaglia per la luce e ci stiamo già preparando per la prossima stagione del riscaldamento", ha aggiunto Shmyhal.

un anno fa
Estero
Kiev: "Non ci sono forze Nato in Ucraina"
Nei documenti top secret attribuiti agli Usa c'è un "mix" di "informazioni false" e di "informazioni vere" ma "non aggiornate", per cui tali carte vanno "analizzate nei dettagli", ha aggiunto Reznikov.

L'informazione secondo cui ci sarebbero unità speciali di paesi della Nato in Ucraina, circolata dopo una filtrazione di documenti top secret attribuiti al Pentagono, "è assolutamente falsa": lo ha detto in conferenza stampa a Madrid il ministri della difesa ucraino Oleksyi Reznikov che ha avuto un incontro bilaterale con la sua omologa spagnola Margarita Robles. "L'unica eccezione sono gli addetti militari delle ambasciate", ha aggiunto Reznikov.

Informazioni false

Nei documenti top secret attribuiti agli Usa c'è un "mix" di "informazioni false" e di "informazioni vere" ma "non aggiornate", per cui tali carte vanno "analizzate nei dettagli", ha aggiunto Reznikov. Il ministro crede che tale fuga di informazioni sia stata "un'azione realizzata a proposito" e che a "trarre vantaggio" da ciò sono "la Russia e i suoi alleati o simpatizzanti". L'obiettivo, ha spiegato, sarebbe stato quello di "ridurre il livello di fiducia" tra gli alleati dell'Ucraina, ma da parte di Kiev la "fiducia" in essi rimane intatta. Anche la ministra spagnola ha smentito la presenza di forze di paesi della Nato in Ucraina.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Soldato ucraino decapitato, le reazioni
Mosca ha annunciato che "potrebbe esserci un'indagine" sul video del soldato ucraino decapitato. L'Onu si dice "inorridito", mentre l'Ue afferma che "se dovesse essere confermato, sarebbe un'altra prova della natura disumana dell'aggressione russa in Ucraina".

Se il video con "immagini orribili" della decapitazione di un soldato ucraino da parte di militari russi fosse vero, "potrebbe esserci un'indagine. Dobbiamo verificare le immagini": lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, come riporta la Tass.

La reazione dell'Onu

L'Onu "inorridisce" per il video della decapitazione di un prigioniero ucraino da parte di soldati russi che circola in rete. Lo riferisce l'agenzia francese Afp. La missione Onu per i diritti umani in Ucraina ha dichiarato di essere "inorridita" da un video che sembra mostrare un soldato russo che decapita un prigioniero ucraino con un coltello. Ha inoltre fatto riferimento ad un secondo video che mostra "corpi mutilati, apparentemente di prigionieri di guerra ucraini", e ha chiesto che "questi episodi siano adeguatamente indagati e che i responsabili ne rispondano".

E quella dell'Ue

"Al momento non abbiamo informazioni aggiuntive sulla veracità del video che mostrerebbe la decapitazione di un soldato ucraino da parte di soldati russi". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. "Dovesse essere confermato, sarebbe un'altra prova della natura disumana dell'aggressione russa in Ucraina: sarebbe una grave violazione della convenzione di Ginevra, secondo la quale si deve garantire il trattamento in condizioni dignitose dei prigionieri di guerra", ha notato. "L'Ue coglie l'occasione per ribadire il suo impegno a portare davanti alla giustizia chi si è macchiato di crimini".

un anno fa
Guerra in Ucraina
"La Russia decapita i prigionieri come l'Isis"
Lo ha affermato il ministro degli Esteri ucraino riferendosi a un video che sta circolando online.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba paragona la Russia allo Stato islamico dopo il video della decapitazione di soldati ucraini prigionieri. "Sta circolando online un orribile video delle truppe russe che decapitano un prigioniero di guerra ucraino. È assurdo che la Russia, che è peggio dello Stato islamico, presieda il Consiglio di sicurezza dell'Onu", ha denunciato, riferendosi alla presidenza di turno assunta da Mosca questo mese. "I terroristi russi devono essere espulsi dall'Ucraina e dalle Nazioni Unite ed essere ritenuti responsabili dei loro crimini", ha aggiunto Kuleba.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Siamo pronti ad attaccare la flotta russa nel Mar Nero"
Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov durante un briefing.

L'Ucraina sta preparando un nuovo attacco alla flotta russa nel Mar Nero, un'operazione simile a quella che ha portato all'affondamento dell'incrociatore Moskva. Lo ha detto il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov durante un briefing. "Possiamo offrire ai russi un'altra sorpresa in mare, un altro missile sulle loro navi. Stiamo solo aspettando il momento giusto", ha affermato Reznikov sottolineando che non avrebbe rivelato i dettagli dell'affondamento dell'incrociatore russo Moskva.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Sanzioni troppo deboli? La direttrice della Seco risponde alle critiche degli USA
Per l'ambasciatore statunitense a Berna la Svizzera avrebbe potuto bloccare fino a 100 miliardi di franchi di beni russi. La direttrice della Seco: "I 7.75 miliardi congelati da Berna corrispondono a un terzo dei beni bloccati nell'intera Unione Europea".

La direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (Seco) Helene Budliger Artieda si difende dalle critiche degli Stati Uniti, secondo cui le sanzioni svizzere contro la Russia sono troppo deboli. "L'amministrazione federale si attiene al suo mandato politico", afferma in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzerotedesco Neue Zürcher Zeitung. "L'amministrazione non fa politica", precisa la direttrice. A maggior ragione in Svizzera, dove il Paese è diviso su questioni fondamentali come l'applicazione delle sanzioni e la neutralità, oltre che sulle relazioni con l'Unione Europea (UE). L'ambasciatore statunitense a Berna Scott Miller aveva dichiarato lo scorso marzo che la Svizzera avrebbe potuto bloccare molti più beni russi - tra i 50 e i 100 miliardi di franchi - in aggiunta ai 7,75 miliardi attualmente congelati. Si tratta di una stima che non proviene dall'amministrazione federale svizzera", rileva Helene Budliger Artieda, parlando di un "malinteso". I 7,75 miliardi di franchi di beni russi congelati in Svizzera corrispondono a un buon terzo dei 21,5 miliardi di euro bloccati nell'intera Unione Europea, sottolinea la funzionaria del Seco. "Perché la Svizzera viene allora accusata di negligenza?".

La pressione aumenta

Budliger Artieda afferma inoltre di non aver messo in dubbio l'utilità delle sanzioni, contrariamente a quanto sostenuto da Scott Miller, che aveva fatto riferimento all'atteggiamento personale della direttrice della Seco. Quest'ultima precisa di essersi limitata a dire, in un podcast, che la maggior parte dei Paesi del mondo non ha applicato le sanzioni. La Russia può quindi sfuggirvi facilmente. "In questioni così altamente politiche, non spetta a noi dare indicazioni e quindi esporci all'accusa di perseguire la nostra agenda", dichiara Budliger Artieda. La Svizzera è sempre più sotto pressione affinché faccia di più per rintracciare il denaro degli oligarchi russi. Dopo Scott Miller il mese scorso, gli ambasciatori dei Paesi del G7 hanno di recente chiesto in una lettera che il governo elvetico collabori maggiormente in questo settore. La settimana scorsa le autorità della Confederazione hanno dichiarato di stare studiando la possibilità di unirsi alla task force internazionale per rintracciare i beni russi.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Mosca esclude una tregua e le tensioni diplomatiche aumentano
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La Russia rifiuta la mediazione di Parigi per risolvere il conflitto. Intanto le tensioni diplomatiche in seguito al leak di documenti top secret statunitensi creano "un grave rischio per la sicurezza".

È il presidente francese Emmanuel Macron l'ultimo obiettivo delle critiche del Cremlino contro l'Occidente: "Parigi difficilmente può rivendicare il ruolo di mediatore perché è schierata con una delle parti in conflitto", è l'attacco del portavoce russo, Dmitry Peskov, che accusa la Francia di essere "coinvolta in questo conflitto dalla parte dell'Ucraina sia direttamente che indirettamente".

Tensioni diplomatiche

La tensione diplomatica sale, mentre Mosca annuncia il rafforzamento della difesa dei suoi confini nord-occidentali in seguito all'ingresso della vicina Finlandia nella Nato, ed esclude che al momento sia in discussione un cessate il fuoco in vista della Pasqua ortodossa, il 16 aprile. "L'idea non è stata proposta da nessuno", ha detto Peskov. I nuovi attacchi russi contro il mondo occidentale giungono mentre Kiev e i suoi alleati continuano a fare i conti con la fuga di documenti top secret statunitensi trapelati sui social media. Una vicenda che pone "un grave rischio per la sicurezza" nazionale degli Stati Uniti e ha il potenziale di diffondere disinformazione, ha dichiarato il Pentagono.

Modifiche di piani militari in seguito al leak

Secondo la Cnn - che cita una fonte vicina al presidente ucraino Volodymyr Zelensky - l'Ucraina ha dovuto modificare alcuni dei suoi piani militari a seguito del leak, e il Pentagono è stato costretto ad emettere misure per limitare il flusso di questi documenti altamente classificati, che sono normalmente disponibili a centinaia di persone nei vari ministeri del governo americano. Per il New York Times, le carte trapelate non disegnano un quadro roseo per le forze militari di Kiev: secondo le previsioni di ufficiali americani e di alcuni dei documenti classificati citati dal giornale, l'antiaerea ucraina sta esaurendo le munizioni, e senza l'arrivo di ingenti forniture occidentali non sarà in grado di contrastare gli attacchi dell'aviazione russa, la cui forza è ancora intatta.

Caccia alla talpa

Le scorte di missili per i sistemi di difesa aerea S-300 e Buk dell'era sovietica - l'89% della protezione dell'Ucraina contro la maggior parte dei caccia e alcuni bombardieri russi - saranno completamente finite tra metà aprile e il 3 maggio, riferisce uno dei documenti trapelati. Rivelazioni "interessanti", è il commento del Cremlino sulla vicenda, mentre "non esclude la possibilità" che lo stesso Zelensky sia spiato dagli americani, come sostenuto da alcune notizie dei media. Nel frattempo, Washington corre ai ripari e avvia la caccia alla talpa: secondo indiscrezioni, il Dipartimento di Giustizia ha infatti avviato un'indagine per far luce sulla fuga dei documenti.

Aumento degli assalti russi

Sul terreno, la guerra continua intanto a lasciare una scia di distruzione. Nella notte, l'allarme aereo è risuonato ancora in sette regioni dell'est ucraino. Bombe russe sono cadute nell'oblast di Kherson. A Bakhmut, gli ucraini sostengono che i russi ora hanno adottato la tattica "della terra bruciata", distruggendo edifici e posizioni con attacchi aerei e fuoco di artiglieria.  "La difesa continua", secondo il comandante delle forze di terra dell'esercito di Kiev, Oleksandr Syrskyi, mentre il capo filorusso dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Denis Pushilin, sostiene che le forze di Mosca ora controllano il 75% della città. Secondo l'intelligence britannica, nell'ultima settimana la Russia ha poi aumentato i suoi assalti con mezzi corazzati intorno alla città di Marinka. E sempre nel Donetsk, continuano gli attacchi ad Avdiivka dove ci sono ancora circa 1'800 civili "che rischiano la vita ogni giorno", secondo il capo dell'amministrazione militare regionale, Pavel Kirilenko.

24 bambini salvati

Ma nonostante tanta desolazione, Kiev esulta per il ritorno in Ucraina di ventiquattro bambini della regione di Kherson che erano stati trattenuti in Russia. "Una delle missioni di salvataggio più difficile", secondo Alexander Prokudin, governatore della regione.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Zelensky, pronti per nuova cooperazione bilaterale con l'Iraq
È quanto dichiarato dal leader ucraino su Twitter. "Abbiamo concordato di attivare tutti i meccanismi di cooperazione esistenti e di lanciarne di nuovi".

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di avere "avuto una telefonata con il primo ministro dell'Iraq, Muhammad Sudani". "L'Ucraina è pronta per una nuova pagina di cooperazione bilaterale", precisa Zelensky su Twitter. "Abbiamo concordato di attivare tutti i meccanismi di cooperazione esistenti e di lanciarne di nuovi. Si è discusso anche del piano di pace ucraino".

un anno fa
Marcia di Pasqua
In 500 a Berna chiedono "soldi per la pace"
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Le persone che si sono riunite oggi affermano che i i beni russi in Svizzera dovrebbero essere congelati e utilizzati per la ricostruzione dell'Ucraina.

Circa 500 persone si sono riunite oggi davanti alla cattedrale di Berna per la tradizionale manifestazione pasquale per la pace. Circa 250 partecipanti sono partiti da Wabern (BE) e hanno marciato lungo l'Aare per raggiunger il luogo d'incontro. Al centro dell'evento c'era il ruolo dell'economia svizzera nella guerra in ucraina.

Beni russi in Svizzera da congelare

I partecipanti hanno chiesto "soldi per la pace invece di guerre", secondo quanto riferito dagli organizzatori. A loro avviso, i beni russi in Svizzera dovrebbero essere congelati e utilizzati per la ricostruzione dell'Ucraina. "Senza i milioni e milioni provenienti dalla Svizzera, Putin non avrebbe potuto riempire la sua cassa di guerra", ha dichiarato l'attivista per la pace Jo Lang. Finora, hanno denunciato i partecipanti, sono stati bloccati in Svizzera 7,5 miliardi di franchi di beni appartenenti a oligarchi, per un totale che si aggira sui 150-200 miliardi.

Marcia per la pace

In passato, all'evento hanno partecipato fino a mille persone. La tradizione di questo tipo di marce pasquali, presenti in varie parti del mondo, risale agli anni '60, quando i movimenti pacifisti protestavano contro gli armamenti nucleari, anche a Berna.

un anno fa
Estero
Mosca potrebbe chiedere una tregua per la Pasqua ortodossa
La Russia vorrebbe il cessate il fuoco per ritardare la prevista controffensiva ucraina. Lo riporta l'Istituto per lo studio della guerra.

Mosca potrebbe cercare di sfruttare l'imminente festività della Pasqua ortodossa, il 16 aprile, per ritardare la prevista controffensiva ucraina, chiedendo un cessate il fuoco in nome del rispetto della Chiesa ortodossa: lo scrive l'Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo aggiornamento quotidiano sull'andamento del conflitto.

Il centro studi statunitense ricorda che il Cremlino non ha mostrato alcun rispetto per la religione nelle aree occupate dalle sue forze e ha rifiutato un cessate il fuoco in occasione della Pasqua ortodossa del 2022 "per non dare tregua ai nazionalisti di Kiev" durante la battaglia di Mariupol.

Tuttavia, commenta il think-tank, questa volta Mosca potrebbe chiedere un cessate il fuoco perché una pausa di questo tipo avvantaggerebbe in modo sproporzionato le truppe russe, consentendo loro di consolidare i progressi ottenuti nell'area urbana di Bakhmut e di preparare le difese contro l'attesa controffensiva ucraina di primavera.

un anno fa
Economia
Farmaci svizzeri, le esportazioni verso la Russia aumentano
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Gli export verso la Federazione Russia hanno prodotto 2.9 miliardi di franchi tra marzo 2022 e febbraio 2023. Banché il commercio estero con la Russia è sottoposto a varie restrizioni, per motivi umanitari i medicamenti non sono sottoposti a queste sanzioni.

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, nonostante le sanzioni imposte da Berna, le esportazioni svizzere verso la Russia sono diminuite solo leggermente. Per quanto riguarda i medicinali, il volume dell'export è addirittura aumentato raggiungendo livelli da record.

Commercio estero con la Russia sottoposto a restrizioni

Sebbene il commercio tra le due nazioni abbia subito una battuta d'arresto in diversi settori chiave, come quello dell'orologeria o dei macchinari, la Svizzera continua ad esportare prodotti farmaceutici verso la Russia in grande stile. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dalla NZZ am Sonntag. Come noto, il commercio estero con la Russia è sottoposto a varie restrizioni, poiché la Confederazione si è schierata con l'Occidente imponendo a Mosca sanzioni a seguito dell'invasione ucraina. Per motivi umanitari, tuttavia, i medicamenti non sono sottoposti a queste sanzioni.

2.9 miliardi di franchi tra marzo 2022 e febbraio 2023

Il domenicale zurighese, che ha analizzato i dati pubblicati dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), ha sottolineato come gli export verso la Federazione Russia abbiano prodotto un valore pari a 2,9 miliardi di franchi nel periodo a cavallo tra marzo 2022 e febbraio 2023. Una cifra inferiore ai 3,5 miliardi di franchi registrati nei 12 mesi precedenti, ma in termini di esportazioni verso la Russia, la Svizzera ha superato la soglia dei 2,9 miliardi solo tre volte negli ultimi anni, ha evidenziato il settimanale.

Metà dell'export generato dal comparto chimico-farmaceutico

Dall'inizio dell'invasione, il fatturato conseguito dalle esportazioni di medicinali è aumentato del 40%, passando da 1,4 miliardi di franchi a circa 2 miliardi. Oggi, un terzo degli export elvetici in territorio russo è composto da prodotti farmaceutici. La Confederazione beneficia di questa regolamentazione poiché l'industria farmaceutica rappresenta di gran lunga il suo settore di esportazione più importante: nel 2022, circa la metà dell'export è infatti stato generato dal comparto chimico-farmaceutico.

"Scorte da parte di pazienti"

Secondo Novartis, citata dalla NZZ am Sonntag, "l'incremento delle vendite in Russia è dovuto a molti fattori, come ad esempio all'affluenza di pazienti che avevano rinviato le cure mediche a causa della pandemia". "Un'altra causa - spiega la multinazionale - è l'accumulo di scorte sia da parte di pazienti che da parte degli ospedali russi, che hanno voluto anticipare una possibile penuria di medicinali a causa della guerra".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Zelensky ha firmato l'acquisto di 200 veicoli corazzati dalla Polonia
Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky. Si tratta di Rosomak, veicoli militari multiruolo 8x8 prodotti dalla società polacca Rosomak.

L'Ucraina ha concordato con la Polonia l'acquisto di 200 veicoli corazzati Rosomak: lo ha detto ieri sera il presidente Volodymyr Zelenskyi, come riporta Ukrainska Pravda.

"Per quanto riguarda i veicoli blindati, 200 veicoli Rosomak: cento ora e cento in seguito", ha detto il leader ucraino. Il Rosomak è un veicolo militare multiruolo 8x8 prodotto dalla società polacca Rosomak.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Carte segrete Usa-Nato pubblicate sui social
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Secondo il New York Times, il Pentagono avrebbe aperto un'indagine sulla fuga di notizie avvenuta sui social. I documenti top secret riguardavano i piani per rafforzare l'esercito ucraino in vista di un'offensiva contro la Russia.

Documenti top secret degli Usa e della Nato sui piani per rafforzare l'esercito ucraino in vista di un'offensiva contro la Russia sono state pubblicate in settimana sui social. Lo rivela il New York Times, citando fonti dell'amministrazione americana.

Indagine aperta

Il Pentagono ha aperto un'indagine sulla fuga di notizie su Twitter e Telegram, piattaforma quest'ultima con oltre mezzo miliardo di utenti e disponibile in Russia. Secondo analisti militari, le carte sono state modificate in alcune parti rispetto alla versione originale aumentando le stime americane dei morti di guerra ucraini e rivedendo al ribasso quelle sulle vittime della Russia. Il che farebbe pensare che la fuga di notizie sia un tentativo di disinformazione da parte di Mosca. Sta di fatto che si tratta di un danno piuttosto grosso all'intelligence degli Usa e della Nato. Nei documenti pubblicati, infatti, erano dettagliate le prossime consegne di armi, i piani strategici e lo stato di truppe e battaglioni.

un anno fa
Estero
Xi: "La soluzione politica è l'unica via"
Una fonte diplomatica francese che ha partecipato all'incontro tra i due presidenti ha precisato che Xi ha riferito a Macron di essere pronto a chiamare il leader ucraino Volodymyr Zelensky al momento opportuno.

Sulla crisi ucraina, la Cina insiste "nel promuovere i colloqui di pace e una soluzione politica", esprimendo la disponibilità a collaborare con la Francia per invitare la comunità internazionale a "mantenere una moderazione razionale ed evitare di intraprendere azioni" che possano aggravare la crisi o "portarla fuori controllo". Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping. Xi, incontrando i media con l'omologo francese Emmanuel Macron dopo il loro bilaterale a Pechino, ha detto che "bisogna rispettare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, astenersi dall'attaccare civili e strutture civili e proteggere donne, bambini e altre vittime di conflitti". Una fonte diplomatica francese che ha partecipato all'incontro tra i due presidenti ha precisato che Xi ha riferito a Macron di essere pronto a chiamare il leader ucraino Volodymyr Zelensky al momento opportuno. Da parte sua il capo dell'Eliseo "ha esortato il suo omologo cinese Xi Jinping a non consegnare alla Russia nulla che possa essere usato nella sua guerra contro l'Ucraina", ha aggiunto la stessa fonte.

un anno fa
Estero
Il Cremlino annuncia 'contromisure' per l'ingresso della Finlandia nella NATO
Stando al portavoce Dmitry Peskov l'ingresso del paese rappresenta una minaccia alla sicurezza della Russia.

L'ingresso della Finlandia nella Nato costringe la Russia ad adottare "contromisure" per garantire la propria sicurezza. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. L'ingresso della Finlandia nella Nato rappresenta una nuova escalation, ponendo "una minaccia alla sicurezza della Russia", ha aggiunto Peskov. Mosca seguirà con attenzione i movimenti di armi e infrastrutture militari sul territorio finlandese e annuncerà la sua risposta "a tempo debito", ha detto ancora il portavoce.

un anno fa
Estero
La presidenza russa al Consiglio di sicurezza solleva critiche
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I funzionari di Ucraina, Estonia e Finlandia hanno criticato la misura, prevista dal protocollo dell'organo.

La Russia ha assunto quest'oggi la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, scatenando le critiche di Ucraina, Estonia e Finlandia, riporta l'Ansa. "È molto significativo che nel giorno di festa di uno Stato del terrore, l'Iran, un altro Stato del terrore, la Russia, cominci a presiedere il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Non è solo una vergogna. È un altro colpo simbolico al sistema di regole delle relazioni internazionali". Lo scrive su twitter il chief of staff della presidenza ucraina, Andrij Yermak.

Le critiche di Yermak sono state seguite da quelle del ministro degli Esteri estone Reinsalu. "Purtroppo non si tratta di uno scherzo di cattivo gusto", ha scritto il ministro, "e questo avviene mentre, ormai da un anno, un'invasione su larga scala all'Ucraina con gravi violazioni del Diritto internazionale e dei principi della Carta dell'Onu". "L'Ucraina", ha concluso, "vincerà e la Russia dovrà rendere conto alla giustizia di tutti i crimini commessi".

L'ambasciatrice finlandese alle Nazioni unite Kalkku ha affermato, da parte sua, che "la guerra di aggressione della Russia, che assumerà oggi la presidenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu, intacca la credibilità del Consiglio stesso". La stessa Kalkku che tuttavia ritiene inalterata la capacità di funzionamento del Consiglio di sicurezza nonostante la presidenza russa di un mese. Lo riporta Ansa citando il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat. "È chiaro che la credibilità del Consiglio di sicurezza è stata pesantemente compromessa dal fatto che un membro permanente ha iniziato a conquistare e annettere territori dei paesi vicini. Questo è un problema centrale", ha sottolineato Kalkku.

un anno fa
Estero
Il metropolita del monastero di Kiev: "Gli ucraini mi hanno arrestato'"
La notizia non è ancora stata confermata ufficialmente.

Il metropolita Pavel del monastero delle Grotte di Kiev Pechersk Lavra è stato messo agli arresti domiciliari, come ha dichiarato lui stesso in un video diffuso dalla testata Vesti. La notizia non è ancora stata confermata ufficialmente. Il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) aveva annunciato in precedenza che il metropolita Pavel era sospettato di incitare alla discordia e di lavorare per la Russia.

un anno fa
Estero
"Altri 160 carri armati in arrivo per l'Ucraina dalla Nato"
Lo ha riferito al quotidiano tedesco Die Welt il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.

"I paesi della Nato hanno in programma di inviare in Ucraina due battaglioni di carri armati tedeschi Leopard 2 e quattro battaglioni di carri armati Leopard 1". Lo ha riferito al quotidiano tedesco Die Welt il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, scrive Kiev Independent, ricordando che i complessivi 160 carri armati rappresentano circa la metà dei 300 tank richiesti dall'Ucraina per la prevista controffensiva di primavera/estate.

Pistorius ha detto che "la Polonia, insieme agli alleati, invierà a Kiev due battaglioni di Leopard-2 per un totale di 60 carri armati. Quattro battaglioni di 100 carri armati Leopard-1 potrebbero essere consegnati entro la fine dell'anno", ha poi aggiunto. I carri armati Leopard 2 promessi per l'Ucraina dalla Germania saranno consegnati all'inizio di aprile, aveva precisato Pistorius il 26 gennaio scorso, citato da Deutsche Welle.

un anno fa
Estero
Kiev ha ordinato 100 blindati fabbricati in Polonia
Lo ha riferito oggi il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki.

L'Ucraina ha ordinato 100 tank Rosomak, fabbricati in Polonia su licenza finlandese, ha detto oggi il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. "Porto un ordine fatto ieri dal primo ministro ucraino Denys Shmyhal per 100 Rosomak che saranno fabbricati qui", ha detto Morawiecki durante una visita all'impianto di Rosomak nella città di Siemianowice Slaskie nella Polonia meridionale. L'ordine sarà finanziato attraverso fondi che la Polonia ha ricevuto dall'Unione Europea e fondi che l'Ucraina ha ricevuto dagli Usa, ha aggiunto il premier senza fornire ulteriori dettagli.

un anno fa
Estero
Ucraina: 467 bambini rimasti uccisi dall'inizio della guerra
Nella maggior parte dei casi, si tratta di minorenni che vivevano nella regione di Donetsk.

Sono 467 i bambini ucraini rimasti uccisi e 944 feriti dall'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio 2022. Lo ha dichiarato l'ufficio del Procuratore generale ucraino citato da Ukrinform. Nella maggior parte dei casi, si tratta di minorenni che vivevano nella regione di Donetsk.

un anno fa
ESTERO
"Improbabile che Kiev cacci via i russi per quest'anno"
Lo ha dichiarato il capo dello stato maggiore congiunto USA Mark Milley.

E' improbabile che l'Ucraina riesca a cacciare tutte le forze russe dal suo territorio entro quest'anno, non credo che si possa fare a breve termine. Lo ha dichiarato il capo dello stato maggiore congiunto Usa Mark Milley in una intervista a Defense one.

"Si tratta di 200mila russi che si trovano ancora nell'Ucraina occupata. Non dico che non si possa fare. Dico che è difficile", ha spiegato. E ha aggiunto che intanto la Russia "ha fallito" dal punto di vista strategico e operativo, "e ora sta fallendo anche dal punto di vista tattico".

Frattanto, l'esercito russo ha bombardato zone residenziali della regione di Kherson, nel Sud dell'Ucraina, per 54 volte durante le ultime 24 ore: tre civili sono rimasti uccisi e altri due feriti. Kherson è stata attaccata per cinque volte durante la giornata di ieri.

un anno fa
Estero
Lukashenko propone una "tregua immediata in Ucraina"
La terza guerra mondiale con incendi nucleari si profila all'orizzonte, ha poi aggiunto.

Una "tregua" immediata sulle linee attuali in Ucraina è stata proposta dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko in un messaggio al Parlamento. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. "Mi assumo il rischio - ha affermato Lukashenko - di proporre che le attività militari vengano sospese senza che le parti possano spostare equipaggiamenti militari e raggruppare le truppe".

Verso la terza guerra mondiale

La terza guerra mondiale con incendi nucleari si profila all'orizzonte, ha poi detto Lukashenko. E ha aggiunto che c'è un solo modo per risolvere il problema in Ucraina: "Colloqui senza precondizioni" che "devono essere avviati subito". Sono "il solo modo" di arrivare alla pace, ha aggiunto l'uomo forte di Minsk. Il presidente bielorusso ha definito "ridicolo" il decreto firmato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che vieta per legge di tenere negoziati di pace. Lukashenko ha poi dichiarato che una controffensiva delle forze ucraine potrebbe "cancellare ogni speranza di un processo negoziale e portare a un'escalation irreversibile del conflitto".

un anno fa
Estero
Un anno fa la liberazione di Bucha
A un anno dal ritiro delle truppe russe da Bucha, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ricorda le vittime e i crimini commessi.

"Bucha: 33 giorni di occupazione. Più di 1400 morti, tra cui 37 bambini. Più di 175 persone sono state trovate in fosse comuni e camere di tortura. 9000 crimini di guerra russi. 365 giorni da quando è di nuovo una città ucraina libera. Un simbolo delle atrocità dell'esercito del Paese occupante. Non perdoneremo mai. Puniremo ogni colpevole". Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram oggi, a un anno dal ritiro delle truppe russe da Bucha. Intanto i primi ministri slovacco Eduard Geger, sloveno Robert Golob e croato Andrey Plenkovic sono arrivati a Kiev per partecipare a un incontro in occasione dell'anniversario. Lo riportano i media ucraini. È prevista anche la partecipazione della presidente moldava Maia Sandu.

un anno fa
Estero
Attacco russo a Zaporizhzhia, distrutte infrastrutture civili
Lo riferisce l'Amministrazione militare regionale citata dai media ucraini.

Bombardato nella notte e al mattino presto dall'esercito russo il distretto di Zaporizhzhia, nell'Ucraina sud-orientale, dove si trova la centrale nucleare più grande d'Europa. Lo riferisce l'Amministrazione militare regionale citata dai media ucraini. Secondo le autorità locali, le unità militari della Federazione russa hanno lanciato una serie di attacchi con un sistema missilistico antiaereo provocando la distruzione di infrastrutture civili. "Le strutture civili sono state distrutte: è scoppiato un incendio, le case vicine sono state danneggiate dall'onda d'urto. Non ci sono vittime", ha dichiarato l'amministrazione.

un anno fa
Estero
Russia, almeno 2 mesi di arresto per il giornalista americano
Lo ha deciso la Corte di Lefortovo a Mosca.

Lo stato d'arresto del giornalista americano Evan Gershkovich, fermato a Ekaterinburg con l'accusa di spionaggio, durerà almeno due mesi, fino al 29 maggio. Lo ha deciso la Corte di Lefortovo a Mosca, secondo quanto precisato dal suo servizio stampa all'agenzia Ria Novosti.

un anno fa
Estero
Il Cremlino: "Il giornalista colto in flagrante"
Per il portavoce Dmitry Peskov l'arresto non si basa su sospetti.

"Non si parla di sospetti, è stato colto in flagrante": così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato il fermo del giornalista americano del Wall Street Journal a Ekaterinburg. Lo riferisce Ria Novosti. Peskov ha auspicato che gli Usa non compiano atti di rappresaglia per l'arresto del giornalista: "speriamo che ciò non avvenga, e non deve avvenire".

Scambio di prigionieri?

Ad una domanda circa un possibile scambio di prigionieri con gli Usa che coinvolga anche il giornalista del Wall Street Journal Peskov ha risposto: "non ho alcuna informazione, non ho nulla da dire in proposito". La domanda si riferiva a un possibile scambio con Serghei Cherkasov, un russo detenuto in Brasile e incriminato nei giorni scorsi negli Usa con l'accusa di essere un agente dei servizi d'intelligence russi. Da parte sua il vice ministro degli esteri russo Serghei Ryabkov, citato dalla Tass, ha detto che la questione "non è ancora stata discussa".

un anno fa
Estero
Russia, arrestato un giornalista del Wall Street Journal
È accusato di spionaggio

Un giornalista americano del Wall Street Journal, Evan Gershkovich, è stato arrestato a Ekaterinburg, in Russia. Lo riferisce Interfax citando un comunicato dei servizi d'intelligence interni Fsb. Gershkovich, che ha 32 anni, regolarmente accreditato presso il ministero degli esteri, è accusato di spionaggio. In un comunicato l'Fsb afferma che il giornalista, "agendo su istruzione della parte americana, raccoglieva informazioni coperte dal segreto di Stato sull'attività di una delle imprese del complesso industriale militare russo".

Gershkovich è accusato di spionaggio sulla base dell'articolo 276 del Codice penale, che prevede condanne fino a 20 anni di reclusione, ha precisato l'Fsb. Il giornalista, i cui genitori vivono negli Usa ma sono originari dell'ex Unione Sovietica, ha 32 anni e parla russo. Prima di essere assunto al Wall Street Journal aveva lavorato per l'agenzia Afp e per la testata russa in lingua inglese Moscow Times. Il Wall Street Journal si dice "profondamente preoccupato" per la detenzione del suo giornalista, afferma il quotidiano americano in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia russa Tass.

un anno fa
Estero
Mosca recluta 400'000 uomini. "Le regioni li costringono"
Lo scrive nel suo ultimo rapporto postato su Twitter l'intelligence del Ministero della difesa britannico.

Secondo i media russi le autorità si stanno preparando ad avviare una grande campagna di reclutamento per arruolare 400'000 soldati, e le amministrazioni regionali cercano di raggiungere l'obiettivo costringendo gli uomini ad arruolarsi. Lo scrive nel suo ultimo rapporto postato su Twitter l'intelligence del Ministero della difesa britannico, il quale spiega che Mosca ha scelto un "modello di volontariato" per minimizzare il dissenso, ma è altamente improbabile che la campagna possa attirare 400'000 veri volontari.

un anno fa
Berna
Il Consiglio federale ha adottato il decimo pacchetto di sanzioni dell'Ue
I provvedimenti entreranno in vigore alle ore 20. Il decimo pacchetto comprende modifiche agli obblighi di notifica in ambito finanziario, ma anche il divieto per i cittadini russi di esercitare funzioni negli organi direttivi dei proprietari o degli operatori di infrastrutture critiche, oltre che inasprimenti delle misure in ambito commerciale.

Il Consiglio federale ha adottato oggi ulteriori sanzioni contro la Russia, aderendo alle ultime misure emanate dall'Ue nel suo decimo pacchetto. I provvedimenti entrano in vigore alle 20.00. L'Ue ha emanato queste sanzioni lo scorso 25 febbraio. Il primo marzo, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha modificato l'allegato corrispondente di sua competenza e approvato l'estensione delle sanzioni svizzere ad altre 120 persone ed organizzazioni, ricorda un comunicato diramato in prima serata dall'esecutivo. A decorrere da oggi il Consiglio federale adotta le restanti misure del decimo pacchetto, che comprendono modifiche agli obblighi di notifica in ambito finanziario, ma anche il divieto per i cittadini russi di esercitare funzioni negli organi direttivi dei proprietari o degli operatori di infrastrutture critiche, oltre che inasprimenti delle misure in ambito commerciale.

Esenzioni umanitarie

Nello specifico, questi ultimi prevedono nuovi controlli e limitazioni per l'esportazione di diversi beni, tra cui beni a duplice impiego, beni per il rafforzamento militare e tecnologico o per lo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza, beni che contribuiscono al rafforzamento dell'industria russa e beni per l'aviazione e l'industria spaziale. L'importazione di beni economicamente rilevanti per la Russia viene inoltre ulteriormente limitata. È stato inoltre introdotto un adeguamento per quanto riguarda le esenzioni a scopi umanitari. Dopo aver deciso, lo scorso 3 marzo, di facilitare le attività umanitarie in Siria, il Consiglio federale ha ora concesso un'esenzione a scopi umanitari in relazione con la fornitura di determinate prestazioni a organizzazioni russe. L'esenzione si applica alle attività svolte da organismi pubblici svizzeri o da organizzazioni che ricevono contributi della Confederazione per le loro attività umanitarie.

Interessi specifici dell'economia svizzera

Il Consiglio federale crea inoltre la possibilità di autorizzare in singoli casi la messa a disposizione di averi o di risorse finanziarie a persone fisiche, imprese od organizzazioni se si tratta di tutelare interessi svizzeri. Ciò si è reso necessario per evitare che le partecipazioni delle due società svizzere Sulzer e medmix AG finissero in mano a due banche russe sanzionate. In seguito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Viktor Vekselberg nel 2018 e alle sanzioni emanate dalla Svizzera nei confronti delle due banche russe, Tiwel Holding (azionista di maggioranza di Sulzer e medmix detenuta dallo stesso Vekselberg) non poteva più onorare il prestito concesso dagli istituti di credito russi, presso i quali ha depositato come garanzia le sue quote in Sulzer e in medmix. Viktor Vekselberg, che è nato in Ucraina, è un miliardario russo che fino a poco tempo fa aveva la residenza Zugo e ha importanti interessi in Svizzera. Considerato vicino al Cremlino, è stato inserito sulla lista delle sanzioni degli Usa nel 2018, in seguito all'annessione russa della Crimea.

Il Consiglio federale ha già sottolineato in passato la sua intenzione di ridurre al minimo le conseguenze economiche indirette delle sanzioni sulle imprese svizzere nell'ambito del quadro giuridico applicabile. Con la decisione odierna impedisce alle banche russe sanzionate di entrare in possesso di grosse partecipazioni in due società svizzere di alta tecnologia.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Prima dell'estate lanceremo la controffensiva con i Leopard"
Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov in una intervista a Err, dopo che nelle scorse settimane era circolata l'ipotesi di un contrattacco a ridosso della primavera.

L'esercito ucraino potrebbe lanciare una controffensiva prima dell'estate, le forze armate di Kiev attaccheranno in diverse direzioni usando al fronte anche i Leopard tedeschi: lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov in una intervista a Err, dopo che nelle scorse settimane era circolata l'ipotesi di un contrattacco a ridosso della primavera. Vedrete i Leopard "in contrattacco per decisione del nostro Stato maggiore", ha affermato, aggiungendo che "la controffensiva è già stata pianificata in più direzioni. Dipende qual è il momento migliore, da come decideranno i comandanti".

Il ministro della Difesa ha detto di ritenere "che già quest'anno il mondo vedrà cambiamenti molto positivi per l'Ucraina" e ha affermato che la pianificazione della controffensiva dello Stato maggiore ucraino dipende molto anche dalle condizioni meteorologiche: "In primavera abbiamo un terreno molto umido. Possono essere utilizzati solo veicoli cingolati. Penso che il momento giusto possa essere verso aprile-maggio", ha dichiarato Reznikov al canale estone Err. Secondo il titolare della Difesa, per i combattenti ucraini, dopo le armi sovietiche i Leopard possono essere paragonati a una Mercedes dopo aver avuto a disposizione solo delle Ziguli (le famose automobili prodotte dalla russa Lada-Vaz dal 1970 partendo dal modello della Fiat 124).

un anno fa
Guerra in Ucraina
Leopard 2 alla Germania: "Si gioca col fuoco"
È quanto sostiene l'associazione Pro Svizzera in merito alla decisione di rivendere alla Germania i carrarmati che verranno messi in disuso.

Si sta giocando col fuoco. È quanto pensa l'associazione Pro Svizzera della decisione della Commissione della politica di sicurezza del Nazionale (CPS-N) di mettere fuori servizio 25 carri armati 87 Leopard (Leopard 2) affinché possano essere rivenduti al produttore tedesco Rheinmetall. Secondo una nota odierna dell'associazione, sodalizio in cui sono confluite l'Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASNI) ed altre organizzazioni antieuropeiste, la decisione della commissione è un tentativo per aggirare le recenti decisioni del Parlamento che non intendono consentire - né direttamente né indirettamente - la fornitura di materiale bellico all'Ucraina.

"Indebolire la capacità di difesa"

Inoltre, prosegue il comunicato, una tale decisione rischia di indebolire le capacità di difesa della Svizzera. Attualmente non è ancora stato possibile armare di tutto punto l'esercito svizzero, fanno notare. Insomma, invece di rafforzare la truppa, "politici in cerca di notorietà" sono disposti a mettere in gioco la vita dei nostri soldati. La decisione della commissione, stando a Pro Svizzera, sarebbe un gesto di buona volontà in direzione dell'estero che vorrebbe costringere la Svizzera a rinunciare alla propria neutralità autorizzando la fornitura di armi. Per Pro Svizzera è chiaro: se la legge sul materiale bellico dovesse venir indebolita verrà lanciato un referendum.

La decisione della CPS-N

Secondo la CPS-N, la decisione di mettere fuori servizio 25 Leopard 2 non dovrebbe svantaggiare la formazione e la riserva di pezzi di ricambio per l'esercito svizzero. Una minoranza crede invece che questi veicoli non debbano essere messi fuori servizio in modo che possano essere reintegrati in un eventuale futuro caso di necessità, specie dopo l'aggressione della Russia all'Ucraina. All'inizio di marzo, il presidente della Confederazione, Alain Berset, aveva dichiarato da New York di essere scettico circa la richiesta della Germania di riacquistare i carri armati Leopard 2 dalla Svizzera. La vendita di armi è disciplinata da regole per le quali non sono possibili eccezioni legali, aveva detto il consigliere federale, a causa delle leggi attuali riguardanti l'esportazione di armi. Berlino, che aveva annunciato il trasferimento dei carri armati Leopard 2 all'Ucraina, vorrebbe invece colmare le lacune nell'artiglieria della Bundeswehr riacquistando alcuni carri armati dalla Svizzera. Stando alle dichiarazioni di un portavoce del ministero della difesa tedesco, si sarebbe potuto escludere contrattualmente che i carri armati provenienti dalla Svizzera venissero poi ceduti all'Ucraina. Una richiesta simile è pervenuta anche dalla Repubblica ceca. Il Consiglio federale ha già respinto le richieste di riesportazione di munizioni per carri armati da Germania, Spagna e Danimarca. La Confederazione dispone di 230 carri armati Leopard 2, di cui 134 in servizio. I restanti 96 sono dismessi, ma ciò non significa che siano stati messi fuori servizio, aveva spiegato dal canto suo la consigliera federale Viola Amherd, capo del Dipartimento federale della difesa. Il diritto svizzero prevede che solo il materiale messo fuori servizio possa essere venduto e la decisione di cessarne l'impiego spetta al Parlamento.

Rafforzare la neutralità

Lo scorso 8 di novembre, Pro Svizzera ha lanciato un'iniziativa popolare volta a rafforzare la neutralità armata della Svizzera e impedire l'adesione della Confederazione ad alleanze militari. L'iniziativa vuole anche limitare l'adozione di sanzioni contro Stati belligeranti. I promotori, primo firmatario è il consigliere nazionale democentrista Thomas Aeschi (ZG), hanno tempo fino all'8 maggio 2024 per raccogliere le 100 mila firme necessarie. Secondo Pro Svizzera, l'attuale politica estera della Confederazione si limita a adottare le misure prese a livello internazionale. Berna ha ad esempio ripreso in pieno le sanzioni dell'Unione Europea contro la Russia, suscitando le ire dei suoi partner commerciali. A detta dell'associazione, queste misure si basano su una mentalità "da buoni e cattivi". La nostra credibilità nell'offrire buoni uffici sarebbe insomma svanita. Per Pro Svizzera, la Svizzera non non deve seguire ciecamente gli altri, ossia essere un burattino dell'UE o degli Stati Uniti.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Raggiungeremo comunque tutti gli obiettivi"
Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolay Patrushev, durante un incontro con i suoi omologhi dei Paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Nuova Delhi.

Tutti gli obiettivi dichiarati dell'operazione militare speciale saranno raggiunti "nonostante l'aumento dell'assistenza militare all'Ucraina da parte dell'Occidente": lo ha dichiarato il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolay Patrushev, durante un incontro con i suoi omologhi dei Paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Nuova Delhi. "Porteremo a termine la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina e garantiremo l'integrità territoriale della Russia e la sicurezza della nostra popolazione", ha dichiarato Patrushev, come riporta la Tass. La Russia è convinta che sia necessario "prevenire ogni scontro militare tra Paesi che possiedono armi nucleari", ha aggiunto Patrushev.

un anno fa
Estero
Zelensky invita il presidente cinese a Kiev
"Siamo pronti a vederlo qui", ha affermato il presidente ucraino nell'intervista tenuta a bordo di un treno durante uno dei suoi spostamenti nel Paese.

Volodymyr Zelensky ha invitato il leader cinese Xi Jinping a Kiev: lo ha reso noto lo stesso Zelensky in un'intervista esclusiva all'agenzia di stampa AP pubblicata online. "Siamo pronti a vederlo qui", ha affermato il presidente ucraino nell'intervista tenuta a bordo di un treno durante uno dei suoi spostamenti nel Paese. "Voglio parlare con lui - ha aggiunto -. Ho avuto contatti con lui prima della guerra su larga scala. Ma durante tutto questo anno, più di un anno, non ho avuto (contatti)".

un anno fa
Estero
Quasi 20'000 i bambini deportati in Russia
A questo dato vanno aggiunti i 4'390 bambini orfani, con un solo genitore o privi di cure parentali che secondo lo stesso ministero - come annunciato ieri - si trovano nei territori occupati o in Russia.

Sono 19'514 i bambini ucraini deportati illegalmente in Russia: è quanto emerge dall'ultimo aggiornamento pubblicato dal Ministero della reintegrazione ucraino sul sito statale 'Children of War': lo riportano i media nazionali. A questo dato vanno aggiunti i 4'390 bambini orfani, con un solo genitore o privi di cure parentali che secondo lo stesso ministero - come annunciato ieri - si trovano nei territori occupati o in Russia. Ad oggi, solo 327 bambini sono stati rimpatriati in Ucraina. Sono almeno 465 i bambini uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione da parte delle forze russe: è quanto emerge dai dati forniti dalle Procure per i minorenni, secondo quanto riporta Kyiv Independent. Allo stesso tempo, il bilancio dei bambini feriti è salito ad almeno 943.

un anno fa
Estero
Il Canada estende a Kiev un prestito da 1,6 miliardi euro
Kiev finora ha ricevuto 5,4 miliardi di dollari (3,66 miliardi di euro) in aiuti canadesi, di cui oltre 1 miliardo in aiuti militari.

Il Canada estenderà un prestito da 2,4 miliardi di dollari canadesi (oltre 1,6 miliardi di euro) all'Ucraina nel prossimo anno finanziario, per aiutare a sostenere le finanze di Kiev. Lo riportano i media internazionali. La misura è contenuta nell'ultimo bilancio federale presentato ieri in Parlamento dal ministro delle Finanze canadese Chrystia Freeland. Il nuovo prestito per l'Ucraina sarà distribuito attraverso il Fondo monetario internazionale (Fmi). Si basa sui precedenti sostegni fiscali del Canada all'Ucraina, destinati a compensare la devastazione economica causata dall'invasione su vasta scala della Russia. Kiev finora ha ricevuto 5,4 miliardi di dollari (3,66 miliardi di euro) in aiuti canadesi, di cui oltre 1 miliardo in aiuti militari.

un anno fa
Guerra in Ucraina
I 18 Leopard tedeschi a Kiev, Mosca minaccia gli Usa
Completato l'invio dei carro armati garantiti all'Ucraina dalla Germania. Intanto sono state lanciate nuove minacce all'indirizzo degli USA: "La Russia possiede armi avanzate e uniche in grado di distruggere qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti, in caso di minaccia alla sua esistenza", ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev.

Promessa mantenuta: a due mesi dall'annuncio del governo di Olaf Scholz, Berlino ha completato l'invio dei 18 carri armati Leopard 2 garantiti a Kiev per sostenere la difesa dall'invasione russa. "Gli ultimi carri armati hanno lasciato la Germania alla fine della scorsa settimana e ora sono stati consegnati" in territorio ucraino, ha scritto il settimanale der Spiegel prima che arrivasse la conferma ufficiale del cancelliere. Si rafforza così la potenza di fuoco ucraina mentre Kiev si prepara a una controffensiva per riprendersi i territori dell'est, ma Mosca non sta a guardare: il Cremlino ha annunciato che la Russia procederà con i piani di dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia indipendentemente dalla reazione dell'Occidente. E il segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev ha lanciato nuove minacce, mettendo stavolta nel mirino direttamente l'America: "La Russia possiede armi avanzate e uniche in grado di distruggere qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti, in caso di minaccia alla sua esistenza", ha avvertito in un'intervista al quotidiano Rossiyskaya Gazeta.

La Nato è parte della guerra

Per Patrushev "di fatto i Paesi della Nato sono parte della guerra" e "non nascondono che il loro obiettivo principale è cercare di prolungare questo conflitto militare il più a lungo possibile, la sconfitta della Russia sul campo di battaglia e un'ulteriore divisione". Secondo il Cremlino, la prova del coinvolgimento occidentale sarebbero proprio le armi fornite a Kiev: oltre ai carri armati tedeschi, anche tre Leopard donati dal Portogallo hanno raggiunto l'Ucraina, ha riferito una fonte di sicurezza citata da Reuters. Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha confermato che i tank saranno schierati in diverse sezioni della linea del fronte ad aprile o maggio. Reznikov ha anche confermato che l'Ucraina ha ricevuto anche i suoi primi carri armati britannici Challenger.

Putin "cerca una vittoria completa sul terreno"

Perché per Kiev non esiste pace senza liberazione dei territori occupati dai russi, con le buone o le cattive. Una soluzione negoziata resta lontana, e di certo l'annuncio di Mosca di voler tirare dritto sulle atomiche in Bielorussia non aiuta: nelle circostanze attuali, "tutte le parti dovrebbero concentrarsi sugli sforzi diplomatici per risolvere pacificamente la crisi ucraina e promuovere di concerto l'allentamento delle tensioni", è stato il commento al riguardo della Cina, mentre ieri la Nato aveva condannato "la retorica nucleare" di Putin come "pericolosa e irresponsabile". Per gli analisti dell'Institute for the study of the war, lo zar "cerca una vittoria completa in Ucraina, che sembra fiducioso di poter raggiungere nel tempo e rifiuta l'idea che l'attuale realtà militare richieda una soluzione negoziata del conflitto". E le controffensive ucraine "sono quasi certamente necessarie, ma non sufficienti a persuadere Putin a negoziare in termini accettabili", secondo il think tank americano. Ma Kiev insiste, e lancia segnali a Mosca con nuovi attacchi a Mariupol, nel Donetsk, e a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, entrambe città occupate dall'esercito russo. Proprio a Zaporizhzhia peraltro si è recato ieri Volodymyr Zelensky: il presidente ucraino ha visitato le truppe e incontrato il capo dell'Aiea, Rafael Grossi, in visita nella regione mentre crescono i timori per un possibile incidente alla centrale nucleare. "Senza l'immediato ritiro delle truppe e del personale russo dall'impianto e dai territori adiacenti, qualsiasi iniziativa per ripristinare la sicurezza nucleare è destinata al fallimento", è stato però il monito del leader ucraino.

Continuano gli attacchi

Le bombe degli invasori intanto continuano a cadere nel Donetsk, dove due persone sono state uccise e 29 sono rimaste ferite a Slovyansk. A Bakhmut la situazione è "costantemente difficile" ma resistere è una "necessità militare", secondo il comandante delle forze di terra di Kiev, Oleksandr Syrskyi, per il quale sullo sviluppo degli eventi "si valutano tutte le possibili opzioni". Mentre 90 chilometri a sud, i russi stanno trasformando Avdiivka in "un luogo da film post-apocalittico", intensificando i bombardamenti e costringendo a chiudere quasi completamente la città ucraina in prima linea, ha denunciato il capo dell'amministrazione militare Vitaliy Barabash.

un anno fa
L'appello
"Servono misure urgenti per prevenire una guerra nucleare"
Lo ha scritto ieri su twitter Nicolas Bideau, attuale capo di Comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), riferendosi a quanto affermato sabato dal presidente russo Vladiimir Putin sulla costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche in Bielorussia.

Alla luce delle recenti notizie, secondo cui la Russia starebbe pianificando il dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia, la Svizzera chiede misure urgenti per ridurre qualsiasi rischio associato al loro impiego. Lo ha scritto ieri su twitter Nicolas Bideau, attuale capo di Comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). "Una guerra nucleare non può essere vinta, non deve mai essere combattuta", ha aggiunto. Sabato il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato che entro i prossimi mesi "sarà completata la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche in Bielorussia".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Dispiegheremo armi nucleari tattiche in Bielorussia"
© Shutterstock
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È quanto dichiarato dal presidente russo. Il capo di stato dichiara di voler addestrare i militari bielorussi "come hanno fatto gli Stati Uniti in Europa".

"Il primo luglio sarà completata la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche in Bielorussia. Mosca e Minsk hanno convenuto che, senza violare i loro obblighi ai sensi del Trattato Start, avrebbero dispiegato lì armi nucleari tattiche". Lo annuncia il presidente russo Vladimir Putin citato da Ria Novosti.

Addestramento di militari bielorussi

Putin, citato dall'agenzia Interfax, ha precisato che "non trasferiamo le nostre armi nucleari tattiche in Bielorussia, ma le metteremo lì per addestrare i militari" bielorussi, "come hanno fatto gli Stati Uniti in Europa". "Gli Stati Uniti hanno distribuito da tempo le loro armi nucleari tattiche in alcuni Paesi, quindi la richiesta della Bielorussia di queste armi alla Russia non è insolita", ha aggiunto il leader del Cremlino.

un anno fa
Conflitti
Blindati svizzeri avvistati in Ucraina
© Wikimedia - Clément Dominik, CC BY-SA 2.5
© Wikimedia - Clément Dominik, CC BY-SA 2.5
Sono apparsi su alcune foto che si trovano in rete. Sul caso la Seco "sta verificando se vi siano state violazioni del divieto di riesportazione".

Immagini pubblicate su internet mostrano la presenza sul fronte in Ucraina di uno o due veicoli blindati del produttore svizzero Mowag. La Segreteria di Stato dell'economia (Seco), responsabile delle esportazioni di materiale bellico, verifica se vi siano state violazioni del divieto di riesportazione. La foto su un sito web ucraino riportata da media non consente di "trarre conclusioni affidabili sul tipo di veicolo e sul luogo in cui si trova", ha indicato oggi la Seco commentando un articolo della Neue Zürcher Zeitung (NZZ). Una ricostruzione definitiva dell'origine del veicolo è possibile solo con l'aiuto del numero di telaio, ha indicato la Seco a Keystone-ATS, precisando che questo non è disponibile.

Esportazioni anni '90 e '00

Secondo la Seco, le indagini finora condotte hanno dimostrato che negli anni Novanta, un totale di 36 veicoli blindati Eagle-I sono stati esportati dall'azienda produttrice Mowag, che ha sede a Kreuzlingen (TG), all'esercito danese. L'esportazione è avvenuta in conformità alla legge sul materiale bellico in vigore allora. Nelle dichiarazioni di non riesportazione, la Danimarca si è impegnata a non vendere i veicoli a Paesi terzi senza l'approvazione della Svizzera. Il 17 dicembre 2012, la Danimarca ha chiesto l'autorizzazione a riesportare 27 veicoli a una società privata tedesca, cosa che la Confederazione ha permesso il 5 aprile 2013. La società tedesca, come la Danimarca prima di lei, si è impegnata a non riesportarli. Su richiesta della Seco e del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), le autorità danesi hanno confermato di non aver ceduto alcun veicolo Eagle da ricognizione senza il consenso della Svizzera. Secondo la Seco, la Svizzera è attualmente in contatto con la Germania. Attualmente non si sa quando questi chiarimenti saranno conclusi, indica la Seco.

Due avvistamenti in Ucraina

La NZZ, come anche La Liberté, Le Courrier, Arcinfo e Le Nouvelliste, hanno indicato che la foto di uno dei due veicoli in questione trovata in internet era del fotografo di guerra spagnolo Jose Colon e mostra il presunto veicolo blindato Mowag davanti al centro culturale della piccola città ucraina orientale di Časiv Jar, pochi chilometri dietro la linea del fronte nei pressi di Bachmut. L'altra foto del veicolo, riconoscibile per il portellone e gli specchietti laterali, è stata scattata dall'agenzia di stampa francese AFP il 18 marzo nella città di Avdiïvka e pubblicata, secondo la NZZ, qualche giorno fa. Non è chiaro se si tratti dello stesso veicolo, scrive il giornale. La legge sul materiale bellico vieta il trasferimento di armamenti a Stati in conflitto armato ed è controversa in Svizzera in relazione alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. Il Consiglio federale ha ribadito il divieto di trasferimento in diverse occasioni, nonostante le pressioni internazionali. L'azienda turgoviese Mowag, specializzata in carri armati su ruote, appartiene dal 2003 all'azienda di difesa statunitense General Dynamics.

un anno fa
Estero
Budapest: "Non arresteremo Putin"
Lo ha detto Gergely Gulyás, capo di gabinetto del premier ungherese. Il mandato di arresto, ha aggiunto Gulyàs, è "infelice" perché ostacola ulteriormente la fine della guerra.

L'Ungheria non arresterebbe Vladimir Putin se mettesse piede sul suo territorio. Lo ha detto Gergely Gulyás, capo di gabinetto del premier ungherese, Viktor Orban, citato dai media locali. Sebbene Budapest abbia aderito alla Corte penale internazionale, ha spiegato, il trattato "non è stato ancora promulgato" poiché "contrario alla Costituzione". Il mandato di arresto, ha aggiunto Gulyàs, è "infelice" perché ostacola ulteriormente la fine della guerra. Secondo un portavoce della Cpi interpellato dall'agenzia italiana ANSA, l'Ungheria "ha ratificato il trattato nel 2001" e ha "l'obbligo di cooperare con la Corte nel quadro dello Statuto di Roma".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Attacchi hacker russi a diversi siti italiani
Tra i siti presi di mira ci sono anche quelli del governo, della Camera dei deputati, dei ministeri di difesa ed esteri, degli aeroporti di Bologna e dell'Azienda trasporti milanesi (Atm).

Nuova ondata di attacchi informatici degli hacker filorussi noname057(16) a siti italiani. Coinvolti, tra gli altri, ministero dei trasporti, l'Autorità regolatrice dei trasporti e l'Azienda per la mobilità di Roma Capitale (Atac). La Polizia postale sta intervenendo in supporto; al momento i sistemi stanno tenendo, riferisce l'agenzia di stampa italiana Ansa. Il gruppo sul suo canale Telegram cita i 20 militari ucraini addestrati in Italia sul sistema antimissile Samp-T e le parole di ieri della premier Giorgia Meloni secondo cui non ci sarebbero le condizioni per avviare negoziati sull'Ucraina.

Siti presi di mira

Tra i siti presi di mira ci sono anche quelli del governo, della Camera dei deputati, dei ministeri di difesa ed esteri, degli aeroporti di Bologna e dell'Azienda trasporti milanesi (Atm). Gli attacchi, come già nelle precedenti occasioni, sono di tipo Ddos (Distributed denial of service): si punta a rendere indisponibile un sito sovraccaricandolo di richieste di accesso. Sul loro canale i "noname" postano la solita immagine ironica di un orso che saluta accanto al simbolo della Repubblica italiana. E c'è nuovamente il riferimento al direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Bruno Frattasi: "Frattasi we're coming" (Frattasi, stiamo arrivando), scrivono gli hacker.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Missile russo sulla regione di Odessa"
o ha riferito l'amministrazione militare del distretto, spiegando che un edificio residenziale è stato danneggiato e ci sarebbero feriti.

Le forze russe hanno lanciato un attacco missilistico sulla regione di Odessa. Lo ha riferito l'amministrazione militare del distretto, spiegando che un edificio residenziale è stato danneggiato e ci sarebbero feriti. "Grazie all'efficace prestazione delle nostre forze di difesa aerea, alcuni missili sono stati abbattuti, ma uno è caduto e un edificio residenziale è stato parzialmente danneggiato. Ci sono vittime, ma nessuno è rimasto ucciso", si legge in una nota. Secondo le autorità ucraine, i missili sono stati lanciati da caccia Su-35 dal mare.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Ho invitato la Cina al dialogo, attendo una risposta"
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È quanto ha detto di aver fatto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di aver "invitato" la Cina al dialogo e di "aspettare una risposta", mentre il suo omologo cinese Xi Jinping è a Mosca per suggellare la sua alleanza con Vladimir Putin. "Abbiamo offerto alla Cina di diventare un partner nell'attuazione della formula di pace. Abbiamo trasmesso la nostra formula su tutti i canali. Vi invitiamo al dialogo. Aspettiamo la vostra risposta", ha detto Zelensky in una conferenza stampa, aggiungendo di "ricevere segnali, ma niente di concreto" in questa fase.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"La soluzione sono i colloqui di pace"
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Questa la soluzione alla guerra in Ucraina condivisa dal presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin .

Il presidente cinese Xi Jinping e l'omologo russo Vladimir Putin hanno firmato una dichiarazione congiunta al Cremlino "sull'approfondimento del partenariato strategico globale di coordinamento dei due Paesi per la nuova era", sottolineando che la crisi ucraina "dovrebbe essere risolta attraverso colloqui di pace". Lo scrive su Twitter la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying. Le due parti "si oppongono alla pratica di qualsiasi Paese o gruppo di Paesi di cercare vantaggi in campo militare, politico e di altro tipo a scapito dei legittimi interessi di sicurezza di altri Paesi", ha aggiunto la portavoce del ministero degli Esteri cinese. Sulla questione ucraina, "le due parti ritengono che gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite debbano essere osservati e il diritto internazionale rispettato. La Russia parla positivamente della posizione obiettiva e imparziale della Cina sulla questione ucraina".

La posizione del Cremlino

Mosca, dal canto suo, "accoglie con favore la volontà della Cina di svolgere un ruolo positivo per la soluzione politica e diplomatica della crisi ucraina e accoglie con favore le proposte costruttive contenute nella posizione della Cina sulla soluzione politica della crisi ucraina". La Russia "ribadisce il suo impegno per la ripresa dei colloqui di pace il prima possibile, cosa che la Cina apprezza", aggiunge su Twitter Chunying, riguardo alla dichiarazione congiunta firmata al Cremlino dai presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin. Il piano di pace della Cina può essere preso come base per un accordo di pace in Ucraina quando l'Occidente e Kiev saranno pronti, ha detto da parte sua il presidente russo Vladimir Putin, come riporta Ria Novosti.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Presidenza di Kiev: "Non vogliamo un cessate il fuoco"
Secondo il portavoce presidenziale Mikhailo Podolyak, ogni tentativo di congelare il conflitto "lo farebbe protrarre. Un cessate il fuoco significherà solamente una guerra non finita che brucia nel cuore d'Europa".

L'Ucraina è contraria ad un cessate il fuoco perché ciò significherebbe protrarre il conflitto. Lo ha detto il portavoce presidenziale Mikhailo Podolyak, mentre a Mosca il presidente cinese Xi Jinping sta discutendo il piano di pace di Pechino con quello russo Vladimir Putin. "Ogni tentativo di congelare il conflitto lo farebbe protrarre; un cessate il fuoco significherà una cosa solo, una guerra non finita che brucia nel cuore d'Europa", scrive Podolyak in un tweet.

"Traete le giuste conclusioni e non usate la parola 'pace' negli interessi della Russia", ha aggiunto Podolyak. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri, Oleg Nikolenko, aveva detto che l'Ucraina seguiva "da vicino" la visita di Xi a Mosca e gli aveva chiesto di "usare la sua influenza" su Putin per convincerlo a mettere fine alla guerra.

un anno fa
Estero
Faccia a faccia tra Putin e Xi
È cominciato al Cremlino l'incontro tra il presidente russo e il suo omologo cinese.

È cominciato al Cremlino un incontro informale faccia a faccia tra i presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping. Lo rende noto l'agenzia Ria Novosti. I colloqui continueranno durante una cena di lavoro. "Sono convinto che sotto la sua dirigenza la Cina farà ulteriori passi nel suo sviluppo e raggiungerà gli obiettivi posti. È simbolico che 10 anni fa ci siamo incontrati qui come prima visita in veste di Capo di Stato cinese, da allora ci sono stati sostanziali passi avanti nello sviluppo delle nostre relazioni". Sono le prime parole del presidente russo Vladimir Putin nel suo incontro con il presidente cinese Xi. Il presidente cinese al Cremlino ha definito Putin "un caro amico". "I nostri paesi devono avere stretti rapporti", ha affermato Xi, come riporta Ria Novosti.

Interesse per le proposte della Cina sull'Ucraina

"Guardiamo con interesse alle proposte della Cina per risolvere la crisi in Ucraina", ha aggiunto Putin rivolgendosi a Xi Jinping all'inizio del loro incontro. "Nel nostro incontro avremo l'opportunità di discutere" il piano cinese, ha sottolineato Putin, seduto accanto a Xi davanti a un caminetto di marmo bianco con decorazioni dorate. "Noi siamo aperti ai negoziati", ha aggiunto il presidente russo, affermando che una soluzione diplomatica per l'Ucraina deve tenere conto del "principio della sicurezza indivisibile di tutti i Paesi".

"Sono sicuro che il popolo russo sosterrà Putin nel 2024"

Il presidente cinese Xi Jinping è convinto che i cittadini russi sosterranno Vladimir Putin alle prossime elezioni presidenziali del 2024. "So che le prossime elezioni presidenziali si svolgeranno nel vostro Paese l'anno prossimo. Grazie alla sua forte leadership, negli ultimi anni la Russia ha compiuto progressi significativi in termini di successi e prosperità del Paese", ha dichiarato Xi all'inizio del bilaterale, come riporta Interfax. "Sono sicuro che il popolo russo la sosterrà con forza nei suoi buoni propositi", ha detto il leader cinese.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Xi: "Fine della guerra solo se si segue l'idea di sicurezza collettiva"
Il leader cinese Xi Jinping: "La comunità internazionale ha capito che nessuna potenza globale è superiore a tutte le altre".

"La risoluzione del conflitto in Ucraina sarà possibile se le parti seguiranno le linee guida del concetto di sicurezza collettiva". Lo afferma il leader cinese Xi Jinping scrivendo sulla Rossiyskaya Gazeta prima del suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, il quale ha pubblicato un articolo 'parallelo' sul Quotidiano del popolo cinese. Per Xi, il cui articolo è citato dall'agenzia Tass, "la comunità internazionale ha capito che nessuna potenza globale è superiore a tutte le altre".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Kiev, Putin a Mariupol mostra cinismo e mancanza di rimorso
Hanno reagito alla visita di Putin a Mariupol il consigliere presso la presidenza ucraina Mykhaylo Podolyak e il ministero ucraino della Difesa.

La presidenza ucraina critica la visita di Vladimir Putin a Mariupol sottolineandone il "cinismo" e la "mancanza di rimorso".

Reazioni

"Il criminale torna sempre sulla scena del crimine. Mentre il mondo civilizzato annuncia l'arresto del 'direttore di guerra' (Putin) in caso di attraversamento dei suoi confini, l'assassino di migliaia di famiglie Mariupol è venuto ad ammirare le rovine della città e le tombe. Cinismo e mancanza di rimorso". Ha scritto su Twitter il consigliere presso la presidenza ucraina Mykhaylo Podolyak.

"Come si addice a un ladro, Putin ha visitato l'ucraina Mariupol, sotto la copertura della notte. Innanzitutto, è più sicuro. Inoltre, l'oscurità gli permette di evidenziare ciò che vuole mostrare, e tenere al riparo da occhi indiscreti la città completamente distrutta dal suo esercito e i suoi pochi abitanti sopravvissuti", ha dal canto suo scritto il ministero ucraino della Difesa sul suo account Twitter.

un anno fa
Ucraina
Putin ha visitato Mariupol: "Amplieremo la città"
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Il presidente russo ha guidato lungo le strada della città, fermandosi in diverse località.

Il presidente russo Vladimir Putin ha effettuato "una visita di lavoro" nella città ucraina di Mariupol, nell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Lo rende noto il servizio stampa del Cremlino, citato dall'agenzia russa Tass.

Visita di luoghi della città

Putin ha "ispezionato una serie di luoghi della città e parlato con i residenti locali", spiega Mosca aggiungendo che il presidente russo "si è recato a Mariupol in elicottero; ha guidato un veicolo lungo le strade della città, fermandosi in diverse località". Proprio pochi giorni fa l'amministrazione militare russa aveva inaugurato una piattaforma per elicotteri sull'acciaieria Azovstal di Mariupol, per mesi roccaforte della difesa ucraina fino alla resa del maggio scorso.

Costruzione di quartieri residenziali a Mariupol

Secondo quanto riferisce ancora il Cremlino, Putin ha anche tenuto un incontro nella città russa meridionale di Rostov sul Don con i vertici militari nel posto di comando "dell'operazione militare speciale" in corso in Ucraina. Vladimir Putin ha promesso che Mosca costruirà altri quartieri residenziali a Mariupol, nell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Tass, durante la sua visita nella città dell'Ucraina orientale Putin ha parlato con un residente locale, che ha definito il luogo "un piccolo angolo di paradiso". E il presidente russo ha detto: "Lo amplieremo".

un anno fa
Estero
"Centinaia di bambini deportati da orfanotrofi in Russia"
Lo ha dichiarato il procuratore della CPI Karim Khan.

"Gli incidenti identificati dal mio Ufficio includono la deportazione di almeno centinaia di bambini prelevati da orfanotrofi e case di accoglienza per bambini. Molti di questi bambini, secondo noi, sono stati dati in adozione nella Federazione Russa". E' quanto dichiara in una presa di posizione il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan. "La legge è stata modificata nella Federazione Russa, attraverso decreti presidenziali emanati dal Presidente Putin, per accelerare il conferimento della cittadinanza russa, rendendo più facile l'adozione da parte di famiglie russe. Il mio Ufficio sostiene che questi atti, tra gli altri, dimostrano l'intenzione di allontanare definitivamente questi bambini dal loro Paese. Al momento di queste deportazioni, i bambini ucraini erano persone protette dalla Quarta Convenzione di Ginevra", spiega Khan aggiungendo: "Nella nostra richiesta abbiamo anche sottolineato che la maggior parte degli atti di questo schema di deportazione sono stati effettuati nel contesto degli atti di aggressione commessi dalle forze militari russe contro la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, iniziati nel 2014".

un anno fa
Estero
La commissaria russa per i diritti dei bambini: "Continuiamo a lavorare"
Maria Alekseyevna Lvova-Belova ha commetnato il mandato d'arresto della CPI nei suoi confronti.

"Continuiamo a lavorare". Lo ha dichiarato Maria Alekseyevna Lvova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini presso il Cremlino, commentando il mandato d'arresto della Corte penale internazionale nei suoi confronti con l'accusa di trasferimento forzato di bambini ucraini. Lo riporta la Tass. "È fantastico che la comunità internazionale abbia apprezzato il lavoro per aiutare i bambini del nostro Paese, che non li lasciamo nelle zone di guerra, che li portiamo fuori, creiamo per loro buone condizioni, che li circondiamo di persone affettuose e premurose. Ci sono state sanzioni da tutti i Paesi, anche dal Giappone, in relazione a me, ora un mandato d'arresto. Interessante, cosa succederà dopo? Bene, continuiamo a lavorare", sono state queste le parole di Lvova-Belova secondo la Tass.

un anno fa
Estero
Kiev esulta: "Decisione storica"
Così il procuratore generale dell'Ucraina, Andrij Kostin, ha commentato su Twitter il mandato d'arresto emanato dalla Corte penale internazionale contro il presidente russo Vladimir Putin.

"Sono personalmente grato al procuratore della Cpi Karim Khan per questa storica decisione. Continuiamo la stretta collaborazione con la Cpi nei casi di deportazione forzata di bambini ucraini. Oltre 40 volumi di fascicoli, più di 1000 pagine di prove già condivise con la Corte", ha scritto su Twitter.

L'inizio della fine per Mosca

"Il mondo è cambiato. La Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per lo stratega Putin. È un chiaro segnale per le élite russe di ciò che accadrà loro e perché non sarà come prima. È l'inizio della fine della Federazione russa nella sua forma attuale sulla scena mondiale. È una chiara procedura legale. Aspettate". Lo scrive su Twitter il consigliere presidenziale ucraino Mikhaylo Podolyak, commentando il mandato di arresto della Cpi emesso contro il presidente russo Vladimir Putin.

un anno fa
Estero
La reazione di Mosca: "Nessun significato"
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha commentato la notizia del mandato d'arresto contro il presidente Vladimir Putin: "Le decisioni della Corte penale internazionale non hanno alcun significato per il nostro Paese, nemmeno dal punto di vista legale".

La Russia, sottolinea Zakharova in una dichiarazione sul suo canale Telegram, "non è parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e non ha obblighi sulla base di questo". "La Russia non coopera con questo organismo e gli eventuali ordini d'arresto da parte della Cpi sono per noi privi di base legale", aggiunge. Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha giudicato "inaccettabile" sul piano legale il mandato d'arresto per Vladimir Putin da parte della Corte penale internazionale. "Non riconosciamo la giurisdizione della Corte e ogni sua decisione è priva di base legale", ha affermato il portavoce, citato dall'agenzia Ria Novosti.

un anno fa
Guerra in Ucraina
La Corte Penale Internazionale emette un mandato d'arresto per Putin
La Corte dell'Aja accusa il presidente russo di crimini di guerra. Un secondo mandato di cattura è stato emesso nei confronti di Maria Lvova-Belova, commissaria di Mosca per i diritti dei bambini.

La Corte penale internazionale ha emesso un ordine di arresto per il presidente russo Vladimir Putin in relazione alla guerra in Ucraina. Il clamoroso annuncio arriva dall'Aja. Il presidente russo è accusato di crimini di guerra. 

Le accuse

Il presidente russo è accusato di aver deportato illegalmente migliaia di bambini dalle zone occupate dell'Ucraina alla Russia, si legge nella nota diramata dalla stessa Corte. Oltre a Putin, un altro mandato di arresto è stato spiccato nei confronti di Maria Alekseyevna Lvova-Belova, commissaria per i diritti dei bambini presso il Cremlino. I reati sarebbero stati commessi nel territorio occupato ucraino almeno a partire dal 24 febbraio 2022. "Vi sono fondati motivi per ritenere che Putin abbia la responsabilità penale individuale per i suddetti crimini, per averli commessi direttamente, insieme ad altri e/o per interposta persona, e per il suo mancato controllo sui subordinati civili e militari che hanno commesso quegli atti", prosegue la nota.

Perché sono stati emessi i mandati

La Corte sottolinea che i mandati di cattura sono stati emessi dalla II Camera preliminare dopo le istanze di accusa presentate il 22 febbraio 2023, a un anno esatto dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, e di averli fin qui tenuti "segreti al fine di proteggere vittime e testimoni e anche per salvaguardare le indagini". "Tuttavia - spiega la Corte -, consapevole che le condotte contestate nella fattispecie sarebbero ancora in corso, e che la conoscenza pubblica dei mandati può contribuire a prevenire l'ulteriore commissione di reati, la Camera ha ritenuto che sia nell'interesse della giustizia autorizzare la Cancelleria a rendere pubblica l'esistenza di questi mandati, il nome degli indagati, i reati per i quali i mandati sono stati emessi e le modalità di responsabilità stabilite dalla Camera".

Le spiegazioni del presidente della Corte Piotr Hofmański

"I giudici della Corte penale internazionale hanno esaminato i documenti e le prove raccolte dal procuratore e hanno stabilito che c'erano accuse credibili contro queste due persone", ha dichiarato in un video il presidente della Cpi, giudice Piotr Hofmański, annunciando la decisione odierna della II Camera preliminare. "La Cpi sta facendo la sua parte di lavoro, i giudici hanno emesso i mandati d'arresto. La loro esecuzione dipende dalla collaborazione internazionale".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Più di 80'000 ucraini hanno richiesto statuto S
Il Consiglio federale ha attivato lo statuto di protezione S il 12 marzo 2022. Consente di ottenere rapidamente il diritto di soggiorno senza dover seguire una regolare procedura di asilo.

Sono 80'124 le richieste registrate in Svizzera per ottenere uno statuto di protezione S dall'inizio della guerra in Ucraina un anno fa, ha indicato oggi la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Di queste, 77'231 persone l'hanno ottenuto. Finora questo statuto è giunto al termine per 9'867 cittadini provenienti dall'Ucraina, mentre la sua scadenza è in corso di esame per 1'763 persone, precisa la SEM su Twitter. Il Consiglio federale ha attivato lo statuto di protezione S il 12 marzo 2022. Consente di ottenere rapidamente il diritto di soggiorno senza dover seguire una regolare procedura di asilo. A inizio novembre, il Consiglio federale ha deciso di mantenerlo fino a marzo 2024, sottolineando come la situazione in Ucraina fosse ancora molto instabile. Anche l'UE, a metà ottobre, ha prolungato questa protezione provvisoria fino alla primavera 2024.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Xi Jinping in visita in Russia dal 20 al 22 marzo
Lo riferisce il ministero degli esteri cinese in una nota. La visita servirà a discutere "la cooperazione strategica" tra i due Paesi, sottolinea dal canto suo in una nota il Cremlino.

Il presidente cinese Xi Jinping sarà impegnato in un viaggio in Russia dal 20 al 22 marzo prossimi. Lo riferisce il ministero degli esteri cinese in una nota. La visita di Xi servirà a discutere "la cooperazione strategica" tra i due Paesi, sottolinea dal canto suo in una nota il Cremlino, citato dalle agenzie di stampa russe. Il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Wang Wenbin, esprimendosi nel briefing quotidiano ha detto che il viaggio di Xi "riguarderà l'amicizia volta ad approfondire la fiducia reciproca tra Cina e Russia". Wang non ha confermato se Xi abbia anche pianificato una video chiamata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo la missione a Mosca, come ha riportato nei giorni scorsi il quotidiano statunitense Wall Street Journal (Wsj).

Sull'Ucraina è necessario dialogo politico

Alla domanda se Xi spiegherà nei dettagli al presidente russo Vladimir Putin il documento cinese sulla soluzione politica della crisi ucraina, presentato il 24 febbraio, e se eserciterà un'influenza sulla parte russa per risolvere la crisi, Wang ha risposto che "anche questa volta la visita è per la pace. Mantenere la pace nel mondo e promuovere lo sviluppo comune sono gli scopi della politica estera cinese". Sulla questione ucraina, "la Cina si è sempre schierata dalla parte della pace, del dialogo e della correttezza storica. Il documento ha riaffermato le idee fondamentali precedentemente proposte dal presidente Xi, che incarnano gli sforzi della Cina in Ucraina con una posizione obiettiva e imparziale". "Crediamo sempre che il dialogo politico sia l'unico modo per risolvere conflitti e controversie, e la consegna di armi, le sanzioni unilaterali e l'estrema pressione non faranno che intensificare le contraddizioni e aumentare le tensioni, che non sono in linea con gli interessi e le aspettative della maggior parte dei paesi del mondo", ha proseguito il portavoce. Pertanto, la Cina "manterrà la sua posizione obiettiva ed equa sulle questioni dei punti caldi internazionali e regionali come la crisi ucraina e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione politica della crisi".

Xi a Mosca dopo quattro anni

Xi sarà a Mosca per la prima volta in quasi quattro anni, impegnato nel suo primo viaggio all'estero da quando la scorsa settimana il Congresso nazionale del popolo - ramo legislativo del parlamento - gli ha affidato il suo terzo mandato consecutivo alla guida della Repubblica popolare cinese. Anche nel 2013, ottenuto il suo primo mandato quinquennale parte del ciclo decennale alla presidenza, il leader cinese inaugurò le sue missioni all'estero partendo proprio da Mosca, che gli riservò un'accoglienza imperiale, tra il picchetto d'onore a cavallo - mai usato prima per un ospite straniero - e un lungo tappeto rosso nella sala di San Giorgio al Cremlino. L'ultima visita di Xi in Russia è del 2019, mentre quella di Putin a Pechino è del 4 febbraio 2022 per la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali, poche settimane prima dell'invasione russa dell'Ucraina: nell'occasione i due leader siglarono la dichiarazione congiunta sull'"amicizia senza limiti" tra i due paesi. Xi e Putin si sono incontrati personalmente lo scorso settembre al vertice dei paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) di Samarcanda, in Uzbekistan.

La posizione della Cina sulla guerra in Ucraina

La Cina, sul conflitto ucraino, ha tenuto una posizione di neutralità ambigua, rifiutandosi di condannare Mosca a cui ha dato un sostegno diplomatico in tutti i contesti multilaterali, a partire dall'Onu. In un documento di posizione in dodici punti sulla guerra diffuso il 24 febbraio, nel primo anniversario dell'aggressione russa, la Cina ha chiesto il dialogo e il rispetto per la sovranità territoriale di tutti i paesi, senza articolare il principio generale applicato al caso specifico. Ieri il ministro degli esteri cinese Qin Gang ha esortato Kiev e Mosca a riavviare i colloqui di pace "il prima possibile" in una telefonata con l'omologo ucraino Dmytro Kuleba che, a sua volta, ha riferito di aver sollevato l'importanza dell'integrità territoriale dell'Ucraina. Pechino, come riferito da una nota della diplomazia cinese, "spera che tutte le parti mantengano la calma, esercitino moderazione, riprendano i colloqui di pace il prima possibile e tornino sul binario della soluzione politica".

un anno fa
Conflitti
La guerra in Ucraina avvicina gli svizzeri alla Nato
Stando allo studio "Sicurezza 2023" pubblicato oggi dall'accademia militare del Politecnico federale di Zurigo il 55% degli svizzeri si è dichiarato favorevole a un avvicinamento alla Nato. Il 10% in più rispetto allo scorso anno.

L'attacco militare della Russia all'Ucraina ha rafforzato l'idea di un avvicinamento della Svizzera alla Nato. Secondo la maggioranza della popolazione, il tutto è compatibile con la neutralità. I tre quarti vedono un futuro a tinte fosche per il Mondo. Per quel che riguarda la Svizzera, in gennaio l'81% aveva una visione positiva del futuro, cinque punti percentuali in meno rispetto allo stesso mese del 2022, prima dello scoppio della guerra, mostra lo studio "Sicurezza 2023" pubblicato oggi dall'accademia militare (Acmil) del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dal Center for Security, sempre dell'ETH. Come più grande minaccia per la Svizzera, i cittadini con il 42% hanno nominato guerre e conflitti, seguiti dai cambiamenti climatici (34%) e da crisi finanziarie ed economiche (31%). Una maggioranza del 55% si è dichiarata favorevole a un avvicinamento alla Nato. Si tratta di dieci punti percentuali in più rispetto a un anno fa. Una risicata maggioranza sostiene che una tale mossa sarebbe compatibile con la neutralità. Parallelamente cala il sostegno all'autonomia militare.

Ampio sostegno alla neutralità

Nonostante un calo di sei punti percentuali, il 91% degli intervistati continua a sostenere la neutralità, con una stretta maggioranza che chiede alla Confederazione di schierarsi politicamente, rimanendo però neutrale a livello militare. La quota di chi chiede prese di posizioni chiare anche in guerra è cresciuta dal 18 al 27%. Invariata, rispetto al giugno 2022, l'opinione sulle sanzioni nei confronti della Russia: tre quarti trovano le misure corrette e per il 70% sono conformi alla neutralità. Secondo un terzo degli intervistati, proprio a causa delle sanzioni la Svizzera non può offrire i suoi buoni uffici. L'esercito è visto dal 78% delle persone come necessario, un dato superiore di 3 punti percentuali rispetto al gennaio 2022. I cittadini sono anche sempre più convinti dell'importanza di forze armate ben attrezzate.

Più fiducia negli Usa

La ricerca ha condotto l'ultima volta un'analisi sulla fiducia in altri Stati nel gennaio 2019. Rispetto ad allora è nettamente aumentata quella negli Stati Uniti. Rimane alta la fiducia nelle nazioni vicine, mentre cala quella nei confronti di Stati con regimi autoritari come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. Con l'Unione europea (Ue) la maggioranza continua a volere solamente relazioni economiche. Un'adesione è ben vista solo da una minoranza. Le organizzazioni dell'ETH conducono lo studio sulla sicurezza annualmente dal 1993. Per la ricerca di quest'anno l'istituto Link ha intervistato fra il 3 e il 20 gennaio 1238 aventi diritto di voto rappresentativi.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Allarme aereo in tutte le regioni, esplosioni a Kharkiv
Lo riferisce il capo dell'amministrazione regionale militare di Kharkiv, Oleg Sinegubov.

Allarme aereo questa mattina in tutte le regioni ucraine, compresa la capitale. Esplosioni sono state segnalate a Kharkiv, nell'Ucraina orientale, come riferisce il capo dell'amministrazione regionale militare, Oleg Sinegubov, citato da Unian. Secondo il gruppo di monitoraggio Belarusian Gayun, un MiG-31K russo "Dagger carrier" è decollato dal territorio della Bielorussia. "Gli aerei MiG-31K sono potenziali portatori di missili Dagger. Attualmente l'Ucraina non dispone di difese aeree in grado di abbattere questi missili", ha detto Sinegubov.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"12 attacchi missilistici e 40 raid russi in 24 ore"
È quanto emerge da un bilancio mattutino dello Stato maggiore interforze di Kiev, citato dal "Kyiv Independent".

Nelle ultime 24 ore la Russia ha lanciato contro l'Ucraina 12 attacchi missilistici, 40 raid aerei oltre a più di 100 razzi da lanciatori multipli, che hanno provocato vittime e danni nelle oblast di Kramatorsk e di Donetsk, secondo un bilancio mattutino dello Stato maggiore interforze di Kiev, citato dal "Kyiv Independent". Bombardamenti su Zatoka, sulla regione di Odessa, Ivanivka, sulla regione di Kherson hanno creato danni alle infrastrutture, fra cui a un asilo nido. Kiev rivendica di aver respinto 90 attacchi nemici e di aver bersagliato nove basi temporanee russe, tre sistemi di difesa antiaerea e tre postazioni di comando di Mosca sul suo territorio.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Non vogliamo uno scontro con gli USA"
Lo ha detto ai reporter l'ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, dopo essere stato convocato al Dipartimento di Stato americano per l'incidente tra un jet di Mosca e un drone Usa.

La Russia non vuole lo "scontro" con gli Stati Uniti: lo ha detto ai reporter l'ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, dopo essere stato convocato al Dipartimento di Stato americano per l'incidente tra un jet di Mosca e un drone Usa. La missione di ricognizione del velivolo senza pilota MQ-9 sopra il Mar Nero è stata una provocazione, ha affermato. "Il drone stava volando con i transponder spenti ed è entrato nella zona dell'operazione militare speciale. Le informazioni sulla zona sono state rese pubbliche tramite canali internazionali. Noi, Russia, abbiamo avvertito tutti al riguardo. Penso che questa sia stata una vera e propria provocazione", ha precisato ai giornalisti il diplomatico russo. "Ci hanno provocato a intraprendere una certa azione, che consente loro di accusare la Russia e l'esercito russo di non essere professionali", ha aggiunto Antonov. Il diplomatico ha quindi osservato che "per come la vediamo, gli aerei americani non dovrebbero trovarsi vicino al confine russo". "Potete immaginare se un drone del genere apparisse improvvisamente vicino a New York o San Francisco?", ha chiesto, anche se l'incidente è avvenuto nello spazio aereo internazionale.

Voli che servono "per raccogliere informazioni da passare a Kiev"

"Potete immaginare - ha proseguito - la reazione della stampa statunitense, del Pentagono, a questo drone? Che tipo di drone era? Pensateci prima di convocarmi al Dipartimento di Stato. Era un drone multiuso, con capacità di attacco fino a 1700 kg di carico esplosivo". "Ditemi come reagirebbe un Ministero della difesa di qualsiasi paese se la minaccia di un tale pericolo apparisse lungo i confini del suo paese?", ha chiesto ancora. "Sappiamo tutti - ha aggiunto Antonov - a cosa servano queste ricognizioni di velivoli senza pilota. Cioè a raccogliere informazioni di intelligence che poi l'Ucraina usa per colpire la Russia". Mosca si aspetta dunque che Washington "metta fine ai voli vicino ai confini russi", che definisce "ostili". "Penso che sia meglio che discutiamo al Dipartimento di Stato le vie della cooperazione e della mutua azione, ma sfortunatamente, la mia comunicazione con il Dipartimento di Stato ultimamente è stata solo per affrontare le sue proteste sulle azioni della Federazione Russa", ha detto. "La Federazione Russa non è interessata allo scontro. La parte russa è interessata a relazioni pragmatiche con gli Stati Uniti nell'interesse sia del popolo russo che di quello americano", ha concluso. Antonov ha avuto al Dipartimento di Stato un incontro di meno di 30 minuti con l'assistente del segretario di Stato per gli affari europei Karen Donfried.

un anno fa
Estero
Le spiegazioni di Mosca: "Il drone volava in direzione del confine russo"
Il ministero della difesa russo spiega cosa è successo tra il drone americano e i jet russi. "Non siamo entrati in contatto con il veicolo aereo senza equipaggio".

"Questa mattina, sul Mar Nero nella regione della penisola di Crimea, il controllo delle forze aerospaziali russe ha registrato il volo di un veicolo aereo senza pilota americano MQ-9 in direzione del confine di stato della Federazione Russa". Lo ha riferito il ministero della difesa russo, citato dall'agenzia di stampa ufficiale russa Tass, precisando che il drone volava con i transponder spenti "in violazione del regime temporaneo per l'uso dello spazio aereo, istituito ai fini dello svolgimento di un'operazione militare speciale". Dopo il rilevamento del drone, "combattenti delle forze di difesa aerea in servizio sono stati alzati in volo".

Nessuna collisione tra jet e drone

Il ministero della difesa russo ha anche dichiarato che i jet russi non sono entrati in contatto e non hanno usato armi contro il drone, che sarebbe caduto a causa delle sue stesse "brusche manovre". "A seguito di brusche manovre, il veicolo aereo senza pilota MQ-9 è entrato in volo incontrollato con perdita di quota e si è scontrato con la superficie dell'acqua. I combattenti russi non hanno usato armi aviotrasportate, non sono entrati in contatto con il veicolo aereo senza equipaggio e sono tornati sani e salvi alla base", si legge in una nota citata sempre dalla Tass.

un anno fa
Estero
Un jet russo si è scontrato con un drone Usa sul Mar Nero
A rendere noto l'incidente militari americani.

Un jet russo si è scontrato con un drone statunitense sul Mar Nero. Lo riferiscono all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) i militari americani. Il drone MQ-9 "stava conducendo operazioni di routine nello spazio aereo internazionale quando è stato intercettato e colpito da un aereo russo, provocando un incidente e la completa perdita dell'apparecchio", ha affermato il generale dell'aeronautica statunitense James Hecker, comandante della US Air Force Europa e Africa, citato dall'Afp. "In effetti, questo atto pericoloso e non professionale da parte dei russi ha quasi causato la caduta di entrambi i velivoli".

Secondo un funzionario statunitense a conoscenza dell'incidente citato dall'emittente televisiva Cnn, il Reaper e due jet Su-27 Flanker stavano operando in acque internazionali sul Mar Nero quando uno dei jet russi è volato intenzionalmente davanti e ha scaricato carburante di fronte al drone senza pilota. Uno dei jet ha poi danneggiato l'elica del Reaper, che è montata sul retro del drone, ha detto il funzionario. Il danno all'elica ha costretto gli Stati Uniti ad abbattere il Reaper in acque internazionali nel Mar Nero.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Ucraina a corto di truppe e munizioni, sale il pessimismo"
È quanto emerge da un'inchiesta del Washington Post, secondo cui l'Ucraina potrebbe aver subito fino a 120.000 morti e feriti.

Secondo un'inchiesta del Washington Post, le forze ucraine hanno subito perdite significative di uomini e armi dall'inizio della guerra e i funzionari occidentali stanno mettendo in dubbio che resistere a Bakhmut sia una strategia saggia. "La qualità delle forze ucraine è stata degradata da un anno di perdite, l'umore delle truppe in prima linea è cupo, alcuni funzionari ucraini mettono in dubbio la prontezza di Kiev nell'organizzare la controffensiva di primavera". Wp riferisce che l'Ucraina potrebbe aver subito fino a 120.000 morti e feriti, rispetto ai 200.000 russi, sebbene le perdite siano tenute segrete anche agli alleati.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Kiev, violenti combattimenti per il centro di Bakhmut
I russi "attaccano da più direzioni" per "avanzare verso i distretti centrali", ha detto il comandante Syrsky, citato dall'ufficio stampa dell'esercito.

"Violenti combattimenti" con le forze russe sono in corso per il centro di Bakhmut, nell'Ucraina orientale. Lo afferma il comandante delle truppe di terra di Kiev e le informazioni sono state confermate anche da parte russa. I russi "attaccano da più direzioni" per "avanzare verso i distretti centrali", ha detto il comandante Syrsky, citato dall'ufficio stampa dell'esercito. "Più siamo vicini al centro della città, più violenti sono i combattimenti", ha aggiunto Yevgeny Prigozhin, capo del gruppo Wagner.

Il comandante delle forze ucraine di terra, il colonnello generale Oleksandr Syrsky, ha affermato che, nella feroce battaglia, le forze armate ucraine infliggono perdite significative al nemico. "Tutti i tentativi del nemico di catturare la città vengono respinti da artiglieria, carri armati e altra potenza di fuoco. La difesa della fortezza continua!", ha sottolineato Sirsky, riferisce Ukrinform citando un aggiornamento su Facebook del ministero ucraino della Difesa.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Putin a caccia di capri espiatori"
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Lo scrive l'Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo aggiornamento quotidiano, secondo cui il presidente russo starebbe usando le pesanti perdite del Gruppo Wagner, oltre alle notizie sul basso morale delle truppe e sui crimini di guerra, per distrarre il pubblico da problemi forse maggiori nell'esercito del Paese.

Il presidente Vladimir Putin è alla ricerca di capri espiatori per i fallimenti della Russia nel conflitto in Ucraina: lo scrive l'Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo aggiornamento quotidiano. Lo riporta Rbc. Secondo gli analisti del centro studi statunitense, Putin sta usando le pesanti perdite del Gruppo Wagner, oltre alle notizie sul basso morale delle truppe e sui crimini di guerra, per distrarre il pubblico da problemi forse maggiori nell'esercito del Paese.

"La maggior parte della copertura russa delle battaglie per Bakhmut si concentra sulle pesanti perdite dei wagneriani, il che consente al ministero della Difesa russo di nascondere o minimizzare altre perdite delle forze russe", afferma il rapporto. L'Isw sottolinea inoltre che il Ministero della Difesa rimane a favore di Putin, nonostante le schiaccianti sconfitte subite all'inizio del mese scorso. "Mentre (Yevgeny) Prigozhin (il fondatore del Gruppo Wagner, ndr) ha visto Bakhmut come un'opportunità per ottenere influenza sul Cremlino e sul Ministero della Difesa russo per raggiungere i propri obiettivi commerciali e politici, Putin ha utilizzato il Gruppo Wagner per proteggere il suo regime dalle disastrose conseguenze della mobilitazione, che rallenta notevolmente le operazioni militari contro l'Ucraina", aggiungono gli analisti.

un anno fa
Armamenti
La guerra in Ucraina fa raddoppiare le importazioni di armi in Europa
Stando a un rapporto dell'Istituto internazionale per le Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri) L'invasione russa in Ucraina "ha provocato un'impennata significativa della richiesta di armi in Europa, che non ha ancora mostrato la sua piena potenza e che condurrà verosimilmente a nuovi importanti aumenti", ha detto all'Afp Pieter Wezeman, coautore del rapporto.

Le importazioni di armi in Europa sono quasi raddoppiate nel 2022, soprattutto a causa delle massicce forniture all'Ucraina diventata la terza destinazione mondiale. Lo riferisce un rapporto dell'Istituto internazionale per le Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri) pubblicato oggi. Con un'impennata del 93% in un anno, le importazioni sono aumentate anche a causa dell'aumento delle spese militari di diversi Stati europei come la Polonia e la Norvegia, che dovrebbero accelerare ancora.  L'invasione russa in Ucraina "ha provocato un'impennata significativa della richiesta di armi in Europa, che non ha ancora mostrato la sua piena potenza e che condurrà verosimilmente a nuovi importanti aumenti", ha detto all'Afp Pieter Wezeman, coautore del rapporto annuale da oltre tre decenni. Ucraina a parte, la crescita delle importazioni europee ha comunque raggiunto il +35% nel 2022, secondo i dati del Sipri. L'Ucraina, che finora era un importatore di armi debole, è diventata all'improvviso la terza destinazione mondiale - dopo il Qatar e l'India - come conseguenza diretta degli aiuti militari occidentali moltiplicati per 60 nel 2022. Da sola, Kiev ha concentrato il 31% delle importazioni di armi in Europa e l'8% degli scambi mondiali.

In particolare, secondo l'istituto di Stoccolma, le forniture a Kiev includono soprattutto equipaggiamenti di seconda mano, tra cui circa 230 pezzi di artiglieria americana, 280 blindati polacchi o ancora oltre 7.000 missili anticarro britannici e sistemi anti-aerei, in questo caso nuovi.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Nessuna riesportazione di armi da parte di Paesi terzi"
Per il Consiglio federale si deve continuare "con la prassi attuale, che si basa sulla legge federale sul materiale bellico e sulla lunga tradizione in campo umanitario della Svizzera in quanto Stato neutrale".

Riesportazione di materiale bellico di produzione elvetica da parte di Paesi terzi? "No, si continua con la prassi attuale che si basa sulla legge federale sul materiale bellico e sulla lunga tradizione in campo umanitario della Svizzera in quanto Stato neutrale". Lo comunica il Consiglio federale dopo aver discusso il tema. Il governo, viene spiegato, "sostiene i valori della neutralità svizzera e continuerà a impegnarsi per garantire che questi principi siano applicati il più possibile".

Il governo ribadisce il proprio No

Il Consiglio federale "ha preso atto che in Parlamento si è discusso sulla riesportazione da parte di Paesi terzi di materiale bellico di produzione svizzera e riconferma la sua posizione non favorevole alla riesportazione del materiale bellico fondandosi da un lato sulla legge federale sul materiale bellico (LMB) e, dall'altro, sui suoi valori, sulla sua lunga tradizione di Stato neutrale e attivo in ambito umanitario, sul suo impegno a favore dei diritti umani e delle Convenzioni di Ginevra e, non da ultimo, sulla sua pratica internazionale in materia di mediazione per la pace." Per il governo, "neutralità non significa indifferenza nei confronti dell'aggressione russa in Ucraina: difatti, in più occasioni la Svizzera ha condannato con fermezza l'aggressione chiedendo inoltre la cessazione delle ostilità e il ritiro delle truppe russe dall'intero territorio ucraino. Il nostro Paese riprende inoltre le sanzioni dell'Unione europea". L'esecutivo, si legge, "continuerà a seguire il dibattito parlamentare e si pronuncerà nuovamente sul tema, se necessario, nel quadro del suo parere sulle iniziative parlamentari".

Respinte le richieste di Germania, Danimarca e Spagna

"Sulla base dell'articolo 22capoverso 2 lettera a LMB, il Consiglio federale e l'Amministrazione hanno respinto le richieste giunte negli ultimi 12 mesi da Germania, Danimarca e Spagna per il trasferimento di materiale bellico di provenienza elvetica all'Ucraina. Il Consiglio federale ricorda che nel quadro della revisione della LMB aveva espresso la volontà di mantenere il margine di manovra dell'articolo 22b, articolo abrogato dalla revisione, e che la sua posizione rimane la medesima", viene spiegato nel comunicato.

Esportazioni di materiale bellico verso la Russia

Dall'annessione russa della Crimea nel 2014 "la Svizzera ha applicato il diritto di neutralità, parte del diritto internazionale consuetudinario, alle relazioni con la Russia e l'Ucraina. Questo approccio è rimasto invariato anche in seguito all'aggressione militare russa. In virtù dell'articolo 7 in combinato disposto con l'articolo 9 della quinta Convenzione dell'Aia del 1907, nelle esportazioni di armi va rispettato il principio della parità di trattamento". Per l'esecutivo federale, "oltre al diritto internazionale, occorre tenere conto anche del diritto svizzero in materia di controllo delle esportazioni. Secondo l'articolo 22a capoverso 2 lettera a LMB, le richieste di esportazione di materiale bellico non sono autorizzate se il Paese destinatario è implicato in un conflitto armato interno o internazionale, come nel caso di Russia e Ucraina". Non solo, "come stabilito dall'articolo 2a dell'Ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina, dal 23 novembre 2022 è inoltre in vigore un embargo generale sugli armamenti nei confronti di Russia e Ucraina". Il Consiglio federale ha tuttavia dichiarato che "rimane possibile fornire materiale bellico ad aziende europee produttrici di armi; si tratta infatti di una tipologia di esportazioni compatibile con il diritto di neutralità".

un anno fa
Estero
La premier finlandese Sanna Marin a Kiev da Zelensky
Ha deposto fiori nella Cattedrale dalle cupole d'oro di San Michele di Kiev dove si è tenuta una cerimonia commemorativa per l'eroe ucraino Dmytro Kotsyubaylo 'Da Vinci'. La missione non è stata annunciata per ragioni di sicurezza.

La premier finlandese, Sanna Marin, è arrivata oggi Kiev per incontrare il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky. A riportarlo è il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat e diversi altri media locali, i quali spiegano che la missione non è stata annunciata per ragioni di sicurezza. Il media dell'opposizione bielorussa Nexta inoltre ha già pubblicato alcune foto di Marin e Zelensky assieme a Kiev.

Seconda visita

La premier finlandese ha deposto fiori nella Cattedrale dalle cupole d'oro di San Michele di Kiev dove si è tenuta una cerimonia commemorativa per l'eroe ucraino Dmytro Kotsyubaylo 'Da Vinci' , ucciso in battaglia nei pressi di Bakhmut. Si tratta della seconda visita della prima ministra finlandese nella capitale ucraina.

un anno fa
Guerra in Ucraina
L'Academy respinge richiesta di apparizione Zelensky
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Il presidente ucraino sperava di apparire in video durante la diretta degli Oscar, ma secondo la testata Variety "la richiesta è stata rimandata al mittente".

Per il secondo anno consecutivo l'Academy of Motion Pictures ha respinto la richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di apparire in video durante la diretta degli Oscar. Lo scrive Variety. Zelensky sperava di far seguire alla sua video-apparizione al festival del cinema di Berlino uno spot virtuale domenica sera in diretta sulla Abc. La richiesta del leader ucraino, trasmessa da Mike Simpson dell'agenzia Wme, è stata rimandata al mittente, ha scritto il giornale di spettacolo, senza ricevere conferme o commenti da parte dell'Academy.

Respinto per la seconda volta

Le avances di Zelensky agli Oscar coincidono con un calo di sostegno da parte del pubblico americano per la causa dell'Ucraina. Il leader di Kiev era apparso a Berlino in coincidenza con la presentazione di Superpower, il documentario su di lui girato da Sean Penn. Il messaggio alla Berlinale aveva chiuso un anno in cui Zelensky era stato accolto a braccia aperte ai festival di Cannes e di Venezia e lo scorso settembre alla New York Stock Exchange. In dicembre Zelensky era stato a Washington per incontrare il presidente Biden e parlare al Congresso. L'anno scorso però la sua apparizione agli Oscar era stata respinta dal producer Will Packer, timoroso che l'attenzione di Hollywood riflettesse un appoggio alla causa di un popolo bianco, mentre molti altri conflitti nel mondo di cui le vittime sono persone di colore vengono sistematicamente ignorati.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Ripristinata la corrente nella centrale nucleare di Zaporizhzhia
L'operatore Ukrenergo ha dichiarato che "gli specialisti hanno ripristinato l'alimentazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che era stata interrotta dagli attacchi missilistici russi".

L'energia elettrica è stata ripristinata nella centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia interrotta dagli attacchi missilistici russi della notte scorsa. "Gli specialisti di Ukrenergo hanno ripristinato l'alimentazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che era stata interrotta dagli attacchi missilistici russi", ha dichiarato l'operatore Ukrenergo in una nota. La centrale di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, è attualmente occupata dalle truppe del Cremlino. Un falso allarme aereo è stato diffuso oggi da diverse stazioni radio e televisive di Mosca in seguito a un attacco di hacker, secondo quanto ha annunciato il ministero delle Situazioni d'emergenza. "L'allarme è falso e non corrisponde alla realtà", ha sottolineato il ministero, citato dall'agenzia Ria Novosti. Analoghi falsi allarmi erano stati diffusi da stazioni radio e tv in varie regioni della Russia nelle scorse settimane.

un anno fa
Estero
La Polonia pronta a consegnare i caccia Mig-29
Lo ha confermato il presidente Andrzey Duda in un'intervista alla Cnn.

La Polonia è pronta a consegnare all'Ucraina i caccia Mig-29 di fabbricazione sovietica, che l'esercito di Kiev potrà utilizzare immediatamente sul campo di battaglia. Lo ha detto il presidente polacco Andrzej Duda in un'intervista alla Cnn. "Siamo pronti a consegnare questi aerei e sono sicuro che l'Ucraina sarebbe pronta a usarli immediatamente", ha spiegato Duda nel corso di una visita ad Abu Dhabi.

un anno fa
Estero
Massicci bombardamenti russi sulle città ucraine
Colpite Kiev, Kharkiv, Odessa, Dnipro e la regione di Mykolaiv.

Un massiccio attacco da parte delle forze russe è avvenuto all'alba in Ucraina, dove diverse città sono state colpite da missili. Prese di mira in particolare le regioni di Kharkiv e Odessa, ma anche la capitale Kiev e le regioni occidentali del paese, comunicano le autorità locali.

Forte esplosione a Kiev

Una forte esplosione è stata udita a Kiev questa mattina presto, riportano i media locali. In precedenza l'amministrazione militare dell'oblast della capitale ucraina aveva riferito che le difese aeree della regione erano operative. Il sindaco, Vitali Klitschko, ha riferito di "esplosioni nel quartiere Holosiivskyi della capitale. Tutti i servizi si stanno recando sul posto", ha dichiarato sui social media, riferendosi a un'area meridionale della città. A causa dell'attacco, ha aggiunto, circa il 15% dei cittadini è rimasto senza elettricità.

Attacchi anche a Kharkiv, Odessa, Dnipro e Kirvohrad

Le forze russe hanno attaccato l'oblast di Kharkiv almeno 15 volte, prendendo di mira infrastrutture critiche, ha riferito il governatore regionale Oleh Syniehubov su Telegram, specificando che una residenza privata è stata danneggiata. Nell'oblast di Odessa sono state prese di mira invece infrastrutture energetiche, secondo il governatore Maksym Marchenko. La fornitura di elettricità è stata parzialmente interrotta. Al momento non si segnalano vittime. Esplosioni sono state segnalate nella notte anche nelle città di Dnipro, di Kirovohrad e nella regione di Mykolaiv. Lo riportano i media locali aggiungendo che l'allarme antiaereo è stato attivato in tutti gli oblast ucraini.

Centrale Zaporizhzhia senza elettricità

Dopo un attacco, la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia è stata tagliata fuori dalla rete elettrica, ha comunicato dal canto suo l'operatore ucraino per il nucleare, avvertendo del rischio di un incidente. "L'ultima linea di comunicazione tra la centrale nucleare occupata di Zaporizhzhia e la rete elettrica ucraina è stata interrotta a causa di attacchi missilistici russi", ha indicato Energatom in un comunicato, aggiungendo che sono stati attivati generatori diesel di emergenza per garantire l'alimentazione minima della centrale

un anno fa
Zurigo
Processo Gazprombank, la sentenza il 30 marzo
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I quattro sono accusati di avere violato il loro dovere di diligenza nei rapporti con il violoncellista russo Sergei Roldugin, considerato uno stretto confidente di Vladimir Putin.

Sarà annunciata il 30 marzo la sentenza del processo che oggi ha visto alla sbarra a Zurigo quattro dipendenti della filiale svizzera della banca russa Gazprombank. I quattro sono accusati di avere violato il loro dovere di diligenza nei rapporti con il violoncellista russo Sergei Roldugin, considerato uno stretto confidente di Vladimir Putin. Il Ministero pubblico zurighese ha chiesto nei loro confronti una condanna a sette mesi di detenzione sospesi con la condizionale. Gli avvocati della difesa si sono invece battuti per il proscioglimento dei loro assistiti. Il sospetto è che su due conti aperti nel 2014 e gestiti dalla banca fino al 2016 - quando cioè la Russia aveva già annesso la Crimea - siano stati depositati, a nome di Rodulgin, circa 50 milioni di franchi che in realtà provenivano dell'establishment russo.

La Gazprombank Schweiz (GPBS) è una filiale del colosso russo Gazprom, a maggioranza statale, attivo nel campo delle materie prime. L'inchiesta era partita da rivelazioni emerse nel 2016 dall'inchiesta giornalistica dei "Panama Papers". La GPBS ha annunciato la fine delle sue attività nell'ottobre scorso e si trova attualmente in fase di liquidazione. Dopo la pubblicazione dei "Panama Papers" la banca era finita sotto la lente della Finma, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, che aveva chiuso il suo procedimento certificando gravi carenze nella documentazione della banca sul riciclaggio di denaro.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Carri armati svizzeri alla Germania, "Esportare armi non è possibile"
È quanto ha affermato ieri da New York Alain Berset, presidente della Confederazione. "La non vendita di armi è disciplinata da regole per le quali non sono possibili eccezioni legali"

Il presidente della Confederazione Alain Berset ha espresso scetticismo sulla richiesta della Germania di riacquistare i carri armati Leopard 2 dalla Svizzera. "La non vendita di armi è disciplinata da regole per le quali non sono possibili eccezioni legali", ha detto il consigliere federale ieri a New York. Anche se le condizioni quadro che disciplinano la vendita di materiale bellico potrebbero essere modificate dal Parlamento e se ne sta discutendo, Berset ha subito precisato: "le esportazioni di armi non sono possibili finché in Svizzera esiste un quadro giuridico. (...) Per il Governo e il Consiglio federale, dobbiamo e vogliamo mantenere questo quadro giuridico e lavorarvi all'interno".

Le richieste di Germania e Repubblica ceca

La Germania ha annunciato il trasferimento dei carri armati Leopard 2 all'Ucraina e, come ha espresso nella richiesta presentata al Governo svizzero, vuole colmare le lacune nell'artiglieria della Bundeswehr riacquistando alcuni carri armati - di cui non è ancora noto il numero - dalla Svizzera. Stando alle dichiarazioni di un portavoce del ministero della difesa tedesco, si sarebbe potuto escludere contrattualmente che i carri armati provenienti dalla Svizzera venissero poi ceduti all'Ucraina. Una richiesta simile è pervenuta anche dalla Repubblica ceca. Il Consiglio federale ha già respinto le richieste di riesportazione di munizioni per carri armati da Germania, Spagna e Danimarca.

"Solo il materiale messo fuori servizio può essere venduto"

La Confederazione dispone di 230 carri armati Leopard 2, di cui 134 in servizio. I restanti 96 sono dismessi, ma ciò non significa che siano stati messi fuori servizio, ha sottolineato la consigliera federale Viola Amherd, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Il diritto svizzero prevede che solo il materiale messo fuori servizio possa essere venduto e la decisione di cessarne l'impiego spetta al Parlamento.

Il dibattito parlamentare

Il Consiglio nazionale tratterà oggi la questione dell'allentamento delle norme sul trasferimento di materiale bellico di produzione svizzera ad altri Paesi: si valuterà una possibile autorizzazione in via eccezionale della riesportazione vietata di armi prodotte in Svizzera. Una mozione della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio (CPS-N) vuole rendere possibile questa autorizzazione nel caso in cui il Consiglio di sicurezza dell'ONU identifichi una violazione del divieto dell'uso della forza secondo il diritto internazionale. In alternativa, la riesportazione dovrebbe essere consentita se una maggioranza di due terzi dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite stabilisce una simile violazione della Carta dell'Onu, come nel caso dell'attacco della Russia all'Ucraina. Il Consiglio federale si oppone alla mozione, in quanto ritiene che la richiesta sia incompatibile con la neutralità. Resta da vedere se la mozione avrà una chance in Consiglio nazionale, nonostante l'UDC e i Verdi vogliano bocciarla.

Il consigliere degli Stati Thierry Burkart (PLR/AG) ha chiesto invano di rinunciare alla dichiarazione di non riesportazione se l'equipaggiamento militare viene consegnato a Stati che si impegnano a rispettare i valori svizzeri e che hanno un regime di controllo delle esportazioni paragonabile a quello svizzero. La sua mozione è stata respinta lunedì con 23 voti contro 18 e 2 astenuti.

un anno fa
Zurigo
Alla ricerca dei soldi di Putin, al via il processo
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L'ex Ceo e altri tre dirigenti di Gazprombank Svizzera sono sospettati di aver depositato su due conti, a nome di un violoncellista russo considerato un confidente di Putin, circa 50 milioni di franchi che in realtà provenivano dell'establishment russo.

Quattro ex dipendenti della filiale svizzera di Gazprombank sono a processo oggi a Zurigo con l'accusa di avere violato il loro dovere di diligenza nei rapporti con il violoncellista russo Sergei Roldugin, considerato un confidente di Vladimir Putin. Il sospetto è che su due conti aperti nel 2014 e gestiti fino al 2016 - quando cioè la Russia aveva già annesso la Crimea - siano stati depositati, a nome del violoncellista e direttore d'orchestra russo, circa 50 milioni di franchi che in realtà provenivano dell'establishment russo.

La pena richiesta dalla pubblica accusa

Davanti al Tribunale distrettuale di Zurigo devono comparire l'ex Ceo e altri tre dirigenti di Gazprombank Schweiz (GPBS). La pubblica accusa ha intenzione di chiedere per ognuno una condanna a sette mesi di detenzione con la condizionale. Nell'atto d'accusa viene fatto esplicitamente il nome del presidente russo Vladimir Putin: "È noto che il presidente russo Putin ufficialmente dichiara un reddito di soli 100'000 franchi e non è abbiente, ma in realtà ha un enorme patrimonio che viene gestito da persone a lui vicine", scrivono gli inquirenti zurighesi.

La sede svizzera di Gazprom

La GPBS - una filiale del colosso russo Gazprom, a maggioranza statale, attivo nelle materie prime - ha annunciato la fine delle sue attività nell'ottobre scorso. Nel 2016 era finita sotto la lente della Finma, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, sulla scia delle rivelazioni dei cosiddetti "Panama Parpers". Stando all'inchiesta giornalistica, GPBS sarebbe stata coinvolta in affari illegali con società offshore. Anche Roldugin e la stessa GPBS erano citati nei documenti. Nel 2018, la Finma ha chiuso il procedimento contro GPBS, certificando gravi carenze nella documentazione sul riciclaggio di denaro.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"L'attacco al Nord Stream opera di un gruppo pro-Kiev"
Secondo le informazioni raccolte degli 007 americani, non ci sono prove al momento che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la sua squadra di governo fossero coinvolti nell'operazione o che i sabotatori agissero sotto la direzione di funzionari di Kiev.

Dietro all'attacco ai gasdotti Nord Stream dello scorso anno ci sarebbe un gruppo pro-Ucraina. Lo rivela il New York Times sulla base di nuove informazioni di intelligence che, pur non facendo completa chiarezza su quello che è uno dei misteri irrisolti della guerra della Russia contro Kiev, rappresentano un importante passo in avanti nel determinare le responsabilità di un sabotaggio che da mesi confonde gli investigatori sulle due sponde dell'Oceano. Secondo le informazioni raccolte degli 007 americani, non ci sono prove al momento che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la sua squadra di governo fossero coinvolti nell'operazione o che i sabotatori agissero sotto la direzione di funzionari di Kiev. Nessuna prova neanche sul coinvolgimento del governo russo. I sabotatori - è la versione del New York Times - erano comunque probabilmente cittadini ucraini e/o russi ed esperti sommozzatori che, con ogni probabilità, avevano ricevuto un addestramento militare. Nessuna indicazione al momento neanche su chi abbia finanziato l'operazione, sebbene sia difficile non pensare ad entità legate a Stati per un attacco del genere.

Cautela da parte della Casa Bianca

Nel condividere i nuovi spunti di indagine gli investigatori americani hanno spiegato comunque di avere una visibilità limitata del processo decisionale di Kiev: nonostante la forte dipendenza dal sostegno militare, di intelligence e diplomatico americano, i funzionari ucraini conservano una certa opacità nelle relazioni con le controparti statunitensi, specialmente per alcune delle loro operazioni più delicate. Di fronte alle indiscrezioni la Casa Bianca si è mostrata cauta, consapevole del potenziale impatto che potrebbero avere sulla coalizione anti-Mosca. Eventuali indicazioni di un legame fra l'attacco e l'Ucraina, diretto o indiretto, rischierebbe infatti di rendere più difficile il mantenimento di un fronte compatto e unito a sostegno di Kiev, da anni contraria al Nord Stream perché ritenuto un rischio per la sua sicurezza nazionale. E di incrinare il già delicato rapporto fra il governo Zelensky e Berlino, suscitando l'irritazione dei tedeschi che finora hanno sì digerito la volata dei prezzi dell'energia in nome della solidarietà, ma con qualche mal di pancia. "Sull'incidente al Nord Stream ci sono tre inchieste in corso, ancora non si è arrivati a una conclusione, aspettiamo la fine delle indagini", si è limitato a commentare il portavoce per la sicurezza nazionale americana, John Kirby.

Accuse e teorie che si rincorrono da mesi

Gli 007 Usa hanno comunque informato le controparti europee delle nuove informazioni di intelligence, augurandosi che possano fare da base alla raccolta di ulteriore materiale che consenta di raggiungere una conclusione definitiva sull'accaduto.  Sull'incidente vari Paesi europei continuano infatti a indagare, ma finora nessuno è stato in grado di identificare con certezza i sabotatori, sebbene proprio oggi media tedeschi abbiano riferito che "la pista ucraina" sia quella privilegiata anche dagli investigatori di Berlino. Sull'attacco si rincorrono accuse e teorie da mesi. Subito dopo il sabotaggio Polonia e Ucraina puntarono il dito contro la Russia, accusandola di usare l'energia come un'arma. Mosca da parte sua ha sempre respinto ogni addebito, chiedendo un'indagine internazionale e accusando a sua volta Gran Bretagna e Usa, considerati al Cremlino i veri beneficiari dell'operazione. Convinto che dietro al sabotaggio ci sia Washington è anche il giornalista investigativo americano Premio Pulitzer Seymour Hersh, secondo cui a muovere le fila di tutto sarebbe stata la Casa Bianca attraverso la Cia. Lo scorso giugno, è la tesi del reporter, utilizzando un'esercitazione militare della Nato come copertura, sommozzatori della Marina Usa avrebbero piazzato esplosivi lungo gli oleodotti che sono poi stati fatti detonare tre mesi dopo.

un anno fa
Estero
'Ci sarebbero conseguenze se la Cina inviasse armi alla Russia'
Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz in un'intervista alla Cnn.

Ci sarebbero "conseguenze" se la Cina inviasse armi alla Russia per la guerra in Ucraina: lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz in un'intervista all'emittente televisiva Cnn, dicendosi però abbastanza ottimista sul fatto che Pechino si asterrà dal farlo. Alla domanda se potesse immaginare di sanzionare la Cina nel caso aiutasse Mosca, Scholz ha risposto: "Penso che avrebbe delle conseguenze, ma ora siamo in una fase in cui stiamo mettendo in chiaro che ciò non deve accadere e sono relativamente ottimista che avremo successo con la nostra richiesta, ma dovremo verificare".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Riesporazione di materiale bellico, Svizzera criticata da Francia e Olanda
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Gli ambasciatori dei due paesi europei non condividono la posizione di Berna sulla riesportazione di armi elvetiche in Ucraina. L'ambasciatore francese: "Comprendiamo che questa opzione non è compatibile con la neutralità, ma sono armi che si trovano nelle sorte dei nostri partner europei".

Il rifiuto della Svizzera di consentire la riesportazione di materiale bellico verso l'Ucraina è accolto con incomprensione dagli ambasciatori olandese e francese. Secondo loro, la Confederazione impedisce a un paese europeo come la Germania di difendere la propria sicurezza. Il dibattito svizzero sulla riesportazione di armi elvetiche è comprensibile, affermano gli ambasciatori in un'intervista al domenicale NZZ am Sonntag. "Ma non condividiamo questa posizione", commenta la rappresentante olandese in Svizzera Hedda Samson. Poiché le riserve europee di armamenti non sono infinite, "sarebbe molto utile che le autorità svizzere esplorassero tutte le possibilità per sostenere l'Ucraina", aggiunge la diplomatica. "I Paesi dell'Ue stanno seguendo con grande attenzione le discussioni in corso nel parlamento" svizzero. Nessuno chiede alla Svizzera di consegnare materiale bellico direttamente all'Ucraina, dichiara l'ambasciatore francese Frédéric Journès. Comprendiamo che questa opzione non è compatibile con la neutralità", dice, "ma in questo caso si tratta di riesportare armi e munizioni svizzere che si trovano nelle scorte dei nostri partner europei".

"Difendere l'ordine giuridico internazionale"

Come i Paesi Bassi, anche la Svizzera, in quanto piccolo paese, trae grandi vantaggi dall'ordinamento giuridico internazionale. "Dobbiamo difenderlo", dice Samson. La guerra non finirà tanto presto. "Non possiamo permetterci il lusso di trascurare questo problema", aggiunge. Il comportamento di Berna potrebbe influenzare la decisione di altri Stati di acquistare in futuro equipaggiamenti militari dalla Svizzera. Journès ritiene che la Svizzera non deve preoccuparsi riguardo alla sua politica di buoni uffici. "Ginevra, con tutte le sue organizzazioni internazionali, rimarrà un luogo importante per i negoziati. Posso immaginare che la Svizzera ospiterà i negoziati in questo conflitto. Chi sarà alla fine il mediatore è un'altra questione", afferma.

L'esempio svizzero nell'accoglienza dei profughi

L'ambasciatore francese nutre grande rispetto e ammirazione per l'accoglienza dei rifugiati ucraini nella Confederazione. "La Svizzera accoglie cinque o sei volte più persone della Francia in rapporto alla sua popolazione. È generoso", afferma. Ma questo non cela gli altri problemi. Venerdì la stampa ha rivelato che la Germania ha chiesto alla Svizzera di acquistare carri armati Leopard 2 dismessi. Questi dovrebbero sostituire quelli che la Germania e altri paesi dell'Ue hanno consegnato all'Ucraina. La vendita richiede l'approvazione delle Camere federali.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Usata per la prima volta la nuova superbomba russa da 1500 kg
Si tratta della bomba planante PAB-1500B, mostrata per la prima volta in Russia nel 2019. Lunga 5,05 metri con un diametro di 40 cm, la bomba può essere sganciata a un'altitudine di 15 km.

I russi hanno usato per la prima volta in Ucraina una nuova potente bomba guidata del peso di 1,5 tonnellate progettata per colpire obiettivi altamente protetti a una distanza fino a 40 km grazie ai suoi 1010 kg di esplosivo ad alto potenziale: lo riporta il sito Defense Express, che cita fonti anonime.

Si tratta della bomba planante PAB-1500B, mostrata per la prima volta in Russia nel 2019. L'ordigno è stato usato qualche settimana fa nella regione di Chernihiv, nel nord dell'Ucraina. Non si conosce quale sia stato l'obiettivo. Lunga 5,05 metri con un diametro di 40 cm, la bomba può essere sganciata a un'altitudine di 15 km.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Metsola a Leopoli: "Spero che i negoziati di adesione possano iniziare quest'anno"
La presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola era in visita oggi a Leopoli. Essa ha incontrato il presidente Zelensky e hanno scambiato in merito alle sanzioni contro la Russia e dell'incorporazione dell'Ucraina nell'Unione europea.

"Spero che i negoziati di adesione possano iniziare già quest'anno: il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea". Lo ha detto la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola nel corso della sua visita a Leopoli. "Il ritmo con cui la Verkhovna Rada e il governo stanno facendo progressi sulla richiesta di adesione all'Ue è impressionante", ha aggiunto.

Il Parlamento europeo chiede di aumentare le sanzioni contro la Russia

Metsola, che a Leopoli ha incontrato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha poi sollecitato i paesi membri dell'Ue a rifornire anche gli aerei da combattimento all'Ucraina. "Devono considerare seriamente l'invio di caccia all'Ucraina", ha dichiarato. Nell'ambito della seconda visita in Ucraina della funzionaria europea, ha anche affermato che "il Parlamento europeo chiede di aumentare le sanzioni alla Russia e di chiudere le scappatoie. Non ci può essere pace senza responsabilità. Non ci può essere pace senza libertà, giustizia e dignità: l'acquiescenza (appeasement) non ha mai funzionato".

Protezione e sicurezza dell'Ucraina

La presidente dell'Eurocamera ha ricevuto dal presidente Zelensky i ringraziamenti per il sostegno dell'istituzione e si è impegnato a completare "il prima possibile" le riforme chieste da Bruxelles per l'incorporazione dell'Ucraina nell'Ue. Zelensky ha ricordato, in particolare, la risoluzione raggiunta dal Parlamento europeo il 1° marzo in cui "l'istituzione ha espresso il proprio sostegno allo status dell'Ucraina come candidato all'Unione europea". La piena adesione all'Ue e alla Nato garantirà la protezione e la sicurezza dell'Ucraina quando dovrà continuare a vivere accanto alla Russia dopo la vittoria di Kiev, ha proseguito Zelensky.

La Formula di pace ucraina

"Saremo il paese vincente. E saremo soggetti. È molto importante cambiare il paradigma che esiste da molti anni. Stiamo facendo dell'Ucraina un soggetto potente in Europa in modo che non si dica che l'Ucraina è da qualche parte vicino alla Russia, ma in modo che tutti dicano che la Russia è da qualche parte vicino all'Ucraina", ha sostenuto il leader ucraino, citato da Ukrinform. Come riportato dalla presidenza ucraina, Zelensky e Metsola hanno anche discusso dei modi per promuovere la cosiddetta Formula di pace ucraina per porre fine al conflitto e di coinvolgere i paesi del sud nei negoziati in una futura conferenza internazionale.

un anno fa
Berna
In duemila in piazza per chiedere "una politica di pace attiva"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
La manifestazione è stata promossa dalla società ucraina in Svizzera (Ukrainischer Verein in der Schweiz) insieme a PS, Verdi, PVL, Alleanza del Centro, sindacati e diverse associazioni umanitarie.

A un anno circa dall'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo, circa 2000 persone hanno manifestato oggi a Berna per la pace e chiesto che la Svizzera continui o addirittura intensifichi il suo sostegno a Kiev. Al motto di "Stand with Ukraine" (schierarsi con l'Ucraina) e scandendo a gran voce "nessun franco all'aggressore!", i dimostranti attorno alle 14.00 si sono spostati dalla Schützenmatte, nei pressi della stazione, sulla Piazza federale. Molti portavano bandiere, soprattutto ucraine. Il corteo si è svolto nella calma ed è durato circa 45 minuti, ha constatato un giornalista di Keystone-ATS sul posto.mLa manifestazione è stata promossa dalla società ucraina in Svizzera (Ukrainischer Verein in der Schweiz) insieme a PS, Verdi, PVL, Alleanza del Centro, sindacati e diverse associazioni umanitarie. Gli organizzatori, stando a una nota, auspicano sostegno alla popolazione ucraina, un'efficace applicazione delle sanzioni contro la Russia e una politica di pace attiva da parte della Svizzera. La manifestazione si è conclusa poco dopo le 16.30.

Gli appelli del mondo politico e diplomatico

Sulla Piazza federale alcuni consiglieri nazionali hanno chiesto che Berna fornisca maggiore aiuto all'Ucraina. "La Svizzera deve aumentare massicciamente il sostegno umanitario all'Ucraina, decuplicandolo", ha ad esempio dichiarato la consigliera nazionale Natalie Imboden (Verdi/BE). La sua collega Christa Markwalder (PLR/BE) si è espressa per aiuti nelle zone di combattimento e per le sanzioni. Il deputato argoviese Cédric Wermuth, copresidente del PS nazionale, ha assicurato agli ucraini che non saranno dimenticati e continueranno a ricevere sostegno. L'ambasciatrice ucraina a Berna, Iryna Venediktova, ha tenuto un discorso in inglese e in ucraino. Ha detto che il suo paese ha bisogno di armi ora. La consigliera nazionale dei Verdi liberali Tiana Moser (ZH) le ha fatto eco e affermato che la Svizzera deve consentire la riesportazione di materiale bellico dai paesi che ne hanno acquistato.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Vicino a Soledar la situazione è tesa"
Lo ha riferito il capo del servizio stampa della 10a brigata d'assalto "Edelweiss", Nikita Shandyba.

Vicino alla città di Soledar, nella regione di Donetsk, la situazione è diventata ancora più tesa e i russi bombardano costantemente le posizioni delle forze ucraine. Lo ha riferito il capo del servizio stampa della 10a brigata d'assalto "Edelweiss", Nikita Shandyba, citato da Unian. "La situazione è tesa. Il nemico spara regolarmente contro le nostre posizioni e cerca di sfondare le nostre difese, ma non ci riesce", ha sottolineato Shandyba. "Il nemico sta cercando di sfondare le posizioni ucraine in piccoli gruppi di 15-20 persone - ha aggiunto -, ma respingiamo gli attacchi."

un anno fa
Guerra in Ucraina
"La centrale di Zaporizhzhia deve tornare sotto il controllo di Kiev"
Lo ha scritto su Twitter il presidente ucraino. "Abbiamo bisogno di sanzioni globali contro l'industria nucleare russa, abbiamo bisogno dell'immediato ritorno del pieno controllo ucraino sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia", ha scritto.

Nell'anniversario dell'attacco russo alla centrale atomica di Zhaporizhzhia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto su Twitter che "abbiamo bisogno di sanzioni globali contro l'industria nucleare russa, abbiamo bisogno dell'immediato ritorno del pieno controllo ucraino sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Grazie all'Aiea per la collaborazione per ripristinare la sicurezza". "Un anno fa, lo Stato terrorista per primo nella storia umana ha preso in ostaggio una centrale nucleare, Zaporizhzhia. La Russia ha sparato contro la centrale, sta bombardando le nostre città nascondendosi nella centrale nucleare, ha trasformato il territorio della centrale in un campo di addestramento militare de facto. Questa forma di terrore particolarmente cinica richiede una risposta da parte del mondo particolarmente basata sui principi", ha affermato Zelensky.

un anno fa
Svizzera
Sanzioni, "serve un maggior controllo sul commercio di materie prime"
© Segreteria di Stato dell’economia (SECO)
© Segreteria di Stato dell’economia (SECO)
Per i controlli sul rispetto delle sanzioni "dobbiamo fare affidamento sul fatto che le aziende che operano in Svizzera rispettino la legge elvetica", ha detto la direttrice della Seco.

La Svizzera si sta impegnando per ottenere una migliore visione d'insieme del commercio di materie prime. In generale, secondo la direttrice della Seco, Helene Budliger Artieda, le sanzioni dell'UE contro la Russia sono state attuate rapidamente e bene. In alcuni casi, il commercio con la Russia non è elencato separatamente nelle statistiche doganali, ha dichiarato alla radio della Svizzera tedesca SRF. La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) sta cercando di ottenere una migliore panoramica del commercio di materie prime ed è stato commissionato uno studio esterno. Attualmente mancano dati sul numero di posti di lavoro e sulla base imponibile del settore delle materie prime. All'interno dell'amministrazione federale, la piattaforma interdipartimentale sulle materie prime sta lavorando attivamente per migliorare le statistiche a livello nazionale.

"La Svizzera non ha una propria autorità per le sanzioni"

Budliger sottolinea che non tutti i commercianti di materie prime fanno affari esclusivamente o principalmente con la Russia. Le imprese del settore hanno anche confermato in modo "credibile" alla Seco di aver nel frattempo ridotto i loro scambi con la Russia. La Segreteria si affida anche ad altri organi amministrativi della Confederazione, dei Cantoni e delle banche per l'attuazione delle sanzioni. "Le violazioni delle sanzioni vengono perseguite e segnalate da noi o dai Cantoni", ha detto la direttrice della Seco. Per i controlli sul rispetto delle sanzioni, la Seco collabora con l'amministrazione doganale perché non è né la polizia né l'ufficio del pubblico ministero, e la Svizzera non ha una propria autorità per le sanzioni. "Dobbiamo fare affidamento sul fatto che le aziende che operano in Svizzera rispettino la legge elvetica", ha detto Budliger. I vicini europei e gli Stati Uniti hanno dato alla Svizzera una buona pagella per quanto riguarda l'attuazione delle sanzioni.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Oltre 200mila soldati russi uccisi da inizio guerra"
Lo avrebbe affermato il comandante supremo delle forze alleato della Nato in Europa.

Sono oltre 200'000 i soldati russi morti o feriti dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio 2022: lo ha detto, stando a quanto riporta il settimanale tedesco Der Spiegel, il comandante supremo delle forze alleate della Nato in Europa, il generale statunitense Christopher Cavoli, definendo "incredibile" la portata della guerra. Finora, oltre 1800 ufficiali russi sono stati uccisi o feriti e Mosca ha perso più di 2000 carri armati, ha aggiunto Cavoli, sottolineando che l'esercito russo spara più di 23'000 proiettili di artiglieria al giorno. Secondo Kiev, dall'inizio della guerra la Russia ha perso 152'190 soldati, di cui 820 ieri.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Armi alla Germania: Svizzera nella catena di sostegno a Kiev
© Shutterstock
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Per Oliver Diggelmann, professore di diritto internazionale ed europeo all'Università di Zurigo, vendendo i carri armati alla Germania, la Svizzera potrebbe diventare parte integrante della catena logistica di supporto militare all'Ucraina.

Se la Svizzera vendesse carri armati alla Germania, farebbe parte della catena di sostegno militare all'Ucraina, secondo un professore di diritto. "La Confederazione deve decidere se vuole essere coinvolta in questa dimensione militare", ha commentato. Per Oliver Diggelmann, professore di diritto internazionale ed europeo all'Università di Zurigo, gli invi di carri armati svizzeri rafforzerebbero la Germania militarmente e le darebbero un nuovo spazio di manovra in termini di sostegno a Kiev. Con una simile operazione, la Svizzera potrebbe diventare parte integrante della catena logistica di supporto militare all'Ucraina, afferma sui giornali in lingua tedesca del Tamedia Group.

In conflitto con la neutralità

Attualmente, la Germania è un Paese non belligerante che sostiene militarmente l'Ucraina, secondo il diritto internazionale, spiega. Ma se questo sostegno dovesse diventare una parte centrale delle operazioni militari in Ucraina, diventerebbe essa stessa un Paese belligerante. Il limite preciso non è chiaro", aggiunge lo specialista, "ma se la Germania lo oltrepassa, la consegna di carri armati da parte della Svizzera diventerebbe incompatibile con il principio di neutralità".

Venerdì la stampa ha rivelato che la Germania ha chiesto alla Svizzera di acquistare carri armati Leopard 2 in disuso. Questi carri armati dovrebbero sostituire quelli che la Germania e altri Paesi dell'UE hanno consegnato all'Ucraina. La vendita richiederebbe l'approvazione del Parlamento.

un anno fa
Guerra in Ucraina
La Russia chiude i gasdotti Nord Stream danneggiati
Gazprom ha affermato che è tecnicamente possibile rimettere in sesto le linee rotte. La scelta di non intervenire sarebbe quindi politica.

La Russia ha deciso di chiudere i gasdotti Nord Stream che erano stati danneggiati negli scorsi mesi. Secondo quanto riporta il sito dell'agenzia di stampa britannica Reuters, nell'immediato non ci sono piani per ripararli o riattivarli. Gazprom, multinazionale russa controllata dal governo attiva soprattutto nell'estrazione e vendita di gas naturale, ha affermato che è tecnicamente possibile rimettere in sesto le linee rotte, quindi la scelta di non intervenire sarebbe politica.

Le esplosioni in settembre

A settembre diverse esplosioni avevano colpito i due gasdotti, Nord Stream 1 e Nord Stream 2, costruiti dalla società russa. A seguito di questi avvenimenti solo uno dei tubi del Nord Stream 2 era rimasto intatto, mentre tutti gli altri erano rimasti gravemente danneggiati. La Russia continua a sostenere che dietro il sabotaggio ci siano gli Stati Uniti.

un anno fa
Armamenti
La Germania vuole acquistare i carri armati Leopard svizzeri in disuso
© Shutterstock
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I carri armati saranno utilizzati per colmare le lacune lasciate dal precedente trasferimento dei mezzi carrozzati all'Ucraina e per migliorare la fornitura di pezzi di ricambio.

La Germania vorrebbe acquistare dall'esercito svizzero i carri armati Leopard 2, attualmente in disuso, in modo da poter sostituire quelli che Berlino, e altri Paesi dell'Ue, hanno fornito all'Ucraina. Per la vendita occorrerebbe l'approvazione del Parlamento. Il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius e il ministro dell'economia Robert Habeck hanno chiesto in una lettera inviata alla consigliera federale Viola Amherd di rivendere i carri armati Leopard 2 dell'esercito svizzero all'azienda tedesca produttrice di armi Rheinmetall. La missiva è datata 23 febbraio, ha comunicato a Keystone-ATS un portavoce del Dipartimento federale della difesa, protezione della popolazione e dello sport (DDPS), confermando un'informazione del Blick di oggi.

Il loro possibile utilizzo

Il trasferimento dei carri armati all'Ucraina non avverrà, ha aggiunto il portavoce, assicurando che la destinazione finale degli armamenti sarà la Germania o uno dei partner della NATO e dell'Unione Europea. I carri armati serviranno a rimpiazzare quelli già ceduti all'Ucraina e per migliorare la fornitura di pezzi di ricambio.

Vendita possibile per l'esercito

Dal punto di vista dell'esercito svizzero, in base a chiarimenti preliminari, è possibile rinunciare a un numero limitato di carri armati a condizione che il Parlamento li metta fuori servizio, si legge nella presa di posizione. In una risposta del primo marzo, la ministra della difesa Viola Amherd ha informato la Germania che non vi era alcuna decisione del Parlamento in merito a una dismissione formale. Discussioni in proposito sono attualmente in corso in Parlamento. Non può anticipare un'eventuale decisione parlamentare. Il Consiglio federale intende prendere posizione sul tema nell'ora delle domande delle Camere federali lunedì.

No dalla Commissione degli Stati

Il commercio di materiale bellico nel contesto della guerra in Ucraina è una questione molto delicata a livello politico in Svizzera, paese ufficialmente neutrale. All'inizio di febbraio, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha chiaramente respinto una richiesta simile. La Commissione ha rifiutato, con 8 voti contro 2, una proposta di iniziativa parlamentare che intendeva mettere fuori servizio e in seguito restituire alla Germania un massimo di 30 degli attuali 96 carri armati Leopard in dotazione dell'Esercito svizzero e attualmente dismessi. La maggioranza della Commissione voleva mantenere questi carri armati come riserva strategica. La minoranza vedeva i carri armati come un'opportunità per contribuire alla sicurezza europea.

Il carro armato e gli aiuti all'Ucraina

Il Leopard 2 a quattro posti è un carro armato pesante di fabbricazione tedesca. È costruito in serie dal 1978. Ne esistono numerose varianti. Tra il 1987 e il 1993, la Svizzera ha introdotto circa 380 "Leos" nelle truppe. Nel frattempo, l'esercito ha venduto decine di veicoli alla Germania e al Canada. L'Ucraina si difende dall'invasione russa da più di un anno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato diversi appelli alla comunità internazionale affinché gli fornisca aerei da combattimento e carri armati. L'Ucraina riceverà 18 moderni carri armati Leopard 2 dalle scorte dell'esercito tedesco. In collaborazione con i paesi partner - Svezia e Portogallo - la Germania vuole fornire all'Ucraina un moderno battaglione di carri armati Leopard 2 composto di 31 carri. La Polonia coordina un altro battaglione con carri armati Leopard 2 di tipo più vecchio.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Dagli USA un nuovo pacchetto di armi da 400 milioni
Il pacchetto, hanno precisato le fonti, dovrebbe contenere razzi per i sistemi di difesa anti-aerea Himars, munizioni per i veicoli da combattimento Bradley e veicoli gettaponte corazzati.

Gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina, del valore di circa 400 milioni di dollari e composto principalmente da munizioni. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito citando fonti informate e confermando quanto preannunciato dalla Casa Bianca nel briefing quotidiano. Il pacchetto, hanno precisato le fonti, dovrebbe contenere razzi per i sistemi di difesa anti-aerea Himars, munizioni per i veicoli da combattimento Bradley e veicoli gettaponte corazzati.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Esplosione in aria a 113 km da Mosca
Un portavoce dei servizi di emergenza ha riferito che "un certo numero di potenziali strutture sono state controllate" e "non sono stati trovati segni di esplosione".

Un'esplosione è avvenuta a Kolomna, città della Russia nella regione di Mosca a 113 km a sudest dalla capitale. Lo hanno confermato le autorità, dopo che sui social erano state diffuse informazioni e immagini dell'accaduto. "L'esplosione è avvenuta in aria. Con molta probabilità stiamo parlando di un drone. Ma finora è impossibile dirlo con certezza, dal momento che non riescono a trovare il relitto", hanno dichiarato le forze dell'ordine all'agenzia Tass. Un portavoce dei servizi di emergenza ha riferito che "un certo numero di potenziali strutture sono state controllate" e "non sono stati trovati segni di esplosione".

un anno fa
Guerra in Ucraina
Kiev ordina ai residenti vulnerabili di evacuare Kupiansk
L'evacuazione è dovuta al costante bombardamento del territorio della comunità da parte delle truppe russe. Aumentano i timori che la Russia possa riconquistare la città chiave e snodo ferroviario.

L'Ucraina ha ordinato l'evacuazione obbligatoria dei residenti vulnerabili dalla città in prima linea di Kupiansk, nell'oblast di Kharkiv, e dai territori nordorientali adiacenti, mentre aumentano i timori che la Russia possa riconquistare la città chiave e snodo ferroviario. "L'evacuazione obbligatoria delle famiglie con bambini e dei residenti con mobilità ridotta è iniziata nella comunità di Kupiansk a causa del costante bombardamento del territorio della comunità da parte delle truppe russe", ha affermato l'amministrazione militare della regione di Kharkiv.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"C'è il rischio di uno scontro diretto tra potenze nucleari"
Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov alla Conferenza sul disarmo a Ginevra.

Gli Usa e la Nato stanno "fomentando ulteriormente il conflitto in Ucraina e attorno" a questo Paese e il loro "crescente coinvolgimento" porta il rischio di "uno scontro militare diretto tra potenze nucleari con conseguenze catastrofiche". Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov alla Conferenza sul disarmo a Ginevra. Lo riferisce l'agenzia Tass. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov avrebbe voluto partecipare alla Conferenza sul disarmo a Ginevra, ma gli è stato impedito dalle "restrizioni unilaterali illegittime imposte dalla Ue", ha detto il vice ministro Serghei Ryabkov prendendo la parola alla conferenza. Secondo Mosca, ha aggiunto Ryabkov, citato dalle agenzie russe, si tratta di "un tentativo di evitare un dialogo franco per contribuire ad assicurare una sicurezza e stabilità globale di lunga durata, in particolare eliminando le minacce legate alle armi di distruzione di massa". 

un anno fa
Guerra in Ucraina
Sale a 4 bilancio dei civili morti a Zaporizhzhia
Nella notte l'esercito russo ha bombardato uno dei quartieri residenziali della città distruggendo un edificio di cinque piani con dieci appartamenti.

È salito a quattro il numero delle vittime dell'attacco con missili a un condominio a Zaporizhzhia, città nel sud dell'Ucraina. Cinque persone sono considerate disperse, riferisce Rbc-Ucraina citando l'ufficio del procuratore generale. "Secondo i dati preliminari, quattro persone sono state uccise, otto sono rimaste ferite, altre cinque sono considerate disperse, tra cui un bambino", afferma la procura. Nella notte l'esercito russo ha bombardato uno dei quartieri residenziali della città distruggendo un edificio di cinque piani con dieci appartamenti.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Raid su Zaporizhzhia, il bilancio è di tre morti
A renderlo noto il sindaco ad interim della Città. I missili russi hanno colpito un edificio residenziale, attualmente 90 operatori dei servizi di emergenza sono impegnati nelle ricerche dei dispersi.

È salito a tre civili morti il bilancio dell'attacco missilistico russo sul condominio di dieci appartamenti a Zaporizhzhia, nell'Ucraina meridionale. Lo scrivono i media locali, spiegando che sei persone ferite sono state portate in ospedale. Secondo i soccorritori ci sono ancora persone intrappolate sotto le macerie, l'edificio è stato quasi completamente distrutto. "In seguito all'impatto, più di 10 appartamenti dal secondo al quinto piano sono stati distrutti. Le case vicine sono state danneggiate dai detriti e dall'onda d'urto", ha dichiarato la polizia.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Oltre 150mila soldati russi uccisi da inizio guerra
Dall'inizio della guerra, la Russia ha inoltre perso 3'397 carri armati, 6'658 veicoli blindati da combattimento, 2'398 sistemi di artiglieria, 300 aerei, 288 elicotteri, 2'058 droni, 873 missili da crociera e 18 navi.

Sono oltre 150'000 i soldati russi uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione delle forze di Mosca: lo ha annunciato lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev in un post su Facebook, come riportano i media nazionali. Dal 24 febbraio 2022 i russi hanno perso sul campo di battaglia almeno 150'605 soldati, di cui 715 solo nella giornata di ieri. Dall'inizio della guerra, la Russia ha inoltre perso 3'397 carri armati, 6'658 veicoli blindati da combattimento, 2'398 sistemi di artiglieria, 300 aerei, 288 elicotteri, 2'058 droni, 873 missili da crociera e 18 navi.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Il parlamento finlandese ha approvato l'ingresso nella Nato
© Shutterstock
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I parlamentari finlandesi hanno votato per approvare una legge che autorizza l'ingresso della Finlandia nell'alleanza militare occidentale, con 184 voti a favore e 7 contrari.

Il Parlamento finlandese ha approvato, a stragrande maggioranza, l'ingresso nella Nato, per il quale sono ancora indispensabili le ratifiche di Ungheria e Turchia. I parlamentari finlandesi hanno votato per approvare una legge che autorizza l'ingresso della Finlandia nell'alleanza militare occidentale, con 184 voti a favore e 7 contrari.

un anno fa
Guerra in Ucraina
I russi continuano a evacuare la Crimea
lo riferisce lo stato maggiore delle Forze Armate ucraine sulla sua pagina Facebook, come riporta Unian.

I russi continuano a evacuare la penisola di Crimea occupata: lo riferisce lo stato maggiore delle Forze Armate ucraine sulla sua pagina Facebook, come riporta Unian. "Ancora una volta, è stata registrata l'evacuazione di alcune categorie di cittadini dalla Crimea temporaneamente occupata. Recentemente, i militari delle forze di occupazione russe di stanza a Perevalny (centro-est, ndr) hanno inviato le loro famiglie in Russia", si legge nel rapporto dell'esercito. Allo stesso tempo, i russi stanno rafforzando le loro difese nella penisola e stanno costruendo fortificazioni.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Finlandia, iniziati i lavori per il muro al confine con Russia
Si è cominciato ieri, riferisce il giornale locale Yle, con la rimozione degli alberi su entrambi i lati del valico di frontiera di Imatra e si procederà ad issare tre chilometri di recinto per testare se resisterà alle gelate invernali o un eventuale massiccio afflusso di persone da est.

In Finlandia sono iniziati i lavori per costruire il muro al confine orientale con la Russia. Si è cominciato ieri, riferisce il giornale locale Yle, con la rimozione degli alberi su entrambi i lati del valico di frontiera di Imatra e si procederà ad issare tre chilometri di recinto per testare se resisterà alle gelate invernali o un eventuale massiccio afflusso di persone da est. Questa prima parte di muro di prova dovrebbe essere pronta a giugno. A novembre, tra le crescenti tensioni con la Russia per l'invasione in Ucraina, il governo finlandese aveva presentato un piano per blindare il suo confine con una recinzione di 200 chilometri sui 1.300 chilometri totali della sua frontiera: oltre tre metri con filo spinato, telecamere per la visione notturna, luci e altoparlanti.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Drone precipitato a 100 chilometri da Mosca"
Lo ha detto il governatore della regione della capitale Andrei Vorobyov, specificando che non ci sono vittime né si registrano danni materiali.

Un drone "è precipitato" vicino a Kolomna, un centinaio di chilometri a sud-est di Mosca. Lo ha detto il governatore della regione della capitale Andrei Vorobyov, citato dall'agenzia Ria Novosti. Secondo il governatore, il drone doveva "probabilmente" compiere un attacco a un'infrastruttura civile. Vorobyov aggiunge che non ci sono vittime né si registrano danni materiali. Il drone si è abbattuto vicino al villaggio di Gubastovo. Sull'episodio stanno indagando i servizi di sicurezza interni (Fsb). "Niente minaccia la sicurezza dei residenti", ha affermato il governatore.

un anno fa
Guerra in Ucraina
"Respinti 60 attacchi russi nelle ultime 24 ore"
Lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze armate di Kiev nel suo aggiornamento quotidiano della situazione sul campo di battaglia. Gli attacchi sono stati respinti vicino a Kupiansk, nella regione di Kharkiv, e nei pressi di Lyman, Bakhmut, Adviika e Shakhtarsk, nel Donetsk.

L'esercito ucraino ha respinto 60 attacchi russi in cinque aree nel nord-est e nell'est del paese nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze armate di Kiev nel suo aggiornamento quotidiano della situazione sul campo di battaglia. Lo riporta il "Kyiv Independent". Gli attacchi sono stati respinti vicino a Kupiansk, nella regione di Kharkiv, e nei pressi di Lyman, Bakhmut, Adviika e Shakhtarsk, nel Donetsk. Inoltre, nelle ultime 24 ore le truppe russe hanno effettuato otto attacchi missilistici, 32 raid aerei ed hanno lanciato oltre 85 attacchi con sistemi missilistici a lancio multiplo.  Le forze russe hanno anche bombardato gli insediamenti di Tymonovychi e Berylivka nella regione di Chernihiv; Starykove, Brusky, Buvalyne, Kruzhok, Manukhivka, Atynske, Porozok nella regione di Sumy; e Chervona Zoria, Veterynarne, Strilecha, Hatysche, Vovchansk e Vovchanski Khutory nella regione di Kharkiv. Da parte sua, l'aeronautica ucraina ha abbattuto 11 droni Shaded di fabbricazione iraniana e un drone Zala di fabbricazione russa.

Due morti e 16 feriti

Due persone sono morte e altre 16 sono rimaste ferite durante gli attacchi russi delle ultime 24 ore. Un civile è stato ucciso e altri nove sono rimasti feriti a Kurakhivka, nella regione di Donetsk, ha riferito oggi il governatore Pavlo Kyrylenko. A Sviatohirsk, sempre nel Donetsk, le forze russe hanno colpito la notte scorsa un dipartimento del Servizio di emergenza statale, uccidendo un operatore e ferendone altri quattro, ha aggiunto Kyrylenko.  Nella regione di Kherson, inoltre, sono rimaste ferite tre persone, ha reso noto l'Amministrazione militare regionale, aggiungendo che sono state danneggiate una scuola, alcune case e condomini nella città di Kherson.

un anno fa
Sanzioni
Zelensky firma nuove sanzioni, la pressione continua
Le sanzioni sono "contro coloro che sono coinvolti o aiutano la Russia a fare la guerra e distruggere vite e persone".

Il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato 3 decreti del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale con nuove sanzioni "contro coloro che sono coinvolti o aiutano la Russia a fare la guerra e distruggere vite e persone", afferma nel consueto discorso serale. Le sanzioni sono "contro quei russi coinvolti nel rapimento di bambini ucraini; contro quei rappresentanti del settore sportivo russo che stanno cercando di mettere lo sport al servizio dell'aggressione; contro coloro che aiutano a mantenere strutture mercenarie in Russia per la guerra contro l'Ucraina e tutte le persone libere". "La pressione dall'Ucraina continuerà. La pressione del mondo sullo stato terrorista continuerà", aggiunge Zelensky.

un anno fa
Guerra in Ucraina
Putin: "Non possiamo ignorare la capacità nucleare della Nato"
È quanto ha dichiarato il presidente russo in un'intervista per il canale Rossiya-1.

La Russia deve tenere conto del potenziale nucleare non solo degli Stati Uniti, ma anche di tutti gli altri paesi della Nato, poiché l'Alleanza considera la sconfitta strategica di Mosca il suo obiettivo principale. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista al canale Rossiya-1. Il presidente russo ha commentato la sospensione della partecipazione della Russia al trattato New Start. "Nelle condizioni odierne, poiché tutti i principali paesi della Nato hanno annunciato la nostra sconfitta strategica come il loro obiettivo principale per far soffrire la nostra gente, come possiamo non considerare il loro potenziale nucleare in queste condizioni?" ha detto Putin.

un anno fa
Estero
Kiev annuncia una controffensiva in primavera
Stando a quanto dichiarato dal vice capo dell'intelligence del ministero della Difesa di Kiev l'obiettivo è di liberare tutti i territori occupati, compresa la Crimea.

L'esercito ucraino sarà pronto a passare alla controffensiva in primavera: l'obiettivo è la liberazione di tutti i territori occupati, compresa la Crimea: "Ci fermeremo solo quando ripristineremo il Paese entro i limiti del 1991". Lo ha affermato il vice capo dell'intelligence del ministero della Difesa di Kiev (Gur) Vadym Skibitskyi, citato da Unian. Uno degli obiettivi sarà il tentativo di "inserire un cuneo nel fronte russo a sud, tra la Crimea e la terraferma russa", ha spiegato Skibitsky. "L'Ucraina colpirà i depositi di munizioni sul territorio russo, compresa la regione di Belgorod, gli attacchi partono da lì".

"Pronti in pochi mesi"

Secondo Skibitsky, il momento preciso dell'offensiva dipende da una serie di fattori, inclusa la fornitura di armi occidentali. Due giorni fa il ministro della Difesa dell'Ucraina, Oleksiy Reznikov, dopo l'incontro a Ramstein, ha chiarito che "la fornitura di attrezzature all'Ucraina dipende principalmente dal periodo di addestramento dell'esercito". Quindi "in pochi mesi le forze militari ucraine saranno completamente pronte: poi, secondo la decisione dello Stato maggiore, si verificheranno determinati eventi".

un anno fa
Estero
Putin, obiettivo dell'Occidente è liquidare la Federazione russa
Secondo il presidente russo l'unità della nazione è la chiave dei suoi successi.

"L'Occidente ha un solo obiettivo: liquidare la Federazione russa". Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, intervistato dal canale tv russo Rossiya-1. Secondo Putin, l'unità della nazione russa è la chiave dei suoi successi. "Il popolo russo non è secondo a nessuno quando è coeso e unito", ha aggiunto.

L'Occidente, secondo il capo del Cremlino, "potrebbe ammettere la Russia nella 'famiglia delle nazioni civilizzate' solo dividendola in parti separate. (...) E perché questo? Per poterle comandare a piacimento e porle sotto il suo controllo", ha aggiunto Putin. Secondo Vladimir Putin, il popolo russo potrebbe non sopravvivere a una dissoluzione della Federazione russa, se le sue singole parti fossero poste sotto il controllo occidentale.

un anno fa
Guerra in Ucraina
'La Svizzera non può rimanere neutrale'
© Twitter Iryna Venediktova
© Twitter Iryna Venediktova
Per l'ambasciatrice ucraina in Svizzera Iryna Venediktova si tratta di "difendere l'ordine giuridico internazionale e i diritti umani".

La Svizzera non può essere neutrale di fronte alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. "Si tratta di difendere l'ordine giuridico internazionale e i diritti umani", afferma l'ambasciatrice ucraina in Svizzera Iryna Venediktova in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. 

I tempi sono cambiati

"Il principio svizzero di neutralità si basa su accordi presi nei secoli scorsi", ha detto Venediktova. "Con l'istituzione del diritto internazionale dopo la Seconda guerra mondiale, la situazione è cambiata radicalmente. L'attacco è illegale, la difesa è legale. Gli altri Paesi dovrebbero aiutare il Paese attaccato a mantenere la propria sovranità".

Sì alla riesportazione di armi

L'ambasciatrice ucraina dice di rispettare la neutralità svizzera. "Ma per favore, lasciate che altri Paesi inviino all'Ucraina le loro armi di fabbricazione svizzera". Venediktova auspica quindi una rapida modifica della legge sulla riesportazione delle armi di fabbricazione svizzera, attualmente in discussione in Parlamento.

Preziosi gli aiuti svizzeri

La situazione oggi è diversa da quella di un anno fa, ha detto l'ambasciatrice. "Dato che la guerra è ancora in corso, dipendiamo da un ampio sostegno da parte della comunità internazionale". Gli aiuti svizzeri sono comunque preziosi, così come il sostegno allo sminamento. "La solidarietà è grande. Sono commossa", afferma.

un anno fa
Guerra in Ucraina
La Russia dice no alla Svizzera come mediatore nel conflitto
© Shutterstock
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Per Mosca la Confederazione non è più uno Stato neutrale visto che ha adottato le sanzioni contro la Russia.

La Russia rifiuta la Svizzera come mediatore nella guerra in Ucraina. Il ministero degli Esteri di Mosca cita come motivo il coinvolgimento della Svizzera nelle sanzioni contro la Russia. ''La Svizzera che si è unita alle sanzioni unilaterali e illegittime dell'Occidente contro la Russia non è più uno Stato neutrale e non può svolgere alcun ruolo di mediazione nel contesto della crisi dell'Ucraina'', ha affermato la portavoce Maria Zakharova, rispondendo sul sito del ministero degli Esteri russo alla proposta di mediazione del capo della diplomazia svizzera Ignazio Cassis.

La proposta di Cassis

Venerdì a New York, davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu, il consigliere federale Cassis ha proposto un incontro "nello spirito delle Convenzioni di Ginevra". "La Svizzera è pronta in ogni momento a riunire tutti attorno a un tavolo e a lavorare per un migliore rispetto del diritto internazionale e, in ultima analisi, per la pace", ha detto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La Svizzera non favorisce nessuna delle parti in guerra dal punto di vista militare, ma la neutralità non significa indifferenza, ha aggiunto il ticinese.

un anno fa
Estero
Ex comandante del gruppo Wagner arrestato in Norvegia
Andrey Medvedev ha attraversato il confine con la Norvegia il 13 gennaio scorso e ha presentato domanda di asilo. Ora è finito in manette per una rissa.

L'ex comandante del gruppo mercenario russo Wagner Andrey Medvedev, fuggito in Norvegia dove ha chiesto asilo, è stato arrestato dopo aver presumibilmente aggredito un agente di polizia fuori da un bar di Oslo, secondo i pubblici ministeri norvegesi. Lo riporta il Guardian. L'uomo è stato arrestato nelle prime ore di mercoledì dopo una rissa fuori da un bar della capitale norvegese. Le circostanze esatte della rissa non sono state specificate ma, secondo gli atti del tribunale, Medvedev, ubriaco, ha resistito all'arresto e poi ha aggredito fisicamente gli agenti di polizia una volta arrivato alla stazione. Il processo è stato fissato per il 25 aprile.

Medvedev, 26 anni, ha attraversato il confine con la Norvegia il 13 gennaio, dove ha presentato domanda di asilo. Il militare del gruppo paramilitare russo ha detto che in Ucraina aveva assistito all'uccisione sommaria di combattenti Wagner accusati dai loro stessi comandanti di disobbedire agli ordini. Chiedendo l'asilo, si è detto pronto a raccontare tutto ciò che sapeva sul gruppo Wagner, le sue attività e sul suo leader, Yevgeny Prigozhin.

un anno fa
Estero
La Russia blocca le forniture di petrolio alla Polonia via oleodotto
Lo ha annunciato il gigante petrolifero polacco Pkn Orlen.

Il gigante petrolifero polacco Pkn Orlen ha annunciato che la Russia ha smesso di fornire petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba, che in base all'ultimo contratto in vigore copre circa il 10% del fabbisogno di Orlen. "Le consegne attraverso l'oleodotto Druzhba alla Polonia sono state interrotte dalla parte russa", ha dichiarato il gruppo polacco in una nota inviata all'Afp.

Orlen ha affermato che la mossa non avrà alcun impatto sulla fornitura ai clienti polacchi e che tutte le consegne di petrolio ora arriveranno via mare. Fino ad ora, PKN Orlen aveva importato circa il 10% del suo fabbisogno di petrolio attraverso l'oleodotto dalla Russia e il resto da altri paesi attraverso rotte marittime.

La mossa russa arriva dopo che l'Unione Europea ha concordato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la guerra in Ucraina. La Polonia ha dichiarato all'inizio di questo mese che stava ancora acquistando il 10% delle sue forniture di petrolio dalla Russia, nonostante la sua insistenza su sanzioni più severe sul petrolio russo.

un anno fa
Estero
Zelensky, la pressione delle sanzioni Ue deve aumentare
Il presidente ucraino commenta l'ultimo pacchetto di sanzioni adottato dall'UE.

"Il decimo pacchetto di sanzioni Ue prende di mira l'industria militare russa, la propaganda e il sistema finanziario. La pressione sull'aggressore russo deve aumentare: ci aspettiamo passi decisivi contro Rosatom e l'industria nucleare russa, più pressione su militari e banche". Lo scrive su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che l'Unione europea ha adottato formalmente il decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

un anno fa
Estero
UE, adottato il decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
Lo ha annunciato via social l'alto rappresentante UE Josep Borrell. Previsti ulteriori divieti di esportazione per un valore di oltre 11 miliardi di euro.

"E' stato adottato il decimo pacchetto di sanzioni Ue". Lo annuncia sui social l'alto rappresentante Ue Josep Borrell. "121 persone ed entità elencate, nuove e significative restrizioni all'importazione/esportazione, divieto di diffusione della propaganda russa. Rimaniamo uniti nella nostra determinazione a intaccare la macchina da guerra della Russia", scrive.

Divieti di esportazione per un valore di oltre 11 miliardi

Il decimo pacchetto di sanzioni dell'Unione europea alla Russia include un nuovo elenco di individui ed entità sanzionati e ulteriori divieti di esportazione per un valore di oltre 11 miliardi di euro, che "priva l'economia russa di beni tecnologici e industriali fondamentali". Lo segnala il Consiglio dell'Ue in un comunicato sulle misure decise contro l'invasione dell'Ucraina.

Le misure previste

Nel pacchetto di sanzioni, annuncia la Svezia, alla presidenza di turno dell'Ue, sono incluse "restrizioni all'esportazione più severe per quanto riguarda il dual use e la tecnologia", "misure restrittive mirate contro individui ed entità che sostengono la guerra, diffondono propaganda o consegnano droni utilizzati dalla Russia nella guerra". Ci sono poi "misure contro la disinformazione russa". "Insieme, gli Stati membri dell'Ue hanno imposto le sanzioni più incisive e di vasta portata mai viste per aiutare l'Ucraina a vincere la guerra - prosegue la Svezia -. L'Ue è unita accanto all'Ucraina e al popolo ucraino. Continueremo a sostenere l'Ucraina, fino a quando sarà necessario".

un anno fa
Estero
Mosca raddoppia le navi nel Mar Nero
Secondo l'esercito ucraino le forze russe sarebbero pronte a ulteriori attacchi missilistici.

L'esercito ucraino ha affermato che ieri la Russia ha raddoppiato il numero di navi schierate attivamente nel Mar Nero e ha previsto che ciò potrebbe essere una preparazione per ulteriori attacchi missilistici. Lo riferisce il Guardian. "Nel Mar Nero, la flotta di navi da guerra è raddoppiata rispetto a giovedì: ora ci sono otto navi", ha detto il comando militare nella regione meridionale in un aggiornamento su Facebook, "ciò potrebbe indicare che sono in preparazione attacchi missilistici e attacchi di droni", ha affermato. Una delle navi è una fregata armata con otto missili Kalibr, ha spiegato il comando militare Sud. 

Secondo il servizio stampa della Marina ucraina Nataliya Gumenyuk "ieri sera i russi hanno aggiunto un vettore missilistico nel Mar Nero, una fregata equipaggiata con otto missili di tipo Kalibr, portando in tutto il numero di unità a nove". Gumenyuk ha spiegato che negli ultimi 4 giorni non c'erano stati portamissili nel Mar Nero, riferisce l'Ukrainska Pravda.

un anno fa
Estero
Visita di Lukashenko in Cina dal 28 febbraio
Il leader bielorusso compirà una visita di stato della durata di quattro giorni.

Il presidente della Bielorussia, Aleksander Lukashenko, compirà una visita di stato in Cina dal 28 febbraio al 2 marzo. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying. "Su invito del presidente cinese, Xi Jinping, il presidente della Bielorussia, Aleksander Lukashenko, farà una visita di stato alla Cina dal 28 febbraio al 2 marzo".

"La Cina è intenzionata a lavorare con Minsk per approfondire la reciproca fiducia politica", ha detto il ministro degli esteri cinese, Qin Gang, in una conversazione telefonica tenutasi ieri con il collega bielorusso, Serghei Aleinik, secondo quanto rivelato oggi da Pechino. Lo scorso anno Xi e Lukashenko, quest'ultimo stretto alleato di Mosca, si incontrarono a Samarcanda, in Uzbekistan, in occasione di un vertice internazionale e i due annunciarono una partnership "incondizionata".

un anno fa
Conflitti
Cassis propone una riunione sulle Convenzioni di Ginevra
© Shutterstock
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Il ministro degli esteri svizzero ha dichiarato come sia importante fermare la guerra davanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU. ""La Svizzera è pronta in ogni momento a riunire tutti attorno a un tavolo", ha affermato.

La Svizzera propone una riunione sulle Convenzioni di Ginevra, di fronte alle violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate in Ucraina. Oggi a New York, Ignazio Cassis ha lanciato questo invito davanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

"Scioccati dall'aggressione russa"

Le Convenzioni di Ginevra, che festeggeranno l'anno prossimo i 75 anni, "sono calpestate", ha sottolineato il consigliere federale durante la riunione sull'Ucraina dell'organo più potente delle Nazioni Unite. La Confederazione, depositaria di questi accordi, è rimasta "enormemente scioccata" dall'aggressione russa. "La popolazione civile, i feriti, i prigionieri e le infrastrutture" devono essere "protette" dalle parti in conflitto e dai combattenti, ha dichiarato il consigliere federale. A suo avviso, occorre organizzare una discussione "adesso".

"È ora di fermare la guerra"

"La Svizzera è pronta in ogni momento a riunire tutti attorno a un tavolo", ha aggiunto. Cassis ha anche accolto favorevolmente la risoluzione approvata dall'Assemblea generale dell'ONU, sostenuta anche da Berna, che chiede il ritiro delle forze russe. Interpellato dall'agenzia Keystone-ATS dopo il suo intervento, Cassis ha affermato che voleva innanzitutto far capire che è ora di fermare la guerra. "È chiaro dove la strada deve portarci, ma nessuno sa esattamente come arrivarci", ha proseguito, ribadendo che il conflitto non può essere concluso con mezzi militari, ma solo attraverso la diplomazia. "Questo richiede creatività, pazienza e perseveranza", ha spiegato, aggiungendo che vede anche la proposta cinese come un'opportunità. "Ogni serio piano di pace merita un esame approfondito".

un anno fa
Guerra in Ucraina
La Svezia fornirà una decina di Leopard a Kiev